sit in a Cagliari
Troppe zone d’ombra sulla cannabis
Il Movimento canapicoltori chiede un incontro alla Regione
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CAGLIARI. Il Movimento canapicoltori sardi si mobilita e convoca un sit in per mercoledì prossimo davanti al consiglio regionale. I coltivatori di cannabis chiedere un incontro con i rappresentati politici per disinnescare quella che definiscono una «paradossale situazione venutasi a creare nel nostro territorio, con relativa escalation di sequestri e problemi di ordine sociale».
«Da tempo – sostengono i rappresentati del Movimento – attendiamo una riposta chiara e univoca da parte delle istituzioni e dalla politica, che permetta ad agricoltori e imprenditori di investire e programmare in maniera certa. Visto lo slancio dichiarato con la legge 242 del 2 dicembre 2016 che disciplina la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa avevamo aspettative diverse». Dall’introduzione della nuova legge tanti piccoli imprenditori, hanno iniziato a documentarsi e prendere contatto con una pianta che «fino a quel momento lo Stato aveva deciso di concedere in esclusiva ai fuorilegge, bloccando di fatto ricerca, innovazione e quanto ottenibile con gli strumenti odierni».
«Il problema – continuano gli organizzatori della protesata – oggi ritorna più grave che mai perchè nessuno di noi può sapere quante denunce, processi, sequestri e persecuzioni sono necessarie per destare i nostri politici e convincerli del fatto che in Sardegna abbiamo un grave problema da risolvere con le procure che dispensano perquisizioni e procedimenti penali, incuranti dello stress emotivo ed economico a cui sottopongono decine di persone oneste.
«Da tempo – sostengono i rappresentati del Movimento – attendiamo una riposta chiara e univoca da parte delle istituzioni e dalla politica, che permetta ad agricoltori e imprenditori di investire e programmare in maniera certa. Visto lo slancio dichiarato con la legge 242 del 2 dicembre 2016 che disciplina la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa avevamo aspettative diverse». Dall’introduzione della nuova legge tanti piccoli imprenditori, hanno iniziato a documentarsi e prendere contatto con una pianta che «fino a quel momento lo Stato aveva deciso di concedere in esclusiva ai fuorilegge, bloccando di fatto ricerca, innovazione e quanto ottenibile con gli strumenti odierni».
«Il problema – continuano gli organizzatori della protesata – oggi ritorna più grave che mai perchè nessuno di noi può sapere quante denunce, processi, sequestri e persecuzioni sono necessarie per destare i nostri politici e convincerli del fatto che in Sardegna abbiamo un grave problema da risolvere con le procure che dispensano perquisizioni e procedimenti penali, incuranti dello stress emotivo ed economico a cui sottopongono decine di persone oneste.
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