Pili: «Dpcm da cambiare» Scontro Regione-Governo
di Roberto Petretto
L’assessora all’Industria: «Mai stati consultati e non condividiamo le scelte» La Lega cerca una mediazione con i propri ministri e attacca gli alleati nazionali
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SASSARI. Il dialogo tra Governo nazionale e regionale sembrava così ben avviato: incontri con il ministro Cingolani e telefonate con il premier Draghi. Poi qualcosa si è rotto o, forse, il Governo nazionale ha cominciato a prendere decisioni. Che non corrispondevano in tutto o in parte, ai desideri della Regione. E così, sul Dpcm che dovrebbe disegnare il futuro energetico della Sardegna, si è consumato lo scontro. La Regione aveva già protestato, appena il testo (che dovrebbe essere definitivo) è stato consegnato. Ieri l’assessora regionale all’Industria, Anita Pili, ha ribadito il concetto: «Nessun benestare della Regione alla bozza del Dpcm sul sistema energetico della Sardegna. Anzi, la Giunta non è stata nemmeno consultata e attende un momento di confronto per esporre le proprie esigenze e le proprie ragioni».
Metano con rigassificatori, impulso forte all’eolico off shore e al fotovoltaico, declinati in vari modi, fanno parte del programma ipotizzato dal Governo Draghi. Ma la declinazione non piace alla Giunta Solinas: «La Regione non ha dato alcun benestare alla bozza di Dpcm circolata, e anzi - ricorda l'assessora Pili - aveva già pubblicamente espresso le proprie perplessità all’indomani della trasmissione informale del documento da parte del gabinetto del Ministro».
La stessa Regione ha più volte lamentato il fatto di essere stata esclusa dai tavoli tecnici: «Non siamo mai stati invitati a partecipare», ribadisce l’assessore Pili, anche rispondendo alla viceministra Alessandra Todde che il giorno prima a Sassari, nel corso di un incontro con la Rete metropolitana, aveva detto che «la Regione Sardegna è stata coinvolta e ha partecipato a tutti i tavoli istituzionali e agli incontri al vertice, da cui sono scaturite le decisioni prese finora». La viceministra aveva anche detto che «i progetti debbano essere portati e presentati dalla Regione» e che «troppi rimpalli di responsabilità non fanno bene a nessuno».
«Alcune delle perplessità emerse nell’incontro con la Rete metropolitana sono già state da me sollevate al ministero della Transizione ecologica e allo stesso ministro Roberto Cingolani - ha detto ancora Todde -. Confermo che il documento è stato elaborato in accordo con la Regione. Voglio che sia chiaro che quest’ultima sta parlando a nome di tutto il territorio. È importante che si assuma le sue responsabilità».
«Fino ad ora - dice invece l’assessora Pili -, le uniche interlocuzioni avvenute sono state di carattere generale e politico, e in esse abbiamo sempre sottolineato che la Sardegna merita maggiore attenzione».
Tra i punti fondamentali delle rimostranze della Regione: «la richiesta di perequazione del costo del metano per tutti gli utenti sardi e quindi per le famiglie».
Secondo l’assessora all’Industria «la bozza del Dpcm è frutto della personale visione, che noi non condividiamo, di chi ci rappresenta nell’esecutivo nazionale, e non certamente quanto da noi più volte espresso e comunicato sia nelle riunioni ufficiali, sia nei documenti trasmessi. Auspico che di fronte a temi così importanti per il futuro della nostra isola e il benessere dei cittadini, tutti possiamo essere capaci di superare le divisioni politiche e di combattere uniti per assicurare i migliori risultati alla Sardegna».
E sul dialogo col governo si pone come mediatore il coordinatore regionale della Lega, Eugenzio Zoffili. Anche se sarebbe meglio dire che la mediazione si tenterà con la parte leghista del Governo Draghi, senza negarsi una nota polemica verso gli altri partiti della coalizione: «Sono sicuro che i nostri rappresentanti della Lega nell’esecutivo di Mario Draghi sapranno rimediare alle mancanze di altri loro colleghi al Governo anche attraverso questo utile incontro che ho ufficialmente richiesto».
