Terza dose, l’isola va al rallentatore
di Alessandro Pirina
Solo il 46,9 per cento ha ricevuto il richiamo contro la media nazionale del 53,3. Figliuolo: over 40, si può partire da lunedì
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SASSARI. I numeri dei contagi in Sardegna sono in aumento, più 58 per cento nell’ultima settimana. Un’impennata soprattutto nella provincia di Sassari. A influire dovrebbe essere stato il mega focolaio scoppiato al rientro dal pellegrinaggio di Medjugorje. Quelli che invece tardano a crescere sono i dati della terza dose. L’isola, infatti, è al di sotto della media nazionale. Solo il 46,9 per cento dei sardi aventi diritto ha effettuato la somministrazione del secondo richiamo. A livello nazionale è invece il 53,3 per cento. Una partenza al rallentatore che riporta alla mente il primo periodo delle somministrazioni dei vaccini, a inizio 2021, quando la Sardegna era sempre in coda alla classifica nazionale. Un trend che però poi si è invertito. Basta infatti leggere il report settimanale della Fondazione Gimbe per rendersi conto che la popolazione in Sardegna che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 78,2 per cento contro la media in Italia del 76,8. A questo dato si deve aggiungere un ulteriore 2,1 per cento (media Italia 2,3) solo con prima dose.
Platea. Per le terza, dunque, la Sardegna deve mettersi a correre, deve dare un’accelerata per evitare quanto sta accadendo in alcune regioni del nord, su tutti il Friuli Venezia Giulia, dove i contagi hanno subito una impennata preoccupante. Di qui gli appelli a fare la terza dose. In questo momento ne hanno diritto le persone affette da patologie precise (dai trapiantati ai pazienti in attesa di trapianto, dai pazienti oncologici a quelli affetti da Aids), il personale sanitario che opera nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, nelle farmacie e parafarmacie, negli studi professionali. E gli over 60, ovvero tutti coloro che sono nati fino al 1941.
Over 40. Dal lunedì, ha annunciato ieri il commissario Figliuolo in una circolare, le Regioni potranno anticipare l’avvio della somministrazione della terza dose agli over 40, ovvero a quelli nati fino al 1981. L’Ats precisa che per effettuare la terza dose - che è più corretto chiamare dose booster, perché si tratta di un richiamo - devono essere passati almeno sei mesi dalla somministrazione della seconda, a meno che non si tratti di soggetto a rischio. Diverso è il caso dei cosiddetti cosiddetti immunocompromessi (come dializzati, oncologici, oncoematologici, trapiantati di midollo e i soggetti Hiv). Nel loro caso una vera e propria terza dose a completamento del ciclo vaccinale può essere somministrata dopo 28 giorni dal completamento del ciclo primario.
Prenotazioni. L’Ats indica diversi modi per prenotare la terza dose: il portale del governo dedicato alle vaccinazioni (https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/), gli sportelli automatici degli uffici postali, il call center 800 009966 (dalle 8 alle 20, i portalettere attraverso il palmare che hanno in dotazione. Questa è l’ufficialità, ma è possibile anche presentarsi all’hub senza prenotazione, anche se questa è ovviamente preferita. Basta portare con sé la tessera sanitaria, compilare il modulo di accettazione e mettersi in coda.
Platea. Per le terza, dunque, la Sardegna deve mettersi a correre, deve dare un’accelerata per evitare quanto sta accadendo in alcune regioni del nord, su tutti il Friuli Venezia Giulia, dove i contagi hanno subito una impennata preoccupante. Di qui gli appelli a fare la terza dose. In questo momento ne hanno diritto le persone affette da patologie precise (dai trapiantati ai pazienti in attesa di trapianto, dai pazienti oncologici a quelli affetti da Aids), il personale sanitario che opera nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, nelle farmacie e parafarmacie, negli studi professionali. E gli over 60, ovvero tutti coloro che sono nati fino al 1941.
Over 40. Dal lunedì, ha annunciato ieri il commissario Figliuolo in una circolare, le Regioni potranno anticipare l’avvio della somministrazione della terza dose agli over 40, ovvero a quelli nati fino al 1981. L’Ats precisa che per effettuare la terza dose - che è più corretto chiamare dose booster, perché si tratta di un richiamo - devono essere passati almeno sei mesi dalla somministrazione della seconda, a meno che non si tratti di soggetto a rischio. Diverso è il caso dei cosiddetti cosiddetti immunocompromessi (come dializzati, oncologici, oncoematologici, trapiantati di midollo e i soggetti Hiv). Nel loro caso una vera e propria terza dose a completamento del ciclo vaccinale può essere somministrata dopo 28 giorni dal completamento del ciclo primario.
Prenotazioni. L’Ats indica diversi modi per prenotare la terza dose: il portale del governo dedicato alle vaccinazioni (https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/), gli sportelli automatici degli uffici postali, il call center 800 009966 (dalle 8 alle 20, i portalettere attraverso il palmare che hanno in dotazione. Questa è l’ufficialità, ma è possibile anche presentarsi all’hub senza prenotazione, anche se questa è ovviamente preferita. Basta portare con sé la tessera sanitaria, compilare il modulo di accettazione e mettersi in coda.
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