La Nuova Sardegna

Morti all’ospedale: «Regione, Ats e Aou responsabili civili»

di Nadia Cossu
Morti all’ospedale: «Regione, Ats e Aou responsabili civili»

I decessi del marzo 2020 al Ss Annunziata di Sassari Il Gup ammette la citazione dell’assessorato e delle aziende

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Anche l’assessorato regionale alla Sanità, insieme all’Aou e all’Ats, sarà citato come responsabile civile nell’ambito dell’inchiesta per le undici morti e le decine di contagi da covid avvenute a marzo del 2020 nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

È il primo esito dell’udienza preliminare che si è celebrata ieri mattina a Sassari nei confronti dei tre imputati per omicidio colposo plurimo e epidemia colposa. Due anni fa si registrarono infatti alcune vittime e diversi contagi – tra personale sanitario e pazienti – nel periodo in cui scoppiò il primo focolaio covid all’ospedale civile. Erano stati medici, infermieri e sindacati a lanciare l’allarme.

Per quelle morti e per quelle sofferenze legate ai pesanti sintomi causati dal coronavirus il procuratore della Repubblica Gianni Caria insieme al sostituto Paolo Piras hanno chiesto il rinvio a giudizio del direttore dell’Ufficio igiene e sanità pubblica Fiorenzo Delogu (difeso dagli avvocati Silvio Piras e Giovanni Sechi), il direttore sanitario dell’Aou Bruno Contu (assistito dal legale Nicola Satta) e il direttore generale dell’Ats Giorgio Steri (in carica il 20 marzo del 2020, difeso da Guido Manca Bitti).

I familiari delle undici vittime che provengono da Sassari, Iglesias, Ozieri, Alghero, Porto Torres e Torralba, così come quelli di altri pazienti rimasti contagiati dal virus, si sono costituiti parti civili. E sono stati proprio i loro avvocati a chiedere che, oltre alle due aziende Aou e Ats, venga citata come responsabile civile la Regione. Citazione ammessa dal gup Gian Paolo Piana.

Lo scorso luglio, a sorpresa, era arrivata anche la costituzione di due medici dello stesso reparto, decisione che aveva suscitato la ferma opposizione dei difensori degli imputati per i quali il reato di epidemia colposa andrebbe considerato contro la comunità e non contro singoli individui.

Sotto la lente di ingrandimento della magistratura sassarese erano finiti in particolare tamponi molecolari non eseguiti all’epoca, la scarsa formazione assicurata a medici e infermieri e il numero inadeguato di dispositivi di protezione che sarebbero stati forniti dall’azienda per affrontare l’emergenza.

Il focolaio nel reparto di Cardiologia con i primi 26 positivi tra pazienti e operatori, si allargò ben presto al resto dell’ospedale e della città. Arrivò nelle residenze per anziani, a Casa Serena e nella Rsa San Nicola, mietendo più di cinquanta vittime.

Il gup Piana ha fissato la prossima udienza per il 23 giugno. In quella data i legali di parte civile procederanno formalmente con la citazione dei responsabili, per la comparizione, e poi ci sarà l’avvio della discussione dell’udienza all’esito della quale il gup deciderà se mandare a processo i tre imputati o se, invece, proscioglierli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative