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Maggioranza in subbuglio ma per ora niente strappi

Maggioranza in subbuglio ma per ora niente strappi

Il voto per i grandi elettori ha messo in evidenza la frattura nel centrodestra Lega e Psd’Az provano a ricucire ma Oppi insiste: «Serve un riequilibrio»

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CAGLIARI. Lo strappo sui grandi elettori non avrà effetti immediati sulla maggioranza di centrodestra. Prima che comincino le trattative per il rimpasto, più volte annunciate ma finora sempre rinviate, non ci saranno contraccolpi tali da mandare in crisi la giunta Solinas. Il perché è presto detto: la sfida dei centristi dell’Intergruppo all’asse Psd’Az-Lega (e al Carroccio soprattutto) sui candidati-delegati in gran parte è stato già liquidato dalla coalizione come un «incidente di percorso», ma su cui «dobbiamo riflettere per ritrovare quella condivisione sulle molte cose ancora da fare e dare in fretta». A sostenerlo per primo è il capogruppo sardista Franco Mula: «È arrivato il momento di abbassare i toni del confronto al nostro interno e puntare, in un perfetto gioco di squadra, sugli obiettivi con cui abbiamo vinto le elezioni regionali e che, con decisione, dobbiamo realizzare negli ultimi due anni di legislatura». Lo scontro palese dell’altro giorno al momento della scelta definitiva fra Christian Solinas, Michele Pais (poi eletti) e Antonello Peru, in sostanza, non «va alimentato, ma sfruttato come spunto di riflessione». Anche se per Giorgio Oppi, leader dell’Udc e dell’Intergruppo, la lettura è molto più complessa. «Ancora una volta – le sue parole – abbiamo dimostrato, o meglio ribadito, l’esistenza di un terzo blocco nella maggioranza. Finora siamo stati sempre noi – prosegue – a garantire alla coalizione la presenza e il massimo del sostegno in ogni votazione, mentre altri hanno preferito blaterare, oppure accaparrarsi sottobanco posti di potere non dovuti, immeritati e immotivati». Sempre secondo Oppi «mercoledì, in aula, noi centristi abbiamo fatto sapere a tutti di essere liberi ed è per questo che siamo solo agli inizi del vero divertimento». Cosa nasconde quest’annuncio? «Solo che i rapporti di forza all’interno della coalizione, come sosteniamo da mesi e mesi, dovranno essere riequilibrati al più presto, così non si può andare avanti». Fino al rimpasto cosa accadrà, dunque? Per il capogruppo della Lega, Pierluigi Saiu, «Credo che l’unica via da seguire sia quella del dialogo e del confronto. Senza contrapposizioni o conflitti. I problemi vanno discussi, affrontati e superati nel rispetto dell’accordo che abbiamo stretto e della volontà dei sardi che ci hanno affidato il compito di governare». Per concludere: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte, con lealtà e impegno, come sempre abbiamo fatto nella prima parte della legislatura. Sappiamo bene che le sfide che ci attendono sono difficili quanto quelle che abbiamo affrontato e per questo servono unità e collaborazione. Sono proprio le due virtù che, in questi anni difficili, ci hanno permesso di affrontare insieme la tempesta della pandemia. Perchè, lo ribadisco, finora tutti i partiti che compongono la coalizione hanno dimostrato grande senso di responsabilità». L’appello del ritorno al buon senso è nelle corde anche di Francesco Mura, capogruppo di Fdi: «Non serve rivangare sul passato, neanche su quello più recente, dobbiamo avere la forza di andare oltre visto che l’emergenza sanitaria ed economica non è ancora finita». L’importante, stando alla sintesi proposta da Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia, è che «il confronto fra i vari partiti della coalizione sia franco e costruttivo, e nessuno immagini o cerchi vendette postume». Ma, nel giorno della sfida per i grandi elettori, anche l’Intergruppo ha vacillato e qualche tradimento c’è stato: resisterà? «Assolutamente sì – è la conclusione di Oppi – perché Riformatori, Forza Italia e Udc-Cambiamo vogliono stare insieme». (ua)

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