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Cgil: «Difficile gestire il passaggio ma Ares deve sveltire le pratiche»
SASSARI. Le grandi manovre nella sanità sarda stanno proseguendo sotto lo sguardo attento di diversi osservatori, tra cui i sindacati. Le indiscrezioni che filtrano dagli ambienti della sanità...
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SASSARI. Le grandi manovre nella sanità sarda stanno proseguendo sotto lo sguardo attento di diversi osservatori, tra cui i sindacati. Le indiscrezioni che filtrano dagli ambienti della sanità isolana non lasciano presagire niente di buono ma il processo di transizione tra la vecchia Ats e la nuova Ares non è certo una formalità. Forse per questo sono gli stessi sindacati a premere sul pedale del freno, perlomeno come preambolo: «Era abbastanza chiaro che il passaggio potesse creare diversi problemi, non è certo una questione di facile risoluzione – spiega Roberta Gessa, segretaria regionale della Funzione pubblica della Cgil –. Credo che uno dei problemi più grossi sia quello dello scorporo dei fondi da Ats ad Ares e alle 8 Asl. Dobbiamo ancora definire la trattativa in questo senso ma possiamo sicuramente dire che il personale ce la sta mettendo tutta e lavora alacremente per superare ogni tipo di problema». In ballo, d’altra parte, ci sono gli stessi stipendi del personale che lavora per concludere lo scorporo dei fondi nel minor tempo possibile. A questo punto, la domanda diventa un’altra. Si sarebbe potuta evitare una transizione così complicata? «Difficile dirlo, è un lavoro complicato come lo è affermare che si sarebbe potuta evitare una situazione di estrema incertezza come quella che si è venuta a creare in questi giorni – continua Gessa –. Possiamo sicuramente affermare di essere molto preoccupati per la tenuta dei servizi. Sino a quando la ridefinizione non sarà completata potrebbero esserci problemi con gli utenti. E, sinceramente, vorremmo evitare che una situazione complicata dal Covid possa addirittura peggiorare per colpa del passaggio da Ats ad Ares. D’altra parte, noi eravamo contrari al trasferimento di tutto il personale e amministrativo in Ares, anche le aziende sanitarie hanno bisogno di personale amministrativo per tenere in piedi i servizi. A quanto ci risulta, dei 1100 dipendenti “migrati” in Ares ancora nessuno degli amministrativi è stato destinato alle Asl, per questo chiederemo a breve un incontro con l’assessore Nieddu». Poi sono rimasti cristallizzati anche altri aspetti: «Le assunzioni – conferma la segretaria regionale della Funzione pubblica di Cgil – e Ares dovrebbe snellire questa procedura perché le graduatorie sono pronte e in più ci sono anche tante stabilizzazioni da completare». Per i sindacati, poi, si avvicina un momento topico: «Tutte le organizzazioni sindacali stanno organizzando le elezioni delle Rsu, un momento democratico estremamente importante per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Si voterà il 5-6-7 aprile con il sistema dell’elezione a suffragio universale che interesserà più di 11.500 dipendenti, più tutti i lavoratori funzioni centrali e degli enti locali». La conclusione è anche un messaggio di speranza: «Siamo convinti che piano piano sarà sempre più semplice costruire percorsi più puntali e certi, però la stretta attualità dice che è necessario sveltire l’operatività di Ares per evitare, o perlomeno ridurre al minimo, ogni tipo di inconveniente», conclude Roberta Gessa.
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