La Nuova Sardegna

Lavori pubblici

Appalti, riserve sul codice: «Distrugge la concorrenza»

di Claudio Zoccheddu
Appalti, riserve sul codice: «Distrugge la concorrenza»

Deiana, Anci: «Non è la normalità ma solo una misura emergenziale».  Gli affidamenti diretti riguarderanno la maggioranza dei lavori banditi nei piccoli comuni

02 aprile 2023
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Sassari Approvarlo era uno dei passaggi obbligati dal cronoprogramma del Pnrr ma il nuovo Codice degli appalti, in vigore da ieri ma applicabile da luglio, ha subito segnato una netta linea di demarcazione tra chi sostiene l’esigenza di accorciare i tempi riducendo il peso della burocrazia e chi invece si preoccupa di tenere lontana l’illegalità dagli appalti pubblici. I dubbi, anche nell’isola, non mancano. E se le infiltrazioni della criminalità organizzata al momento non spaventano, anche per lo storico dell’isola, lo fa la tutela della concorrenza, complicata da garantire in un mondo in cui la maggioranza degli appalti, si parla del 98 per cento dei lavori pubblici, verrà affidato senza gara.

I Comuni Gli enti locali, soprattutto i più piccoli, saranno i protagonisti del nuovo codice degli appalti. Emiliano Deiana, presidente dell’Anci regionale, prova a fare una sintesi: «Oggi dobbiamo contemperare due esigenze: velocizzare alcune opere, soprattutto quelle legate al Pnrr, e garantire una tutela reale al principio della concorrenza – spiega l’ex sindaco di Bortigiadas –.Una volta messi a fuoco questi aspetti da tutelare, è ovvio che gli affidamenti diretti possano, da un lato, velocizzare i lavori ma dall’altro rischiano di ammazzare la concorrenza e il meccansimo delle offerte più vantaggiose. Ecco perché dico che nessuno dovrebbe dimenticare l’assoluta emergenzialità di questa situazione e se da un lato abbiamo l’eccezione del Pnrr, è evidente che l’affidamento diretto deve essere una misura altrettanto eccezionale». Poi, Deiana, entra nel dettaglio: «I ritardi maggiori nella realizzazione delle opere pubbliche non si materializzano durante le pratiche di affidamento. Guardiamo la 131, il problema non è in quanto tempo affidi il cantiere ma in quanto esegui i lavori. Servono meccanismi che incentivino la spendita ma anche che consentano alle stazioni appaltanti di far muovere le imprese». «Un grande problema è l’aumento dei prezzi delle materie prime, una questione macro economica che non può essere risolta dal Codice degli appalti – aggiunge Deiana –. E poi sarà necessario ritornare al passato già sui fondi europei, che hanno un respiro più lungo del Pnrr, utilizzando il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa». Sulle polemiche, il presidente dell’Anci taglia corto: « Governo e parlamento devono considerare quello che dicono gli esperti del settore, come Ance e Anac, i cui rilievi hanno sicuramente valenza».

I costruttori Per le imprese potrebbe essere un vantaggio, soprattutto per quelle più strutturate o per gli impresari con più “agganci”. Il presidente di Ance Sardegna, però, non è convinto al 100 per cento: «Direi che ci sono luci ed ombre – spiega Pierpaolo Tilocca –. Il codice ha reso strutturali le semplificazioni ed è innegabile che questo possa dare un’accelerazione all’assegnazione delle gare. Ma è importante che questo non si faccia in spregio ai principi della concorrenza e che si possa ritornare al sistema delle offerte più vantaggiose». E se queste potrebbero essere le luci, le ombre arrivano subito dopo: «Sugli appalti integrati complessi, adesso l’impresa dovrà occuparsi di tutto, dal progetto di fattibilità tecnica a quello definitivo. Un principio che va contro la centralità del progetto perché non si dovrebbe derogare l’intera progettazione, che diventerebbe un’onere insostenibile per alcune imprese. Perché se c’è qualcosa in cui siamo carenti, come dimostra il Pnrr, è proprio la progettazione. E in un Paese in cui la maggioranza dei lavori è sotto soglia, alleggerire la concorrenza in fase di gara è una criticità. Poi i meccanismi revisionali sono stati solo abbozzati. Per questo saranno importanti anche i decreti correttivi». Tilocca, poi, passa ad un altro argomento: «Il prezziario regionale, prossimo alla pubblicazione, è in fase di aggioramento ed è necessario adeguarlo piuttosto che lasciarsi tentare all’abbassamento dei prezzi sulla spinta delle rendite monopolistiche di alcuni fornitori. Serve un’attenzione sostanziale ed è necessario adeguare i prezzi agli incrementi degli ultimi tempi».

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