La Nuova Sardegna

La paura vola in chat: assalto ai supermarket

di Andrea Massidda
La paura vola in chat: assalto ai supermarket

Messaggio audio parla di uno sciopero di 15 giorni degli autotrasportatori Si scatena la psicosi e parte la caccia all’acqua e ai generi alimentari 

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SASSARI. Come nel lockdown. «Peggio del lockdown», precisano gli addetti ai lavori sottolineando che almeno a marzo di due anni fa gli ingressi nei centri commerciali erano contingentati. Fatto sta che da ieri pomeriggio, all’improvviso, migliaia di sassaresi stanno letteralmente prendendo d’assalto i supermarket e gli ipermercati cittadini per fare incetta di beni di prima necessità. Carrelli pieni e scaffali vuoti, almeno in alcuni reparti. Tutta colpa del combinato disposto tra le immagini terrificanti che arrivano dall’Ucraina facendo presagire un’imminente austerity e alcuni messaggini vocali sullo sciopero dei Tir (per ora soltanto minacciato) che stanno circolando incontrollati su Whatsapp. Risultato: psicosi collettiva, complice anche il tono usato da chi lancia l’allarme, a metà tra il consiglio di un amico bene informato (dall’evidente accento sardo, per giunta) e un terrorismo mediatico piuttosto subdolo: «Signori buongiorno, sappiate che da lunedì i camionisti incroceranno le braccia per quindici giorni, quindi organizzatevi perché presto non arriverà più merce da nessuna parte. Fatevi subito la spesa, non è uno scherzo, ma una cosa serissima». Tuttavia i responsabili della grande distribuzione assicurano: «Al momento non ci sono assolutamente problemi di approvvigionamenti».

Acqua e pasta. Nel gigantesco Spazio Conad di Predda Niedda, all’ingresso della città, l’esercito dei consumatori ha cominciato a invadere le corsie intorno alle 14. E per quanto quel centro commerciale sia sempre pienissimo, gli stessi operatori hanno notato un viavai eccessivo di clienti con i carrelli colmi di prodotti. In particolare di acqua e pasta. «La fila alle casse era decisamente più lunga del solito – racconta Massimiliano Bollich, responsabile del megastore – ma tutto sommato poteva anche essere un caso. Poi, considerato che eravamo al corrente del messaggino, quando abbiamo visto una signora andare via con 118 pacchi di pasta di ogni tipo non abbiamo avuto più dubbi, e anche lei ci ha confermato di aver avuto paura di rimanere senza scorte. Ovviamente l’abbiamo tranquillizzata».

Panico ingiustificato. Così come ha fatto l’amministratore delegato della società che gestisce anche il punto vendita Conad di via Gramsci, sempre a Sassari. «È chiaro che qualcuno in malafede sta cercando di destabilizzare i clienti – dice – ma a noi non risultano futuri disservizi, questo panico è totalmente ingiustificato, gli scaffali vengono riforniti senza sosta». È così, ma intanto ieri al momento della chiusura nel reparto acqua minerale c’erano pochissime bottiglie».

Olio contato. File mostruose alle casse anche nei supermercati Md, dove l’incredibile afflusso di clienti ha lasciato a bocca aperta gli operatori, tanto che l’olio di semi è stato razionato (massimo due bottiglie a famiglia). «Qui si lavora sempre bene – commenta Nicola Corrias, responsabile del punto vendita di Predda Niedda – ma tanta gente non l’avevo mai vista: a tratti la situazione sembrava ingestibile. Ho visto esaurirsi otto bancali di acqua nel giro di dieci minuti. Per adesso, comunque, siamo attrezzati».

Potere dei social. «All’uscita dei supermercati i clienti con i bustoni in mano fanno tutti lo stesso commento di Gabriella, che ha speso 183 euro, il doppio del solito. «Ho sentito il messaggio vocale di Whatsapp e sì, sinceramente ho preferito fare una bella scorta di alimentari». Le fa eco Angelo, con dieci confezioni d’acqua: «Fidarsi è bene non fidarsi è meglio». Unica voce fuori dal coro è quella di Graziella. «Il messaggio? L’ho ricevuto anch’io, ma chi me li dà i soldi per la scorta?».

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