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Saras, conti ancora in rosso, ma c’è una ripresa

Per il 2022 plausibile ritorno agli utili nonostante le turbolenze su costi e approvvigionamenti


08 giugno 2022


CAGLIARI. Il 2021 è da archiviare con perdite, pesanti anche se minori del 2020, ma quest’anno, nonostante o forse proprio a causa della crisi, i conti Saras potrebbero tornare in positivo. Ieri è stato presentato il bilancio della società, controllata al 40,2 per cento direttamente dalla famiglia Moratti, e sono state anticipate le linee di business che vedono un fortissimo rafforzamento del segmento eolico, con il raddoppio da adesso al 2025 della produzione esistente. E non è detto che il nuovo eolico sia collocato a terra.

I conti. Il bilancio del 2021 si chiude con una perdita di 136 milioni, migliore rispetto ai 197 milioni dell'anno precedente. La ragione secondo la società è da ricercare nella ripresa registrata nei margini di raffinazione (in pratica il guadagno finale su ogni barile di petrolio raffinato) a partire dal secondo semestre. Migliora l’indebitamento, che scende a 453 milioni di euro (al 31 dicembre 2020 era a 505 milioni di euro), ma peggiora la disponibilità liquida che cala di quasi 200 milioni nel 2021, fermandosi a 301 milioni.

Gli scenari. Il 2017 sembra distante un secolo. Allora nel cda Saras sedeva Igor Sechin, capo di Rosneft (il gigante petrolifero statale russo) che deteneva il 12 per cento delle azioni Saras. Poi la vendita del pacchetto e l’addio ai russi. «Per motivi tecnico economici abbiamo sempre usato poco grezzo russo – dichiara Massimo Moratti – e per il momento con sacrifici importanti abbiamo scelto di non rivolgerci più al mercato russo». Moratti spiega anche che «la contemporanea scomparsa dal mercato di questa qualità di crudi, unita all'embargo di fatto sull'Iran e al recente blocco delle esportazioni dal nord dell'Iraq e, non ultimo, il probabile blocco e rallentamento generale delle esportazioni dal Mar Nero, sta creando una mancanza molto forte di petrolio grezzo ma anche di prodotti finiti. Contemporaneamente però, questa situazione sta aumentando molto la domanda di prodotti petroliferi, con positivi risvolti sul settore della raffinazione, effetti che riteniamo possano rimanere anche dopo la risoluzione, sperabilmente al più presto, della crisi». Insomma, la maggior richiesta di benzina e gasolio, e il contemporaneo calo di offerta, aiuta i conti dei petrolieri. Concetto ribadito dall’amministratore delegato Dario Scaffardi, secondo cui il calo di gasolio dalla Russia aiuterà Saras, forte in questo segmento. Le turbolenze dei mercati, massime in questo periodo, non consentono di prevedere prezzi stabili sia delle materie prime che dei prodotti finiti, ma di certo le raffinerie che marceranno a pieno regime avranno numeri operativi più che interessanti. Queste sono le ragioni per cui il 2022 si prospetta all’insegna del segno più.

Le prospettive. Prosegue infine la strategia di ampliamento del gruppo nel settore delle energie rinnovabili, che da qui al 2025 cresceranno in misura più che considerevole, arrivando ad avere 500 megawatt di potenza installata, quasi tutta sul fronte eolico.(g.cen.)

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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