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I tulipani del giardino di Lu per combattere il tumore

Maria Fois Maglione insieme alle volontarie del giardino. Nel riquadro la figlia Luena Mirai a cui il campo di tulipani è dedicato

A Pimentel un campo colorato in memoria di Luena, scomparsa per un cancro ovarico. La madre Maria: "Mia figlia non ce l'ha fatta, voglio aiutare altre donne"


18 marzo 2022 Silvia Sanna


SASSARI. Sono dieci, arrivano presto e vanno via in tarda mattinata. Non sono sempre le stesse, si mettono d’accordo la sera prima per alternarsi. L’importante è esserci, ed essere tante, perché il giardino è grande e va curato per bene. Soprattutto in questi giorni, con l’apertura al pubblico imminente. Sono tutte donne di Pimentel e dei paesi limitrofi. Per i fiori sono come delle chiocce amorevoli: li piantano, li nutrono, li sostengono nella crescita. Mentre loro sono impegnate nel giardino, c’è un muratore che piazza i pali, il falegname che sistema l’ingresso, la sarta che consegna piccoli cuscini decorati per fare le composizioni. Tutti insieme e tutti senza chiedere un centesimo per il lavoro svolto. È questo il miracolo compiuto da Luena Mirai e dalla sua mamma Maria. Luena è morta a 37 anni il 29 febbraio del 2016, dopo quattro anni di lotta contro un tumore ovarico molto aggressivo. Sua madre Maria Fois Maglione, 72 anni, da quando la figlia non c’è più ha iniziato a circondarsi delle cose che lei più amava, e tra queste c’erano i tulipani.

Il primo anno Maria ha piantato cinquemila bulbi: immergersi in quella distesa profumata e colorata le ha donato da subito sollievo e l’ha aiutata a sopportare il peso dell’assenza. «L’ho fatto per me, perché grazie alla natura sentivo mia figlia vicina». Ma quel tappeto di fiori ha attirato presto l’attenzione di tanti che volevano acquistarli. Allora Maria ha capito che poteva fare qualcosa per aiutare altre donne a lottare contro la malattia che si era portata via la sua Luena. È nato così “Il Giardino di Lu” uno spazio incantato apparecchiato su un ettaro di terreno in cui si raccolgono fondi a favore della ricerca e si dona una speranza e un sorriso a chi soffre in un letto d’ospedale. Dal 2017 sono stati distribuiti più di 400mila tulipani e donati oltre 60mila euro alla ricerca. All’inaugurazione dopo 2 anni segnati dal Covid, i visitatori passeggeranno in un campo colorato da più di 200mila tulipani.



Ciao Luena. Era bella e aveva un sogno: Luena voleva diventare madre. Sua mamma Maria, insegnante di storia dell’arte e disegno in pensione, racconta che quando le fu diagnosticato il tumore ovarico e i medici le suggerirono l’asportazione totale, lei disse no. Luena rifiutò di chiudere le porte al desiderio suo e del marito, sposato pochi mesi prima che il cancro si affacciasse con prepotenza nella loro vita. «Mia figlia aveva 33 anni quando ha scoperto di essere malata. In realtà la diagnosi ufficiale non è arrivata subito, inizialmente la situazione non appariva particolarmente grave. E Luena, che non voleva farci preoccupare, aveva detto che il problema si sarebbe risolto con l’asportazione di una ciste.

Allo Ieo di Milano è venuta fuori la verità, durissima: mia figlia aveva un tumore molto aggressivo che ha resistito a quattro interventi chirurgici e ad altrettanti cicli di chemioterapia. L’ultimo periodo della sua vita Luena l’ha trascorso a casa con noi, perché il marito lavorava e lei aveva bisogno di avere sempre qualcuno accanto. Sembra banale dirlo, ma se n’è andata con il sorriso. Ha sofferto tantissimo ma solo una volta mi ha detto “mamma ho paura di non farcela”». Quando Luena è scomparsa, Maria ha pensato che poteva essere un balsamo per il suo dolore avere intorno cose che parlassero di sua figlia. Come i tulipani.

Il giardino di Lu. I bulbi da cinquemila sono diventati 200mila e se non si fossero messe di mezzo le gelate sarebbero stati anche di più. Ci sono tulipani di tanti colori, quelli che fioriscono a marzo e quelli che sbocciano ad aprile, e poi c’è la sezione rosa, dedicata alle donne «da dove chiediamo di non raccogliere fiori». Gli altri si possono prendere, ovviamente in quantità non esagerate per non spogliare il giardino: ogni tulipano costa 2 euro, i soldi vanno a favore della ricerca contro il tumore ovarico portata avanti in otto ospedali.

«L’ingresso al giardino – dice Maria – è sempre stato gratuito, chi vuole può lasciare un’offerta. È libero di raccogliere i fiori come di non prendere nulla, può rimanere qualche minuto o trascorrere un’intera giornata, noi non mandiamo via nessuno». Dove il noi identifica i tre componenti dell’associazione Il giardino di Lu: Maria, che è la presidente, e i figli Cristian e Andrea, i fratelli di Luana «che vorrei portassero avanti questo progetto quando io non ci sarò più».

Ma il noi comprende anche le decine e decine di persone che con Maria collaborano con entusiasmo: «Le signore che vengono qui ogni giorno hanno piantato uno ad uno i duecentomila bulbi: il lavoro manuale ha consentito di ottenere un effetto cromatico spettacolare che le macchine non avrebbero garantito. E poi tutti quelli che ci aiutano nelle attività agricole, nella sistemazione del giardino, nella promozione delle iniziative per la raccolta fondi, nella vendita on line. A tutti va un enorme ringraziamento, da sola non sarei mai riuscita a ottenere questi risultati. Grazie a loro anche durante il Covid la nostra attività non si è fermata e i nostri tulipani sono stati consegnati ai pazienti, in particolare alle donne, ricoverate in ospedale: un raggio di sole che ha illuminato un periodo buio, segnato dalla sofferenza e purtroppo anche dalla solitudine».

Il giardino di Lu è aperto e sarà visitabile almeno sino all’8 maggio, giornata mondiale sul tumore ovarico: ci sarà un grande evento di sensibilizzazione in ricordo di Luena e di tutte le donne, un paese intero è pronto a dare una mano.


 

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