Ats pronta a trasformarsi in Ares, attivate le partite Iva delle nuove Asl

Primo documento programmatico della gestione commissariale per fronteggiare l'emergenza pandemica, alla campagna di screening «Sardi e sicuri», dalla rimodulazione dei posti letto con l'apertura degli ospedali Covid, fino alla organizzazione degli hub vaccinali regionali

SASSARI. Dal piano a 40 giorni, primo documento programmatico della gestione commissariale per fronteggiare l'emergenza pandemica, alla campagna di screening «Sardi e sicuri», dalla rimodulazione dei posti letto con l'apertura degli ospedali Covid, fino alla organizzazione degli hub vaccinali regionali: sono questi, in sintesi, alcuni dei punti salienti del documento deliberato dalla direzione di Ats Sardegna e pubblicato sull'Albo pretorio del sito dell'Azienda. Il rendiconto della gestione commissariale, che abbraccia un arco temporale di poco più di un anno, traccia a grandi linee il percorso avviato dal commissario straordinario Massimo Temussi, nominato a ottobre 2020 per guidare Ats verso la riforma.

«Con la costituzione delle Aziende la gestione commissariale volge al termine – spiega Massimo Temussi –. La partenza delle partite Iva delle singole Asl appena deliberata costituisce il preludio della nascita e dell’avvio di Ares. È stato un anno molto particolare, ma nonostante le mille difficoltà dovute anche alla diffusione del Covid, i dipendenti hanno raggiunto obiettivi anche originariamente non previsti. Il documento è anche un ringraziamento sentito a tutto il personale del sistema sanitario, grazie al quale siamo riusciti a portare avanti importanti progetti». La pandemia da Covid-19 ha evidenziato tutte le criticità del sistema sanitario regionale, sia organizzative sia di carenza di risorse umane. In primo luogo, sono state perfezionate assunzioni per oltre 1.600 nuovi dipendenti e sono ancora in corso e in programma ulteriori selezioni e concorsi, con un incremento di 460 unità di personale. «Grazie al presidente della Regione, Christian Solinas, che di volta in volta ha rimodulato gli obiettivi sulla base delle esigenze e delle emergenze pandemiche – aggiunge Temussi –, sono stati raggiunti tutti gli obiettivi che, seppur difficili, hanno dato importanti risultati per l'isola. Siamo consapevoli delle molte criticità e delle diverse modifiche strutturali al sistema sanitario da attuare – conclude il commissario – ma sono attività che spetteranno ai direttori generali delle Asl in applicazione della riforma sanitaria».

«Sul fronte dell'emergenza pandemica, invece, tutte le azioni e i progetti messi in atto per contrastare l'emergenza Covid- 19, con particolare riferimento alle campagne regionali “Sardi e sicuri” e “Sardi e vaccinati”, che ha raggiunto 262 comuni per un totale di circa 340 mila test eseguiti, oltre a tutti i porti e gli aeroporti dell'isola – fa sapere l'Ats – Il Piano a 40 giorni ha avuto tra i principali obiettivi la rimodulazione dei posti letto e l'implementazione di 589 posti (di cui 60 in intensiva) da destinare all'emergenza Covid-19».

L’organizzazione degli hub vaccinali, a partire dal mese di marzo 2021, ha consentito di raggiungere importanti risultati in termini di dosi somministrate: nell'isola sono stati aperti e gestiti 7 hub e 75 punti vaccinali che hanno permesso di raggiungere la capacità media di 20 mila vaccini al giorno consentendo alla Sardegna di situarsi ai primi posti per percentuali di immunizzazione (ben al sopra di sopra della media nazionale per quanto riguarda la vaccinazione di tutte le fasce di età, mentre l'isola resta in vetta alla classifica nella fascia 12-19 anni).

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