Peste suina, l’embargo potrebbe restare
di Antonello Palmas
Allarme del Pd: «Dagli ispettori Ue critiche alla recente gestione dell’emergenza»
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SASSARI. I commissari europei non sarebbero troppo convinti che sia già possibile liberare in sicurezza la Sardegna dall’embargo all’export delle carni suine, misura instaurata per evitare la diffusione della peste suina africana. È quanto hanno alcuni consiglieri regionali del Pd dopo la riunione conclusiva del 19 novembre tra le autorità regionali (incluso l’assessore Nieddu) e gli ispettori Ue che nei giorni precedenti avevano visitato la Sardegna per un audit relativo alla eradicazione del morbo che secondo i dati sembrerebbe ormai sconfitto.
Voci che, se confermate, equivarrebbero a una pietra tombale per le speranze degli investitori di un settore che non può permettersi di attendere oltre. Così è stata proposta un’interrogazione firmata da Gianfranco Ganau, Valter Piscedda, Salvatore Corrias, Roberto Deriu, Giuseppe Meloni, Rossella Pinna, Gianpietro Comandini e Cesare Moriconi, diretta al governatore Solinas e agli assessori Nieddu e Murgia.
«Da alcune notizie filtrate dalla riunione – scrivono – parrebbe che gli ispettori europei abbiano sollevato numerosi rilievi critici su come la Sardegna ha gestito ultimamente il controllo della malattia, pur in presenza di una situazione epidemiologica complessiva molto favorevole e tale da far ritenere sempre più probabile che il virus sia stato già del tutto eradicato, grazie in particolare – come tutti i sardi sanno – alle misure attuate dalla Giunta Pigliaru, con il supporto del Consiglio regionale, durante la passata legislatura».
I consiglieri Pd ricordano che «il resoconto definitivo dell’audit europeo sarà noto solo tra qualche mese, quando il rapporto della visita ispettiva sarà finalizzato e reso pubblico. Tuttavia, alla luce della favorevole situazione epidemiologica esistente, i produttori sardi si attendono legittimamente che la Sardegna venga riconosciuta quanto prima come “indenne da Psa” e che pertanto sia autorizzata la commercializzazione di suini vivi e loro prodotti al di fuori dell’isola senza alcuna restrizione». Per questo motivo chiedono di confermare o smentire le voci in questione, di conoscere «quali passi intendano compiere per assicurare che alle eventuali critiche mosse dagli ispettori siano date risposte immediate e concrete, in modo da dissipare ogni dubbio sulla effettiva volontà della Giunta di risolvere il problema Psa una volta per tutte e sulla capacità dei suoi tecnici di portare a conclusione il lavoro svolto negli anni passati»; e come voglia agire presso il ministero della Salute «per garantire che le autorità centrali supportino pienamente la Sardegna presso la Commissione europea».
Voci che, se confermate, equivarrebbero a una pietra tombale per le speranze degli investitori di un settore che non può permettersi di attendere oltre. Così è stata proposta un’interrogazione firmata da Gianfranco Ganau, Valter Piscedda, Salvatore Corrias, Roberto Deriu, Giuseppe Meloni, Rossella Pinna, Gianpietro Comandini e Cesare Moriconi, diretta al governatore Solinas e agli assessori Nieddu e Murgia.
«Da alcune notizie filtrate dalla riunione – scrivono – parrebbe che gli ispettori europei abbiano sollevato numerosi rilievi critici su come la Sardegna ha gestito ultimamente il controllo della malattia, pur in presenza di una situazione epidemiologica complessiva molto favorevole e tale da far ritenere sempre più probabile che il virus sia stato già del tutto eradicato, grazie in particolare – come tutti i sardi sanno – alle misure attuate dalla Giunta Pigliaru, con il supporto del Consiglio regionale, durante la passata legislatura».
I consiglieri Pd ricordano che «il resoconto definitivo dell’audit europeo sarà noto solo tra qualche mese, quando il rapporto della visita ispettiva sarà finalizzato e reso pubblico. Tuttavia, alla luce della favorevole situazione epidemiologica esistente, i produttori sardi si attendono legittimamente che la Sardegna venga riconosciuta quanto prima come “indenne da Psa” e che pertanto sia autorizzata la commercializzazione di suini vivi e loro prodotti al di fuori dell’isola senza alcuna restrizione». Per questo motivo chiedono di confermare o smentire le voci in questione, di conoscere «quali passi intendano compiere per assicurare che alle eventuali critiche mosse dagli ispettori siano date risposte immediate e concrete, in modo da dissipare ogni dubbio sulla effettiva volontà della Giunta di risolvere il problema Psa una volta per tutte e sulla capacità dei suoi tecnici di portare a conclusione il lavoro svolto negli anni passati»; e come voglia agire presso il ministero della Salute «per garantire che le autorità centrali supportino pienamente la Sardegna presso la Commissione europea».
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