Sulla questione energetica che riguarda la Sardegna, in particolare sulla bozza di Dpcm in materia, Zoffili sta cercando di promuovere «un incontro tra il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla transizione ecologica Vannia Gava e la Regione. Imprescindibile priorità la tutela e il rispetto dello stupendo territorio dell’Isola in ogni scelta dove non può però venire meno il coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello».
Metano con rigassificatori, impulso forte all’eolico off shore e al fotovoltaico, declinati in vari modi, fanno parte del programma ipotizzato dal Governo Draghi. Ma la declinazione non piace alla Giunta Solinas: «La Regione non ha dato alcun benestare alla bozza di Dpcm circolata, e anzi - ricorda l'assessora Pili - aveva già pubblicamente espresso le proprie perplessità all’indomani della trasmissione informale del documento da parte del gabinetto del Ministro».
La stessa Regione ha più volte lamentato il fatto di essere stata esclusa dai tavoli tecnici: «Non siamo mai stati invitati a partecipare», ribadisce l’assessore Pili, anche rispondendo alla viceministra Alessandra Todde che il giorno prima a Sassari, nel corso di un incontro con la Rete metropolitana, aveva detto che «la Regione Sardegna è stata coinvolta e ha partecipato a tutti i tavoli istituzionali e agli incontri al vertice, da cui sono scaturite le decisioni prese finora». La viceministra aveva anche detto che «i progetti debbano essere portati e presentati dalla Regione» e che «troppi rimpalli di responsabilità non fanno bene a nessuno».
«Alcune delle perplessità emerse nell’incontro con la Rete metropolitana sono già state da me sollevate al ministero della Transizione ecologica e allo stesso ministro Roberto Cingolani - ha detto ancora Todde -. Confermo che il documento è stato elaborato in accordo con la Regione. Voglio che sia chiaro che quest’ultima sta parlando a nome di tutto il territorio. È importante che si assuma le sue responsabilità».
«Fino ad ora - dice invece l’assessora Pili -, le uniche interlocuzioni avvenute sono state di carattere generale e politico, e in esse abbiamo sempre sottolineato che la Sardegna merita maggiore attenzione».
Tra i punti fondamentali delle rimostranze della Regione: «la richiesta di perequazione del costo del metano per tutti gli utenti sardi e quindi per le famiglie».
Secondo l’assessora all’Industria «la bozza del Dpcm è frutto della personale visione, che noi non condividiamo, di chi ci rappresenta nell’esecutivo nazionale, e non certamente quanto da noi più volte espresso e comunicato sia nelle riunioni ufficiali, sia nei documenti trasmessi. Auspico che di fronte a temi così importanti per il futuro della nostra isola e il benessere dei cittadini, tutti possiamo essere capaci di superare le divisioni politiche e di combattere uniti per assicurare i migliori risultati alla Sardegna».
E sul dialogo col governo si pone come mediatore il coordinatore regionale della Lega, Eugenzio Zoffili. Anche se sarebbe meglio dire che la mediazione si tenterà con la parte leghista del Governo Draghi, senza negarsi una nota polemica verso gli altri partiti della coalizione: «Sono sicuro che i nostri rappresentanti della Lega nell’esecutivo di Mario Draghi sapranno rimediare alle mancanze di altri loro colleghi al Governo anche attraverso questo utile incontro che ho ufficialmente richiesto».
Sulla questione energetica che riguarda la Sardegna, in particolare sulla bozza di Dpcm in materia, Zoffili sta cercando di promuovere «un incontro tra il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla transizione ecologica Vannia Gava e la Regione. Imprescindibile priorità la tutela e il rispetto dello stupendo territorio dell’Isola in ogni scelta dove non può però venire meno il coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello».
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