La Nuova Sardegna

Accoltellata sul letto dal compagno violento

di Luciano Onnis
Accoltellata sul letto dal compagno violento

Mihaela Kleics, romena, uccisa alcuni giorni fa. L’uomo ha tentato il suicidio

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QUARTU . Un femminicidio annunciato da quei «ti ammazzo, te la faccio pagare» tante volte urlate da lui. E da quelle suppliche di lei: «Lasciami, mi fai male, vattene». Quei campanelli d’allarme non sono serviti a impedire un epilogo tragico: Mihaela Kleics, 50 anni, romena, che da circa un anno si trovava a Cagliari, è morta. È stata accoltellata alcuni giorni fa almeno una decina di volte nella camera da letto del suo piccolo appartamento in affitto, con mansarda al terzo piano di una palazzina di via della Musica 150, a Quartu. A infliggere quelle coltellate sarebbe stato il compagno della donna, Sandro Sarais, 56 anni. L’uomo è stato rintracciato dopo poche ore di caccia all’uomo: era fermo dentro la sua auto nelle campagne fra Maracalagonis e Castiadas. Si era inferto alcuni tagli ai polsi e alla gola, ma in maniera non grave. Ieri notte non era stato ancora interrogato quindi non è stato possibile sapere cosa abbia fatto in questi tre giorni.

È stato portato all’ospedale Brotzu e poi piantonato in stato di fermo: è accusato di omicidio volontario. Il femminicidio non è stato commesso ieri, ma alcuni giorni fa. Forse tre. È quanto emerso dai primi accertamenti effettuati dai carabinieri della Compagnia di Quartu e del Reparto operativo e investigativo provinciale, diretti dal capitano Michele Cerri e dal tenente colonnello Raffaele Cossu, coordinati dal pubblico ministero Nicoletta Mari della Procura di Cagliari. Sarà però il medico legale Roberto Demontis, che oggi sarà formalmente incaricato dal magistrato di eseguire l’autopsia sul corpo della donna, a stabilire il giorno e l’ora della morte. L’ipotesi è che il delitto sia avvenuto giovedì e venerdì scorsi. La cinquantenne romena non rispondeva da tre giorni alla sorella che la chiamava ripetutamente al cellulare dalla Romania senza avere risposta. Una cosa insolita dato che si sentivano quotidianamente e mai era accaduto che Mihaela stesse in silenzio così a lungo. Ieri mattina è arrivata alla Compagnia carabinieri di Quartu la telefonata dalla Romania: «Sono preoccupata, Mihaela non mi risponde, la chiamo ripetutamente da tre giorni e lei non si è fatta sentire», ha detto allarmata all’operatore della centrale operativa del 112. Il capitano Michele Cerri ha subito disposto che due pattuglie andassero a verificare a casa della donna, in via della Musica 150. Nessuna risposta al citofono, così come al campanello della porta d’ingresso all’appartamento. A questo punto i militari hanno deciso di andare a fondo e hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco per poter accedere nella casa. Una volta entrati, riverso sul letto matrimoniale, i soccorritori hanno trovato il cadavere della donna romena. Su corpo visibili i segni di numerose ferite da arma da taglio.

In via della Musica si sono precipitati lo stesso capitano Cerri, il tenente colonnello Raffaele Cossu, gli specialisti del Ris e il magistrato Nicoletta Mari. L’appartamentino era in perfetto ordine, nessun segno di effrazione alla porta, la vittima vestita di tutto punto. Scartata da subito l’ipotesi di una rapina in casa, le attenzioni degli investigatori si sono concentrate sulle persone vicine alla donna romena, in particolare sull’attuale compagno Sandro Sarais. I due erano conosciuti in caserma perché diverse volte negli ultimi mesi era stato chiesto da altri inquilini della palazzina l’intervento dei carabinieri in quanto dall’appartamento al terzo piano provenivano segnali evidenti di una lite in corso, con urla, minacce e rumore di suppellettili in frantumi. In una occasione era stato chiesto anche l’intervento di un’ambulanza del 118 per prestare soccorso alla donna malmenata dal compagno: lei lo aveva anche denunciato, ma poi la querela è stata ritirata.

I giorni scorsi è accaduto quello che tutti, nel condominio, ipotizzavano e temevano: la donna che conoscevano solo di vista e che però avevano sentito ripetutamente urlare per le botte a cui veniva sottoposta del compagno, è diventata una nuova vittima della violenza di genere. Il rapporto violento era il preavviso che qualcosa di grave sarebbe potuto succedere da un momento all’altro. Dalle frasi minacciose sentite chiaramente dai coinquilini, soprattutto da quelli che abitano sotto l’appartamento della romena, c’era da aspettarsi il peggio. Cosa che è avvenuta nei giorni scorsi, con Sandro Sarais, che i precedenti indicano come uomo geloso e incline al senso di possesso, che avrebbe sfogato la sua furia omicida massacrando a coltellate la donna che lo aveva accolto in casa.

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