L’isola fa squadra: nel mirino 120 milioni
di Roberto Sanna
Presentato il progetto sulla costituzione dell’ecosistema e.Ins: 24 partner in campo per i finanziamenti del Pnrr
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SASSARI. Un imponente lavoro collettivo che ha coinvolto tutti i soggetti economici e istituzionali della Sardegna per andare a caccia di un bottino di 120 milioni all’interno del Pnrr. È stata presentata ufficialmente ieri mattina nell’aula magna dell’Università la proposta progettuale relativa alla costituzione dell’ecosistema “e.INS – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia”, depositata entro il 24 febbraio, termine previsto dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Nelle prossime settimane si saprà se il progetto potrà realmente prendere corpo e ieri il rettore dell’Università Gavino Mariotti ha sfoderato un cauto ottimismo: «Verranno finanziati dodici di questi progetti in tutta Italia e cinque sono riservati al Meridione: a quanto ci risulta ci siamo presentati in sei, io credo che la nostra particolare condizione di isola e soprattutto la qualità del lavoro che abbiamo fatto possano portarci al traguardo». Un lavoro faraonico che ha coinvolto tutti gli uffici dell’Università e che ha trascinato dietro soggetti di grande rilevanza per costituire quello che sarà l’Hub principale attorno al quale ruoteranno tutti gli altri soggetti. Una compagine proponente costituita da 24 soggetti sia di natura pubblica che privata; di questi, dieci sono soggetti costituenti l’Hub: Regione Sardegna, UniSS-Università di Sassari, UniCA-Università di Cagliari, Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, Unioncamere Sardegna, Confindustria Sardegna, Legacoop Sardegna, So.G.Aer Spa, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, mentre gli altri 14 si suddividono tra coordinatori e affiliati denominati Spoke. «Abbiamo riunito le migliori strutture del territorio – ha detto ancora Mariotti – in una sinergia che coinvolge tutta la Sardegna. Perché è arrivato il momento di abbattere gli steccati, i nostri confini non sono quelli dell’Ateneo ma quelli nazionali e internazionali. La Regione ci ha concesso l’endorsement, noi siamo andati avanti con un lavoro che punta a sposare perfettamente quelle che sono le finalità del Pnrr: spendere soldi pubblici, spenderli in fretta e spenderli bene in ottica di crescita economica. Abbiamo scelto i temi di sviluppo più attuali raggruppando i migliori protagonisti».
Chi crede in questa scommessa è il direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese, che ha voluto mettere l’accento sul lavoro di gruppo svolto durante la fase di preparazione: «Si tratta di un progetto di rilevanza nazionale e non capita spesso un’occasione come questa – ha detto –. La presentazione di questo progetto però è la dimostrazione che quando le cose si vogliono fare, si fanno anche in poco tempo e nei modi giusti. Mi piace il fatto che siamo riusciti a fare sistema nel modo giusto, nel senso che non è che abbiamo aperto una porta e buttato dentro tutti a casaccio, ma abbiamo scelto i migliori e li abbiamo fatti lavorare coordinandoli tra loro, non pensando di fare una semplice somma di individualità. Credo sia un’occasione stimolante per tutti, noi che nell’isola purtroppo siamo famosi per i ritardi, per il fatto di spendere male i fondi o addirittura non riuscire a spenderli, stavolta possiamo dimostrare che i soldi sappiamo anche spenderli nel modo giusto». «Abbiamo fatto un grande sforzo collettivo al quale ha risposto tutto il territorio – ha aggiunto il prorettore alla Terza missione Pier Andrea Serra –, l’oggetto di questo progetto in fondo è la Sardegna. Per arrivare fin qui abbiamo sopportato un enorme carico amministrativo, ora si tratta di aspettare le tempistiche». «Abbiamo fatto tutto in casa e questo è un fattore importante – ha specificato il prorettore alla Ricerca Giuseppe Pulina – anche perché si tratta di un documento molto complicato nel quale abbiamo costruito una vera e propria infrastruttura culturale e scientifica».
