«Discoteche, stop senza preavviso»
Muresu (Silb): «Rispettiamo tutte le misure, ma ora è a rischio il nostro futuro»
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SASSARI. «Siamo perfettamente consapevoli della recrudescenza dei contagi e della necessità di intervento da parte del Governo per contenere la pandemia e salvaguardare la salute pubblica. Non accettiamo, però, le modalità di questo intervento che, come di consueto, vanno a colpire in maniera ferale e senza preavviso il nostro settore». A parlare è Piero Muresu, presidente per il Nord Sardegna di Silb Confcommercio, la principale organizzazione delle imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo.
«Le nostre discoteche, dopo circa due anni di chiusura forzata, da ottobre avevano ripreso a lavorare nel rispetto della normativa anti-Covid con accesso limitato esclusivamente alla clientela munita di super green pass, registrazione degli ingressi e capienza ridotta al 50%, sulla base di specifiche linee guida ampiamente discusse col Cts e con i ministeri competenti. Ora, il decreto del Governo ci ha tagliato le gambe con i locali già pronti a operare, con i dipendenti già sul posto di lavoro e con le prevendite già effettuate». Muresu elenca le difficoltà che si presentano all’orizzonte: «Stesso discorso per le serate già organizzate nei prossimi giorni. Ora le nostre imprese dovranno provvedere ai rimborsi alla clientela, in una situazione economico-finanziaria disastrata. Da ottobre a oggi abbiamo lavorato qualche serata, nemmeno il tempo necessario per ammortizzare i costi dei lavori indispensabili per la riapertura».
Sul fronte “ristori” «la situazione è drammatica, ancora non abbiamo incamerato quelli previsti dal Governo per il nostro settore; mentre quelli stabiliti dalla Regione sono ancora “al palo” nel senso che mancano le disposizioni attuative. Con questa nuova “doccia gelata” sarà veramente dura garantire la sopravvivenza del comparto».
L’ultima amara considerazione di Muresu riguarda i potenziali effetti di questa decisione: «Nei nostri locali l’ingresso è consentito solo ai possessori di super green pass e questo, insieme alle altre prescrizioni, consente di operare in sicurezza. Ora, con le discoteche chiuse, sono certo che il ballo proseguirà in locali abusivi, case private e situazioni simili nella quali manca totalmente il rispetto delle prescrizioni anti pandemiche e dove purtroppo il Covid troverà terreno fertile per proliferare. A cosa serve, dunque, il sacrificio della chiusura delle discoteche se si consente il ballo in locali abusivi?».
«Le nostre discoteche, dopo circa due anni di chiusura forzata, da ottobre avevano ripreso a lavorare nel rispetto della normativa anti-Covid con accesso limitato esclusivamente alla clientela munita di super green pass, registrazione degli ingressi e capienza ridotta al 50%, sulla base di specifiche linee guida ampiamente discusse col Cts e con i ministeri competenti. Ora, il decreto del Governo ci ha tagliato le gambe con i locali già pronti a operare, con i dipendenti già sul posto di lavoro e con le prevendite già effettuate». Muresu elenca le difficoltà che si presentano all’orizzonte: «Stesso discorso per le serate già organizzate nei prossimi giorni. Ora le nostre imprese dovranno provvedere ai rimborsi alla clientela, in una situazione economico-finanziaria disastrata. Da ottobre a oggi abbiamo lavorato qualche serata, nemmeno il tempo necessario per ammortizzare i costi dei lavori indispensabili per la riapertura».
Sul fronte “ristori” «la situazione è drammatica, ancora non abbiamo incamerato quelli previsti dal Governo per il nostro settore; mentre quelli stabiliti dalla Regione sono ancora “al palo” nel senso che mancano le disposizioni attuative. Con questa nuova “doccia gelata” sarà veramente dura garantire la sopravvivenza del comparto».
L’ultima amara considerazione di Muresu riguarda i potenziali effetti di questa decisione: «Nei nostri locali l’ingresso è consentito solo ai possessori di super green pass e questo, insieme alle altre prescrizioni, consente di operare in sicurezza. Ora, con le discoteche chiuse, sono certo che il ballo proseguirà in locali abusivi, case private e situazioni simili nella quali manca totalmente il rispetto delle prescrizioni anti pandemiche e dove purtroppo il Covid troverà terreno fertile per proliferare. A cosa serve, dunque, il sacrificio della chiusura delle discoteche se si consente il ballo in locali abusivi?».
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