Ma c’è chi difende l’agenzia: «Organizzazione perfetta»
di Dario Budroni
Una 67 olbiese: «Avevo sempre la mascherina ma ho preso lo stesso il Covid» Un 71enne non vaccinato: «Io sono stato attento, i camerieri del ristorante meno»
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OLBIA. Il viaggio resterà per sempre nei loro ricordi. E non solo per le sensazioni provate al cospetto del famoso santuario bosniaco. I pellegrini partiti per Medjugorje mai si sarebbero immaginati di finire nel bel mezzo di una situazione così esplosiva, con tanto di focolaio attivo e alcuni partecipanti ricoverati in ospedale anche in gravi condizioni. Molti di loro, comunque, ci tengono a far sapere che durante il viaggio tutto è filato liscio, almeno per quanto riguarda l’organizzazione del pellegrinaggio. «Io sono tra quelle persone che hanno contratto il coronavirus. A casa, poi, ho contagiato anche mio marito. Ho la doppia vaccinazione e all’inizio sono stata un po’ male, ma adesso mi sono ripresa, sto meglio» racconta una 67enne che vive a Olbia. La donna, in ogni caso, difende a spada tratta l’organizzatrice del viaggio, Renata Olejnicka, la titolare dell’agenzia Renata travel, di Olbia, che ha promosso il pellegrinaggio. «Siamo tutti partiti con il green pass, anche perché non poteva essere altrimenti – spiega –. Abbiamo mantenuto le distanze sui pullman e abbiamo indossato la mascherina nei luoghi al chiuso, nonostante a Medjugorje non sia obbligatorio come è invece qui in Italia. Renata si è sempre raccomandata sull’uso della mascherina. E io sono sempre stata attenta, dico sul serio, ma evidentemente il virus è ancora più subdolo di quanto pensassi. Evidentemente la mia attenzione non è bastata. Ho avvertito i primi sintomi una volta in Sardegna. All’inizio pensavo che fosse tutta colpa dell’aria condizionata dell’aereo, invece poi ho fatto il tampone e sono risultata positiva. Quando siamo partiti, comunque, i viaggi per turismo per la Bosnia erano consentiti. Se ci si può andare, dunque, la gente ci va. Non capisco quale sia il problema». Gianni Arrigoni, 74 anni, doppia dose di vaccino, è invece risultato negativo. «Una volta sbarcati in Croazia, abbiamo viaggiato verso Medjugorje su diversi pullman, tutti distanziati – racconta Arrigoni, anche lui di Olbia –. Noi la mascherina l’abbiamo sempre indossata, anche in chiesa. Lì, però, non tutti la portavano, l’obbligo non c’è. Per quanto mi riguarda, non potevo mica sapere se nel nostro gruppo c’erano anche persone non vaccinate. Non è una cosa che si chiede, io sono partito solo per prendere parte al pellegrinaggio». Invece Martino Siatzu, 71 anni, di Vaccileddi, è uno dei pellegrini partiti per Medjugorje senza aver fatto il vaccino. «Però sono risultato negativo al tampone, lo stesso discorso vale anche per mia moglie – spiega –. Comunque mi sono protetto, ho mantenuto il distanziamento e ho sempre portato la mascherina, a parte a tavola ovviamente. Sono un uomo dell’arma in pensione e le regole le rispetto sempre. C’è da dire, però, che i camerieri del ristorante in cui abbiamo mangiato non indossavano la mascherina. Visto che noi eravamo così attenti, forse avrebbero dovuto».
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