La Nuova Sardegna

Luce spenta nei Comuni del Marghine

di Alessandra Porcu
Luce spenta nei Comuni del Marghine

Protesta dei sindaci per il caro energia: non possiamo aumentare ancora le tasse

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MACOMER. Dopo aver aderito all’iniziativa promossa dall’Anci lo scorso 10 febbraio, anche i Comuni dell’isola hanno spento per mezz’ora un monumento simbolo. Gli amministratori del Marghine chiedono alla Regione un intervento straordinario per il contenimento dei costi dell’energia elettrica. Nello specifico si sollecita che nella prossima legge Finanziaria venga inserito un contributo apposito per aiutare gli enti locali a sostenere il “caro bollette”. «Appoggio e condivido la proposta del sindaco di Borore, Tore Ghisu – sottolinea il primo cittadino di Birori, Silvia Cadeddu –. Sono convinta che non di debba lasciare niente di intentato. Gli aumenti vertiginosi potrebbero avere ripercussioni devastanti sulle casse, già magre, dei municipi. In un periodo di forte emergenza come questo, tassare ulteriormente i cittadini per mantenere i servizi indispensabili come quello della luce, sarebbe deleterio. Oltre ad aggiornare il Fondo unico, in previsione dei rincari, bisognerebbe ripensare al sistema di approvvigionamento – sottolinea Silvia Cadeddu –. Serve una vera e propria “rivoluzione green”. Bisogna scommettere sulle fonti rinnovabili, alternative».

Nel piccolo centro, così come in altri limitrofi, il percorso è già stato avviato. Sostituiti in tre anni tutti i punti luce. Le lampadine a led hanno permesso di abbattere i costi dell’elettricità. «La Sardegna avrebbe le carte in regola per ottenere “l’indipendenza energetica” e invece – tuona il sindaco di Lei, Luigi Cadau – è costretta a pagare spese esorbitanti. Sono al fianco di Tore Ghisu e degli altri amministratori per far arrivare le istanze del nostro territorio in Regione. L’obiettivo è quello di evitare che la mannaia si abbatta su cittadini e imprenditori, mettendo a rischio bilanci familiari e aziendali». Anche il presidente dell’Unione dei Comuni del Marghine, Gian Pietro Arca, si dice favorevole a percorrere strade parallele a quelle imboccate dall’Anci. «Il presidente nazionale, Antonio De Caro, e quello regionale, Emiliano Deiana – sottolinea – hanno più volte denunciato i rischi legati all’aumento del prezzo dell’energia, chiedendo a gran voce un fondo dedicato per gli enti locali. Necessario per fronteggiare, almeno, gli aumenti. È bene che anche noi facciamo lo stesso».

«La questione dei rincari è sul tavolo da tempo – aggiunge il sindaco di Macomer, Antonio Succu –. Non a caso abbiamo ribadito l’urgenza di accelerare il cammino di ricostruzione del Consorzio industriale di Tossilo che consentirà di mettere in atto adempimenti tesi alla produzione di energia e all’abbattimento dei costi per le imprese».

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