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Il Circolo sardi “Montanaru” di Udine riparte dopo lo stop per la pandemia e fa festa grande

di Matteo Carzedda *

	Un momento della festa del Circolo "Montanaru" di Udine a Tavagnacco
Un momento della festa del Circolo "Montanaru" di Udine a Tavagnacco

L’appuntamento a Tavagnacco ha proposto i piatti tipici della tradizione isolana e un concerto dell’energico gruppo pop rock Ammerare

09 gennaio 2023
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Udine Il Circolo sardi “Montanaru” di Udine rimette in moto e si prepara per un 2023 ricco di eventi e attività. Dopo due anni di pausa, infatti, la situazione si è sbloccata lo scorso ottobre, quando è finalmente ritornato l’appuntamento con la grande festa del Circolo, presso l’area festeggiamenti della Pro loco di Tavagnacco. La lunga interruzione, motivata dalle contingenze pandemiche, non ha spento l’attesa, l’entusiasmo e il calore con cui, ogni anno, attendevamo e organizzavamo l’evento ricorrente che più di tutti sentiamo come nostro, il nostro piccolo grande rito collettivo. I riti contribuiscono a costruire la nostra identità, individuale e sociale, e su di essi costruiamo significati e legami che ci portiamo dietro nella vita di ogni giorno. Per noi soci del Circolo “Montanaru”, l’appuntamento con la festa sarda è proprio questo: il momento in cui ci ritroviamo per celebrare la nostra identità e l’amicizia tra noi e con il territorio che ci ospita. E così anche quest’anno, in un principio d’autunno che aveva ancora un sapore di tarda estate, la due giorni del Circolo “Montanaru” a Tavagnacco è stata, ancora una volta, l’occasione per portare al centro la nostra cultura, riscoprirla, raccontarla a noi stessi e a chi avuto il piacere di ascoltarla e abbracciarla.

I piatti della tradizione, dal pane frattau, ai culurgiones, al porceddu, sono stati sicuramente narratori privilegiati. Il cibo, più di ogni altra cosa, è capace di raccontare un territorio e la sua storia in maniera intima, profonda e ancestrale, e questa capacità si amplifica ulteriormente nell’atto della condivisione: condivisione che è stata come un lungo nastro che univa i partecipanti alla festa ai volontari dietro le quinte, e riconnetteva tutti alla Sardegna, ai suoi paesaggi, alla sua storia e alle sue genti, in una narrazione collettiva in cui le parole sono state sostituite dai profumi, dai sapori e dai colori.

In parallelo all’esperienza gastronomica, Ammerare, energico gruppo pop rock della provincia di Nuoro, ha portato a Tavagnacco le nostre tradizioni poetiche e musicali, alternando rivisitazioni dei classici della tradizione e brani originali. Se i pezzi a noi più familiari, primo tra tutti "No potho reposare”, hanno fatto risuonare i nostri cuori, le composizioni originali hanno portato energia e calore, e ci hanno raccontato di noi in forme nuove.

Vedere e sentire che i due anni di silenzio non hanno fatto appassire la voglia di amicizia e di condivisione della nostra identità è stato emozionante e rassicurante. Questa magia, come ogni altro nostro evento, non sarebbe stata possibile senza l’impegno e la fatica della squadra lavoro, per i cui membri l’ampia e calorosa partecipazione è la ricompensa più bella. Dalla curiosità della scoperta negli occhi dei bambini ai sorrisi dei soci più anziani velati di nostalgia della Sardegna, sono le emozioni che nascono da questo atto di condivisione a segnare la buona riuscita della nostra festa. Una festa che non sarebbe la stessa senza gli amici, quelli vecchi e quelli nuovi: l’amministrazione comunale e la Pro loco di Tavagnacco, l’associazione “Diamo un taglio alla sete FVG” con Paolo Comelli e il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Iacop nonché, ovviamente, tutti i partecipanti che hanno scelto di passare questi due giorni in nostra compagnia.

Non resta che darci appuntamento alla prossima festa, per celebrare ancora il nostro rito, sempre simile ma ogni volta nuovo, con l’auspicio e la voglia di ritrovarci ancora più numerosi a raccontare e condividere la Sardegna. Ancora una volta e ancora per i prossimi kent’annos, con gli amici di sempre e con quelli che ancora dobbiamo conoscere.

* Circolo sardi “Montanaru” di Udine

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