La Nuova Sardegna

Il delitto di perdaxius 

«Fabio aveva ricevuto minacce»

Trova conferma in Assise l’ipotesi di un mandante dell’omicidio

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CAGLIARI. La testimonianza davanti alla Corte d’Assise dell’ex colonnello dei carabinieri Pietro Sabiu potrebbe aprire un nuovo scenario nella vicenda del delitto di Fabio Serventi, il ragazzo di 24 anni ucciso a Perdaxius il 21 marzo 2020 e il cui corpo non è mai stato trovato. Imputato unico dell’omicidio è Andrea Pinna, 34 anni. Ma i legali di parte civile Patrizio Rovelli e Fabrizio Rubiu lavorano con determinazione per dimostrare che dietro di lui ci sarebbe un mandante, che avrebbe ordinato l’assassinio in seguito a un grosso debito di droga. L’ex alto ufficiale dell’Arma, risponendo alle domande del pm Rossana Allieri, ha confermato che pochi giorni prima di sparire, Serventi avrebbe parlato con un cugino manifestando il forte timore che un giovane coinvolto in vicende di stupefacenti, Pietro Paolo Serventi, gli avrebbe fatto arrivare pesanti minacce: in ballo c’era una somma, circa ventimila euro, che la vittima non era stata in grado di pagare. L’avvertimento - e qui è l’elemento nuovo nel processo - andrebbe collocato appena pochi giorni prima della sparizione-omicidio e non settimane o mesi, come dire che sarebbe attuale rispetto al delitto. E’ emerso tra l’altro che dopo la scomparsa di Fabio Serventi l’omonimo Pietro Paolo avrebbe ordinato al suo giro di amici precauzioni sospette sull’uso dei telefoni e sulle comunicazioni dirette.

La testimonianza del colonnello Sabiu potrebbe condurre la Procura ad aprire una nuova fase dell’inchiesta sul delitto, che coinvolgerebbe altre persone. (m.l)

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