Autotrasporto, sciopero con riserva
Si tratta per evitare il fermo. Boeddu, Cgil: «I beni primari non mancheranno»
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SASSARI. L’intenzione rimane quella di scioperare lunedì. Ma di fatto non c’è ancora nulla di certo. Gli autotrasportatori non hanno intenzione di restare con e mani in mano sino al 15 marzo e stanno lavorando per provare a scongiurare il fermo dei loro mezzi: «Oggi (ieri, ndr) una delegazione è stata ricevuta in questura, ad Oristano, per un incontro con la Digos e per chiedere la autorizzazioni necessaria alla nostra protesta – spiega Andrea Melis, uno dei referenti dei 450 autisti che sono pronti ad incrociare le braccia da lunedì – ma contemporaneamente siamo stati ricevuti anche in Regione, all’assessorato ai Trasporti. Poi il governo ha convocato un incontro tecnico di cui conosceremo l’esito domani (oggi, ndr) durante la conferenza Stato-Regioni convocata proprio per discutere dell’aumento dei prezzi dei carburanti». Qualche speranza, dunque, sopravvive: «Ci dobbiamo credere ancora, anche se non è facile. Se il governo emanasse un decreto in grado di calmierare i prezzi – continua Melis – ma con effetto immediato, meglio se retroattivo, la nostra protesta non avrebbe più senso. In caso contrario, siamo già d’accordo per un altro incontro fissato per sabato mattina a Tramatza, dove definiremo le eventuali modalità di protesta e le postazioni dove faremo i presidi. Non bloccheremo nulla, strade comprese, non è questo il nostro intento. Vogliamo solo che si trovi una soluzione». Nel frattempo, le sigle sindacali ufficiali prendono posizione sul messaggio vocale rimbalzato su WhatsApp che preannunciava un blocco totale delle consegne per due settimane, provocando una psicosi che ha portato in tanti a fare da subito scorte nei supermercati e alle pompe di benzina. «Si tratta di un messaggio di un lavoratore disperato che sta annunciando qualcosa di illegale – chiarisce il segretario generale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu –. Vietare i beni di prima necessità è un reato, non è possibile privare la popolazione di beni primari».«Il caro benzina – sottolinea Boeddu – è un problema che riguarda tutti. Come Filt Cgil non siamo stati contattati dai lavoratori ma siamo d'accordo che si debba protestare contro gli aumenti, ma bisogna assolutamente trovare altri modi». (c.z.)
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