Biden a Xi: «Convinci il Cremlino»
Il presidente Usa avverte: «Se Pechino aiuta Mosca, ci saranno rappresaglie»
2 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Claudio Salvalaggio
<MC>WASHINGTON
[TESTO]Joe Biden incassa un'apparente apertura e un segnale di distensione da Xi Jinping dopo una telefonata di quasi due ore sulla guerra russa in Ucraina. Un colloquio che, come ha notato anche il ministro degli Esteri Luigi di Maio, non avrà fatto piacere a Vladimir Putin, sempre più isolato e trasformato in un paria dal commander in chief, che lo ha bollato come un «criminale di guerra» e un «dittatore assassino».
Dai resoconti diffusi dalle fonti ufficiali di Pechino, il presidente cinese non ha condannato l'attacco di Mosca né si è impegnato a non aiutare il Cremlino, con cui il mese scorso ha suggellato un'amicizia «senza limiti». Ma ha insistito sulla necessità del dialogo e del negoziato, nonché sulla responsabilità comune di Usa e Cina a impegnarsi per la pace nel pianeta, facendo un primo passo per uscire dalla sua «benevola neutralità».
«La crisi ucraina è qualcosa che non avremmo voluto vedere e gli eventi mostrano di nuovo che i Paesi non dovrebbero venire al punto di scontro sul campo di battaglia perché il conflitto e il confronto non sono nell'interesse di nessuno, e la pace e la sicurezza sono ciò di cui la comunità internazionale dovrebbe fare maggiormente tesoro», ha detto Xi. «Come membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu e come principali economie mondiali, non solo dobbiamo guidare lo sviluppo delle relazioni Cina-Usa sulla strada giusta, ma dobbiamo anche assumerci le nostre responsabilità internazionali per portare la pace e la tranquillità nel mondo». Di qui il suo appello a «evitare vittime civili, prevenire crisi umanitarie, cessare il fuoco e mettere fine alla guerra in Ucraina».
Sostenendo il dialogo tra le parti, compreso quello che Usa e Nato dovrebbero condurre «per risolvere i problemi della sicurezza sia della Russia che dell'Ucraina»: un riconoscimento quindi della legittimità delle rivendicazioni di Mosca contro l'avanzata ad est dell'Alleanza. Il leader cinese ha poi sostenuto che «gli Stati Uniti hanno interpretato male e giudicato male le intenzioni strategiche della Cina», sottolineando che i due Paesi hanno sempre avuto e avranno differenze ma che «la chiave è gestirle perché una relazione sino-americana stabile è vantaggiosa per entrambe le parti».
Quindi ha messo in guardia dall'applicazione delle sanzioni «a tutto tondo e in maniera indiscriminata» per i rischi di colpire le persone comuni e, nello stesso tempo, l'economia globale con «perdite irreparabili». Due invece i messaggi recapitati da Biden a Xi. Il primo è di fare una scelta di campo e di usare la sua influenza per fermare Putin. Il secondo, più minaccioso, è che la Cina pagherà un prezzo se aiuterà in qualsiasi modo il Cremlino, militarmente o finanziariamente.
<MC>WASHINGTON
[TESTO]Joe Biden incassa un'apparente apertura e un segnale di distensione da Xi Jinping dopo una telefonata di quasi due ore sulla guerra russa in Ucraina. Un colloquio che, come ha notato anche il ministro degli Esteri Luigi di Maio, non avrà fatto piacere a Vladimir Putin, sempre più isolato e trasformato in un paria dal commander in chief, che lo ha bollato come un «criminale di guerra» e un «dittatore assassino».
Dai resoconti diffusi dalle fonti ufficiali di Pechino, il presidente cinese non ha condannato l'attacco di Mosca né si è impegnato a non aiutare il Cremlino, con cui il mese scorso ha suggellato un'amicizia «senza limiti». Ma ha insistito sulla necessità del dialogo e del negoziato, nonché sulla responsabilità comune di Usa e Cina a impegnarsi per la pace nel pianeta, facendo un primo passo per uscire dalla sua «benevola neutralità».
«La crisi ucraina è qualcosa che non avremmo voluto vedere e gli eventi mostrano di nuovo che i Paesi non dovrebbero venire al punto di scontro sul campo di battaglia perché il conflitto e il confronto non sono nell'interesse di nessuno, e la pace e la sicurezza sono ciò di cui la comunità internazionale dovrebbe fare maggiormente tesoro», ha detto Xi. «Come membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu e come principali economie mondiali, non solo dobbiamo guidare lo sviluppo delle relazioni Cina-Usa sulla strada giusta, ma dobbiamo anche assumerci le nostre responsabilità internazionali per portare la pace e la tranquillità nel mondo». Di qui il suo appello a «evitare vittime civili, prevenire crisi umanitarie, cessare il fuoco e mettere fine alla guerra in Ucraina».
Sostenendo il dialogo tra le parti, compreso quello che Usa e Nato dovrebbero condurre «per risolvere i problemi della sicurezza sia della Russia che dell'Ucraina»: un riconoscimento quindi della legittimità delle rivendicazioni di Mosca contro l'avanzata ad est dell'Alleanza. Il leader cinese ha poi sostenuto che «gli Stati Uniti hanno interpretato male e giudicato male le intenzioni strategiche della Cina», sottolineando che i due Paesi hanno sempre avuto e avranno differenze ma che «la chiave è gestirle perché una relazione sino-americana stabile è vantaggiosa per entrambe le parti».
Quindi ha messo in guardia dall'applicazione delle sanzioni «a tutto tondo e in maniera indiscriminata» per i rischi di colpire le persone comuni e, nello stesso tempo, l'economia globale con «perdite irreparabili». Due invece i messaggi recapitati da Biden a Xi. Il primo è di fare una scelta di campo e di usare la sua influenza per fermare Putin. Il secondo, più minaccioso, è che la Cina pagherà un prezzo se aiuterà in qualsiasi modo il Cremlino, militarmente o finanziariamente.
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