«Attraversare in quel punto è una roulette russa»
Il coach Cordeschi: «Rischiai la stessa fine di Daniele, lo segnalai al Comune ma nulla è stato fatto»
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CAGLIARI. Era l’agosto del 2020 quando Daniele Cordeschi, allenatore di basket, rischiò di fare la stessa fine del piccolo Daniele nello stesso punto di via Cadello. Lui prese carta e penna e segnalò la questione al Comune, che - bisogna dare atto agli uffici - furono molto puntuali nella risposta. «Intervento programmato», scrissero. Ma in realtà un anno e mezzo dopo la situazione è rimasta tale e quale: auto e moto a velocità più che sostenuta che mettono a repentaglio la vita dei cittadini. Com’è appunto accaduto due giorni fa. «Io ho rischiato di fare la stessa fine insieme a mia moglie e mia figlia – racconta Cordeschi – quando sulle stesse strisce una Opel Corsa lanciata a folle velocità non ci ha preso per miracolo. Ho fatto immediatamente segnalazione al Comune di Cagliari, chiarendo che quel tratto di strada è praticamente il rettilineo di un autodromo e diverse volte avevamo visto dei pedoni rischiare seriamente di essere investiti. L’attraversamento è una autentica roulette russa». Dall’ufficio relazioni con il pubblico è arrivata una riposta già l’indomani. «Si comunica che l'intervento è stato programmato, stiamo lavorando per una sistemazione della strada che limiti la velocità delle autovetture, con la realizzazione di elementi strutturali, quali cambi delle pendenze ed altri elementi simili che obblighino gli indisciplinati ad un rispetto delle norme».
Ma un anno e mezzo dopo tutto come prima e una moto impazzita ha spento per sempre la vita di un bimbo di un anno e mezzo. «Quella vita si sarebbe potuta salvare se i cagliaritani non facessero un gran premio in via Cadello e se gli enti pubblici compissero per intero il loro dovere – commenta uno sconsolato Cordeschi –. Condoglianze di cuore da parte nostra a quella famiglia sfortunata, sperando che questa tragedia possa servire almeno a fermare questa roulette russa».
Ma un anno e mezzo dopo tutto come prima e una moto impazzita ha spento per sempre la vita di un bimbo di un anno e mezzo. «Quella vita si sarebbe potuta salvare se i cagliaritani non facessero un gran premio in via Cadello e se gli enti pubblici compissero per intero il loro dovere – commenta uno sconsolato Cordeschi –. Condoglianze di cuore da parte nostra a quella famiglia sfortunata, sperando che questa tragedia possa servire almeno a fermare questa roulette russa».
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