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Alghero, Nobento cresce e assume altri 40 ragazzi

Giovanni Bua
Alghero, Nobento cresce e assume altri 40 ragazzi

L’azienda corre veloce: cominciata la costruzione del primo building della “cittadella del serramento”

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ALGHERO. Quaranta nuove assunzioni entro novembre, con due mesi di anticipo rispetto al loro ingresso in produzione, per curarne al meglio la formazione. Un piano di sviluppo industriale che solo pochi mesi fa poteva sembrare poco più di un sogno, e che muove invece il primo deciso passo, con l'avvio della costruzione del primo dei quattro “buildings” (3mila metri quadri con dentro 7,5 milioni di euro di macchinari 4.0 pronti a marzo 2022) che saranno il cuore della “cittadella del serramento”: 25mila metri quadrati di nuovi spazi previsti e 50 milioni di investimenti nei prossimi 5 anni.

E ancora: 8,5 milioni di euro di ordini già in pancia e una richiesta decuplicata rispetto a soli due anni fa, con il divieto tassativo ai commerciali di prendere nuovi clienti, almeno fino a quando gli impianti produttivi, a zero impatto ambientale, faranno il prossimo step. E linee attive 24 ore su 24 cinque giorni a settimana a partire dal primo gennaio, «perché l’unica cosa che in questo momento ci manca è il tempo, purtroppo le giornate sono solo di 24 ore».

Non mette limite ai sogni l’amministratore unico di Nobento Andrea Alessandrini, il vulcanico imprenditore romagnolo che ha trovato la sua America nella Riviera del Corallo, portando per mano un’azienda sull’orlo del fallimento a diventare leader nazionale del settore, con gli addetti passati da 20 a 249 e un fatturato che nel 2022 sfiorerà i 40 milioni e il terzo anno consecutivo di utile.

Un modello che sta attirando l’attenzione del mondo imprenditoriale: «Cercano di capire perché stiamo qui ad Alghero – racconta divertito – noi gli apriamo le porte e gli spieghiamo che è un posto perfetto dove lavorare». Una frase che nasconde un legame a doppio filo con il territorio, da cui arrivano quasi tutti gli addetti dello stabilimento modello nell’area industriale di San Marco. Che il 20 settembre ha aperto le porte per una festa con clienti e dipendenti: «E in una splendida giornata di sole sono venuti in 500, con i passeggini. E i nostri ragazzi che facevano vedere orgogliosi ai familiari il luogo dove lavorano».

Un supermanager che arriva a presentare il suo piano milionario dopo aver passato la mattina con gli universitari della facoltà di Economia: «E domani incontrerò trenta ragazzi dell’Ipia». E che da quest’anno è anche uno dei top sponsor della Dinamo. «Questo territorio è la mia casa – spiega convinto – e quello che vogliamo creare non è una fabbrica che produce finestre ma un ecosistema. Fatto di rapporti, qualità della vita, rispetto dell’ambiente, innovazione e riciclo, formazione e fidelizzazione, orgoglio e appartenenza. Per questo Nobento funziona, e intorno a noi, anche grazie all’importante aiuto del consorzio industriale e del Comune di Alghero, nascerà qualcosa di importante».

Gli occhi vanno alla vicina “LiteHouse”, il promesso polo tencologico mai concluso. «Su cui – sottolinea convinto il sindaco di Alghero Mario Conoci – abbiamo progetti importanti, come li abbiamo per l’intera area. Il nostro appoggio a Nobento è convinto, e totale. Perché rappresentano un’eccellenza ma soprattutto un modello a cui guardare. Sono la dimostrazione che si può fare impresa nel nostro territorio e farla bene. E che San Marco può diventare un importante polo green nell’Isola, e non solo». Parole sottoscritte dal presidente del Cipss Valerio Scanu, che in meno di 10 giorni ha creato di fronte a Nobento un posteggio per le auto dei dipendenti e i semirimorchi lunghi 13,5 metri (ne partono 10 al giorno diretti in tutta Italia), permettendo all’azienda di liberare prezioso spazio interno per il materiale. «Noi ci siamo – spiega – e siamo convinti che intorno a Nobento si possa creare un distretto industriale importante. A riprova delle risorse, anche umane, che il nostro territorio può offrire».

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