Ritrovato il corpo della donna scomparsa
di Nadia Cossu
I resti di Silvana Gandola scoperti da due cacciatori a pochi metri dal punto in cui era sparita poco meno di un anno fa
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SASSARI. Accovacciata in mezzo ai rovi, vicino alla foce del rio Vignola, in una zona impervia e lontana da sentieri e strade.
Sono stati ritrovati nel primo pomeriggio di ieri quelli che gli inquirenti ritengono essere con ampi margini di certezza i resti di Silvana Gandola, la donna di 79 anni (originaria di Torino) scomparsa quasi un anno fa (era il 28 marzo del 2021) mentre passeggiava nella spiaggia di San Silverio. La badante, che si prendeva cura di lei da quando l’anziana aveva deciso di trasferire la propria residenza a Badesi, aveva raccontato di averla lasciata sola per un attimo e di non averla più ritrovata.
Ieri pomeriggio alcuni cacciatori della zona avrebbero prima notato una borsa e poco lontano, in mezzo ai rovi, ciò che restava del corpo di una persona. I successivi accertamenti eseguiti dagli investigatori (sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tempio con il comandante e i colleghi del nucleo investigativo) hanno consentito di attribuire quei resti (i dubbi sono veramente pochi) a Silvana Gandola.
L’ipotesi più fondata al momento è che la donna possa aver perso l’orientamento e dalla spiaggetta di San Silverio si sia avventurata sulla strada che porta alla torre aragonese di Vignola. Dopo la sua scomparsa uno spiegamento di forze dell’ordine aveva battuto il territorio circostante ma anche altre zone più distanti, grandi ricerche, cani molecolari in campo, avvistamenti a Sassari, per poi scoprire che la 79enne si trovava vicinissima al luogo della scomparsa. Un po’ come era successo per Antonietta Canu, la donna algherese di 71 anni, uscita di casa e poi sparita nel nulla lo scorso 13 luglio e ritrovata senza vita il 4 settembre all’interno di un grosso cespuglio di lentisco a circa 200 metri dalla sua abitazione.
Nel caso della Gandola centinaia gli uomini impegnati da subito nelle ricerche: carabinieri, polizia, vigili del fuoco, motovedette della guardia costiera e varie associazioni di volontariato. Qualche giorno dopo la scomparsa, in una piazzola della provinciale Santa Teresa-Castelsardo, lontana alcuni chilometri dal luogo della sparizione, erano state trovate delle scarpe da uomo che sarebbero appartenute al marito della signora, (morto da diverso tempo) e che lei si portava sempre dietro.
Ieri ha raggiunto il posto anche Laura Rizzi, la figlia dell’anziana che in tutti questi mesi non ha mai smesso di lanciare appelli e di tenere accesa la speranza di poter ritrovare in vita la propria madre. Si era affidata all’avvocato Gianfranco Piscitelli, presidente di Penelope Sardegna, sempre in prima linea nella ricerca delle persone scomparse, impegnato sui casi di delitti irrisolti e delle vittime di violenza. E anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” si era occupata della scomparsa di Silvana Gandola.
Ora si dovrà attendere l’esito dell’autopsia per avere maggiore chiarezza sulle cause della morte. Risposte attese soprattutto dalla famiglia che, comprensibilmente, ha bisogno di certezze. Necessità di capire, ad esempio, come mai il corpo della 79enne – che si trovava poco distante dal luogo della sparizione – non sia stato trovato nell’immediatezza dalle centinaia di uomini che lo cercavano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono stati ritrovati nel primo pomeriggio di ieri quelli che gli inquirenti ritengono essere con ampi margini di certezza i resti di Silvana Gandola, la donna di 79 anni (originaria di Torino) scomparsa quasi un anno fa (era il 28 marzo del 2021) mentre passeggiava nella spiaggia di San Silverio. La badante, che si prendeva cura di lei da quando l’anziana aveva deciso di trasferire la propria residenza a Badesi, aveva raccontato di averla lasciata sola per un attimo e di non averla più ritrovata.
Ieri pomeriggio alcuni cacciatori della zona avrebbero prima notato una borsa e poco lontano, in mezzo ai rovi, ciò che restava del corpo di una persona. I successivi accertamenti eseguiti dagli investigatori (sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tempio con il comandante e i colleghi del nucleo investigativo) hanno consentito di attribuire quei resti (i dubbi sono veramente pochi) a Silvana Gandola.
L’ipotesi più fondata al momento è che la donna possa aver perso l’orientamento e dalla spiaggetta di San Silverio si sia avventurata sulla strada che porta alla torre aragonese di Vignola. Dopo la sua scomparsa uno spiegamento di forze dell’ordine aveva battuto il territorio circostante ma anche altre zone più distanti, grandi ricerche, cani molecolari in campo, avvistamenti a Sassari, per poi scoprire che la 79enne si trovava vicinissima al luogo della scomparsa. Un po’ come era successo per Antonietta Canu, la donna algherese di 71 anni, uscita di casa e poi sparita nel nulla lo scorso 13 luglio e ritrovata senza vita il 4 settembre all’interno di un grosso cespuglio di lentisco a circa 200 metri dalla sua abitazione.
Nel caso della Gandola centinaia gli uomini impegnati da subito nelle ricerche: carabinieri, polizia, vigili del fuoco, motovedette della guardia costiera e varie associazioni di volontariato. Qualche giorno dopo la scomparsa, in una piazzola della provinciale Santa Teresa-Castelsardo, lontana alcuni chilometri dal luogo della sparizione, erano state trovate delle scarpe da uomo che sarebbero appartenute al marito della signora, (morto da diverso tempo) e che lei si portava sempre dietro.
Ieri ha raggiunto il posto anche Laura Rizzi, la figlia dell’anziana che in tutti questi mesi non ha mai smesso di lanciare appelli e di tenere accesa la speranza di poter ritrovare in vita la propria madre. Si era affidata all’avvocato Gianfranco Piscitelli, presidente di Penelope Sardegna, sempre in prima linea nella ricerca delle persone scomparse, impegnato sui casi di delitti irrisolti e delle vittime di violenza. E anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” si era occupata della scomparsa di Silvana Gandola.
Ora si dovrà attendere l’esito dell’autopsia per avere maggiore chiarezza sulle cause della morte. Risposte attese soprattutto dalla famiglia che, comprensibilmente, ha bisogno di certezze. Necessità di capire, ad esempio, come mai il corpo della 79enne – che si trovava poco distante dal luogo della sparizione – non sia stato trovato nell’immediatezza dalle centinaia di uomini che lo cercavano.
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