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Proteste no green pass: sardo denunciato a Milano

Proteste no green pass: sardo denunciato a Milano

Un 21enne ha imbrattato un’auto della polizia. Nell’isola epidemia stabile

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SASSARI. Mentre alcune città italiane continuano a fare i conti con le manifestazioni del sabato dei “no green pass”, con un giovane sardo che finisce nei guai a causa di alcune intemperanze, nell’isola la battaglia contro il Covid continua a fornire, al momento, un buon argine contro la ripresa del contagio che invece si sta verificando in altre regioni. Alcune di queste rischiano ora un ritorno alla zona gialla.

Sardo denunciato. C’è anche un 21enne sardo tra gli 11 denunciati per le manifestazioni no green pass. Il ragazzo è stato trovato in possesso di un coltellino ed è anche accusato di danneggiamento aggravato perché ha imbrattato un veicolo della polizia. Tra gli altri denunciati sono due sorelle di 47 e 54 anni, due 23enni gemelli, ritenuti responsabili dell'aggressione a un cronista in piazza Fontana, un 39enne per violenza privata nei confronti di un giornalista. Al corteo che si è diviso e ha creato disagi al traffico ha innescato, spiegano dalla Questura, numerose le proteste da parte di automobilisti, ma anche insulti dai balconi e dalle finestre di casa ai manifestanti e in un caso una secchiata d'acqua. 115 le persone identificate dalla polizia.

Il contagio nell’isola. Mentre a Milano si protesta, come sta andando l’epidemia da queste parti? Al momento non ci sono particolari segnali di allarme, anche se i contagi, dopo che per alcuni giorni sono scesi a numeri a una cifra, da alcuni giorni sono sul livelli più. Però anche ieri, per il secondo giorno consecutivo, c’è stato un calo: 58 nuovi positivi sulla base 7.464 test con un tasso di positività che resta sullo 0,7%. Altro dato che conforta: non ci sono stati decessi. In leggera crescita (46, uno in più) il numero dei pazienti ricoverati in area medica, mentre resta immutato (6) quello dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Infine sono 1.479 i casi di isolamento domiciliare (45 in più rispetto al giorno precedente.

Regioni a rischio. Su scala nazionale l'occupazione delle terapie intensive è al 4 per cento. Cresce quella l’occupazione die posti in area medica, passata da 5 a 6 per cento. In ogni caso si parla di valroi ben al di sotto delle soglie fissate dagli indicatori rispettivamente del 10% e del 15%. Ci sono però due Regioni che hanno raggiunto la soglia per le intensive: le Marche con l'11% in crescita - era all'8% l'1 novembre scorso - e il Friuli Venezia Giulia al 10%. Nelle due regioni i ricoveri in area medica non critica sono però sotto la soglia di diversi punti percentuali: le Marche sono al 6% e il Friuli Venezia Giulia al 9% (+1% sul giorno precedente). I dati di occupazione più alti in area medica si registrano in Calabria con il 12% (+1%), nella provincia di Bolzano con l'11% ma in discesa di un punto percentuale, e in Valle d'Aosta che ha registrato un balzo in avanti del 7% portandosi sull'11%. In Sardegna il livello di occupazione delle terapie intensive è al 3%, cosi come quello delle aree mediche.

Terze dosi. Le direttive sulle terze dosi dovrebbero presto mutare, per seguire quell’input dato dal commissario Figliuolo verso un’accelerazione nella campagna di somministrazione. Presto dovrebbe arrivare l’ok per gli over 50, ma nel frattempo si va avanti prevalentemente con la categoria dei pazienti fragili. In Sardegna hanno ricevuto la terza dose poco più di 45mila persone, il 31 per cento della platea vaccinabile. un dato che colloca l’isola al di sotto della media nazionale (che sfiora il 36 per cento). Sovrastano tutti il Molise (al 77 per cento) e il Piemonte (al 60).



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