La Nuova Sardegna

Omicron 2 buca la tregua nuova impennata di casi

di Giovanni Bua
Omicron 2 buca la tregua nuova impennata di casi

La variante del Covid sequenziata a Sassari causa il 60 per cento dei contagi 

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SASSARI. «Omicron 2? Contagiosa, come non avevamo mai visto. E probabilmente in grado di reinfettare anche chi ha già preso Omicron. Pericolosa, sicuramente. Anche se i sintomi si confermano più lievi della variante Delta, che ha contribuito a fare completamente sparire. Da studiare, come sempre. Perché tutto cambia con enorme velocità, e non bisogna mai abbassare la guardia».

Mentre il premier Mario Draghi annuncia che il Cdm ha dato il via libera a «provvedimenti importanti che eliminano quasi tutte le restrizioni che hanno limitato i nostri comportamenti» (tra cui la fine del green pass dal 1 maggio), l’isola deve fare i conti con una improvvisa e impetuosa impennata di contagi. In gran parte causati dal “nuovo arrivo”, la BA.2 o per tutti Omicron 2. A descriverla è il direttore della struttura di Microbiologia e virologia dell’Aou di Sassari, Salvatore Rubino, che ha individuato la nuova variante su oltre il 60 per cento dei campioni analizzati, con il restante 40 di casi di Omicron.

«La BA.2 – spiega Rubino – sembra essere almeno il 30 per cento più contagiosa della già aggressiva Omicron. E, visto che non è una discendente di questa, ma un ceppo che si è evoluto parallelamente da un antenato comune, stiamo registrando alcuni casi di reinfezione. L’impennata di contagi, e i grandi cluster che stiamo vedendo in questi giorni, derivano sicuramente da questa estrema contagiosità, anche se chiaramente paghiamo il conto del Carnevale e in generale di un rilassamento in parte comprensibile ma assolutamente da evitare».

Precauzioni insomma, e vaccini, anche se non ci sono studi definitivi sul fatto che Omicron 2 sia più o meno brava a bucarli. «Per quanto sappiamo la protezione vaccinale – sottolinea Rubino – resta efficace, sicuramente nel prevenire da decorsi più gravi. Purtroppo il rilassamento si è registrato anche in questo ambito. Molti non hanno completato il ciclo, soprattutto tra i bambini. E invece sono proprio i più piccoli una delle porte con cui Omicron 2 sta entrando nelle famiglie».

Guardia alta insomma contro una variante che, secondo diversi ricercatori, sarebbe nata in India lo scorso dicembre per poi diffondersi in Cina, Israele, Danimarca, Australia, Canada e Singapore. Ed ora anche in Europa e Italia, isole comprese. Per ora l’Oms non ha ancora inserito la BA.2 tra le Voc, le varianti che causano preoccupazione tra la comunità scientifica, come l’Omicron e la Delta, responsabili delle ultime e più gravi ondate della pandemia di Covid. Ma ha chiesto ai ricercatori di tracciarla e studiarla da vicino.

«Non è chiaro – sottolinea Rubino – se Omicron 2 causi sintomi più gravi rispetto a Omicron, che sappiamo essere molto più infettiva rispetto ad altre varianti, ma dovrebbe anch’essa causare sintomi più lievi rispetto a Delta, a carico delle alte vie respiratorie, manifestandosi come un raffreddore. Però è troppo presto per sbilanciarsi, e se c’è una cosa che ho imparato in questa pandemia è di non fare previsioni».

Da notare alcuni nuovi sintomi. «Si parla di nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, bruciore di stomaco e gonfiore, ma i principali indicatori restano febbre, tosse, respiro affannato, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola o voce rauca, congestione nasale». Niente tregua insomma. «La battaglia si annuncia ancora lunga – chiude Rubino – e probabilmente servirà una quarta dose di vaccino per affrontarla. Per il resto bisogna continuare a convivere con il virus, e per farlo serve prudenza. Ormai sappiamo tutti come comportarci, cerchiamo di non dimenticarlo».

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