Case, negozi e alberghi: l’isola finisce all’asta

Quasi 2mila gli immobili pignorati, i numeri più alti nel Sassarese e in Gallura

SASSARI. Sono soprattutto case di proprietà, molte all’asta da diversi anni e dunque con un valore nettamente ribassato rispetto a quello reale, spesso inferiore ai 100mila euro. Ma nell’elenco ci sono anche appartamenti e ville extra lusso, finite o ancora in costruzione. E poi le attività commerciali, tra cui dominano i piccoli negozi, le botteghe, i laboratori artigiani ma anche i grandi capannoni legati a progetti ambiziosi naufragati sul nascere: le zone commerciali-industriali alla periferia delle città, come Predda Niedda a Sassari, assomigliano a cimiteri costellati da mega fabbricati all’asta. La fotografia che viene fuori è quella di un’isola in forte difficoltà, penalizzata dalla pandemia che si è accanita su un tessuto economico che già arrancava. In rapporto alla popolazione, la Sardegna è una delle regioni con il più alto numero di beni immobili all’asta: sono 1903 secondo il sito www.astegiudiziarie.it, riservato alla pubblicazione degli avvisi di vendita e considerato leader del settore. Ma il dato reale è superiore perché molti beni – per esempio le strutture alberghiere – sono divisi in più lotti per abbassare il prezzo e agevolarne la vendita e anche perché ci sono altri canali di comunicazione, per esempio i siti web degli Ivg, istituti per le vendite giudiziarie, e varie agenzie di vendita. Nel quadro generale, balza agli occhi la situazione della provincia di Sassari, compresa anche la Gallura: è l’area che soffre di più nel territorio regionale, sia per quanto riguarda il numero di case che di attività commerciali all’asta.

Dal posto auto alla casa. L’elenco di beni che cercano un nuovo padrone è variegato, con valori che partono da poche centinaia di euro a parecchi milioni. Per esempio, si scopre che in seguito al pignoramento di un fabbricato o di uno stabile comprendente più appartamenti, tra i primi beni ad essere messi all’asta ci sono i posti auto: molto prima dei garage, se presenti, proprio perché il valore è mediamente più basso. Si parte dai 350 euro (base d’asta) per 10 metri quadrati in zona periferica e si può arrivare anche a 15mila euro in zone centrali: il garage solitamente costa almeno il doppio. Stessa distinzione per le abitazioni: il valore varia a seconda della zona, delle caratteristiche e dell’anno di costruzione, determinante è la valutazione effettuata dal perito nominato dal tribunale che stabilisce anche un importo a base d’asta e il rilancio minimo. In Sardegna due terzi degli immobili residenziali in vendita ha un valore inferiore ai 100mila euro, la percentuale sale sino all’80% se si prendono in considerazione gli immobili sotto i 200mila: il dato, che rispecchia quello nazionale, dimostra che non si tratta di beni di particolare pregio, confermando che la crisi colpisce soprattutto le fasce economicamente più deboli. Sono una eccezione le ville, soprattutto nelle zone costiere, a un prezzo base compreso tra 1 milione e i 3 milioni di euro: posti da sogno pignorati ai precedenti proprietari in Costa Smeralda, ma anche a Pula e Carloforte. “Resiste” la fascia medio alta: per esempio abitazioni in villa e villini a Palau, Olbia, Alghero all’asta per meno di 1 milione, prezzo nettamente inferiore al loro reale valore.

Dall’hotel alla Rsa. Già da alcuni anni la Sardegna svetta nella classifica degli alberghi-strutture ricettive all’asta: erano 26 cinque anni fa, solo alcuni sono stati aggiudicati. Con la crisi legata alle chiusure Covid, all’elenco si sono aggiunti maxi residence, caratterizzati da molti posti letto che vengono proposti in blocco perché non divisibili: è il caso di una struttura nella zona di Valledoria e di un’altra verso Santa Teresa, proposte a un prezzo base che supera i 4 milioni di euro. Più contenute (sotto i 2 milioni) altre proposte nel Cagliaritano e ancora in Gallura. Niente a che vedere con la struttura sanitaria all’asta a Nuxis nel Sulcis: si tratta di una Rsa dotata di 253 posti letto che opera in regime di convenzione con la Regione. Il prezzo base è 18,3 milioni di euro, gli interessati hanno tempo per farsi avanti sino al 22 febbraio.

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