Gli step previsti dal bando sono sei, divisi in due gruppi. Si comincia con la fase di progettazione, quella di valutazione e la pubblicazione della graduatoria da parte del Mur. Successivamente è prevista una seconda fase che comincia con la predisposizione della proposta integrale, quindi ci sarà una fase di negoziazione e revisione e l’ultimo che vede la costituzione e l’avviamento dell’Hub.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nelle prossime settimane si saprà se il progetto potrà realmente prendere corpo e ieri il rettore dell’Università Gavino Mariotti ha sfoderato un cauto ottimismo: «Verranno finanziati dodici di questi progetti in tutta Italia e cinque sono riservati al Meridione: a quanto ci risulta ci siamo presentati in sei, io credo che la nostra particolare condizione di isola e soprattutto la qualità del lavoro che abbiamo fatto possano portarci al traguardo». Un lavoro faraonico che ha coinvolto tutti gli uffici dell’Università e che ha trascinato dietro soggetti di grande rilevanza per costituire quello che sarà l’Hub principale attorno al quale ruoteranno tutti gli altri soggetti. Una compagine proponente costituita da 24 soggetti sia di natura pubblica che privata; di questi, dieci sono soggetti costituenti l’Hub: Regione Sardegna, UniSS-Università di Sassari, UniCA-Università di Cagliari, Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, Unioncamere Sardegna, Confindustria Sardegna, Legacoop Sardegna, So.G.Aer Spa, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, mentre gli altri 14 si suddividono tra coordinatori e affiliati denominati Spoke. «Abbiamo riunito le migliori strutture del territorio – ha detto ancora Mariotti – in una sinergia che coinvolge tutta la Sardegna. Perché è arrivato il momento di abbattere gli steccati, i nostri confini non sono quelli dell’Ateneo ma quelli nazionali e internazionali. La Regione ci ha concesso l’endorsement, noi siamo andati avanti con un lavoro che punta a sposare perfettamente quelle che sono le finalità del Pnrr: spendere soldi pubblici, spenderli in fretta e spenderli bene in ottica di crescita economica. Abbiamo scelto i temi di sviluppo più attuali raggruppando i migliori protagonisti».
Chi crede in questa scommessa è il direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese, che ha voluto mettere l’accento sul lavoro di gruppo svolto durante la fase di preparazione: «Si tratta di un progetto di rilevanza nazionale e non capita spesso un’occasione come questa – ha detto –. La presentazione di questo progetto però è la dimostrazione che quando le cose si vogliono fare, si fanno anche in poco tempo e nei modi giusti. Mi piace il fatto che siamo riusciti a fare sistema nel modo giusto, nel senso che non è che abbiamo aperto una porta e buttato dentro tutti a casaccio, ma abbiamo scelto i migliori e li abbiamo fatti lavorare coordinandoli tra loro, non pensando di fare una semplice somma di individualità. Credo sia un’occasione stimolante per tutti, noi che nell’isola purtroppo siamo famosi per i ritardi, per il fatto di spendere male i fondi o addirittura non riuscire a spenderli, stavolta possiamo dimostrare che i soldi sappiamo anche spenderli nel modo giusto». «Abbiamo fatto un grande sforzo collettivo al quale ha risposto tutto il territorio – ha aggiunto il prorettore alla Terza missione Pier Andrea Serra –, l’oggetto di questo progetto in fondo è la Sardegna. Per arrivare fin qui abbiamo sopportato un enorme carico amministrativo, ora si tratta di aspettare le tempistiche». «Abbiamo fatto tutto in casa e questo è un fattore importante – ha specificato il prorettore alla Ricerca Giuseppe Pulina – anche perché si tratta di un documento molto complicato nel quale abbiamo costruito una vera e propria infrastruttura culturale e scientifica».
Gli step previsti dal bando sono sei, divisi in due gruppi. Si comincia con la fase di progettazione, quella di valutazione e la pubblicazione della graduatoria da parte del Mur. Successivamente è prevista una seconda fase che comincia con la predisposizione della proposta integrale, quindi ci sarà una fase di negoziazione e revisione e l’ultimo che vede la costituzione e l’avviamento dell’Hub.
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