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«Non rischiamo di terminare benzina e gasolio»

«Non rischiamo di terminare benzina e gasolio»

Campus, Transport Sas: «Prodotto disponibile ma la guerra ha reso instabile il prezzo del greggio»

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SASSARI. File interminabili davanti ai distributori, caccia ai prezzi più bassi e la certezza che presto le pompe di benzina saranno all’asciutto. Per fortuna, non è così. Per il momento non c’è alcun rischio che l’isola, e in generale il Paese, possa restare a secco da un momento all’altro. Lo scenario apocalittico descritto dai soliti male informati non comprende l’esaurimento delle scorte di combustibile o il taglio delle forniture. Anzi, ieri dagli Emirati Arabi è arrivata la conferma del rispetto degli impegni sottoscritti dai paesi esportatori che compongono la sigla internazionale “Opec+”, che aumenterà la produzione di 400mila barili al giorno per cercare di ritornare ai ritmi pre Covid. E mentre il mondo si organizza per superare l’impasse petrolifera, in Sardegna i distributori vengono presi d’assalto: «Per il momento il prodotto è disponibile e non c’è alcuna ragione per assaltare i distributori – spiega Salvatore Campus della Transport Sas di Sassari, una ditta che fornisce carburanti all’ingrosso –. Tra l’altro, con l’incertezza che governa il mercato del petrolio non è nemmeno possibile fare previsioni sui prezzi». In sostanza, la settimana prossima il prezzo di gasolio e benzina potrebbe crollare, come sono crollate le quotazioni al barile: 15 euro in meno in poche ore. Ma potrebbe anche salire, dipende dagli sviluppi della guerra in Ucraina ma anche dagli aumenti di produzione. L’unico problema, infatti, è proprio l’incertezza sui prezzi: «In questo periodo abbiamo registrato oscillazioni mai viste, dovute alla confusione creata dalla guerra – continua Campus –. In una situazione come questa è complicato anche fare i prezzi». Nonostante l’incertezza che spaventa i mercati mondiali, dove le informazioni valgono forse più dello stesso prodotto, qualcuno ha votato per il complotto, che questa volta sarebbe ordito da un mega cartello che metterebbe insieme produttori, grossisti e distributori uniti dal gusto della speculazione: «Non credo che si possa ragionare in questi termini. Il prezzo del barile in Europa è fissato dall’indice Platts e il petrolio raffinato che arriva nei porti del Mediterraneo segue quel prezzo. Immaginare speculazioni è complicato». Ma il prezzo del diesel che supera quello della benzina è una stranezza che genera pensieri in libertà: «Anche in questo caso devo smentire ogni dubbio. È solo una questione dovuta ai metodi di produzione: da un barile di greggio si ricava benzina, gasolio, kerosene e olio combustibile in percentuali diverse. Se cala la produzione, i combustibili che vengono prodotti in quantità minore avranno un prezzo al dettaglio più alto», conclude Campus. (c.z.)

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