La Nuova Sardegna

Le previsioni

Dispersione e denatalità nell’isola, nel 2031 46mila studenti in meno

di Claudio Zoccheddu
Dispersione e denatalità nell’isola, nel 2031 46mila studenti in meno

Le proiezioni Istat sul decremento della popolazione in età scolare

08 maggio 2023
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Sassari Nel primo censimento del Regno d’Italia, effettuato proprio nel 1861, l’isola aveva ottenuto un primato per nulla lusinghiero: era la regione più analfabeta d’Italia. In cifre, l’89,7 per cento dei sardi dell’epoca non sapeva né leggere né scrivere. Sono passati 162 anni da quando Vittorio Emanuele II assunse il titolo di Re d’Italia e, ovviamente con i debiti paragoni, la situazione non è cambiata. La Sardegna è tra le regioni italiane che registrano la maggiore percentuale di dispersione scolastica e tra quelle ad aver ottenuto i punteggi più bassi ai test Invalsi, che valutano i livelli di apprendimento di alcune competenze fondamentali in italiano, matematica e inglese. Se si aggiunge che l’isola potrebbe perdere 50 autonomie scolastiche entro due anni, il quadro è completo. Nonostante la difficoltà di un sistema fondamentale come quello scolastico, all’orizzonte ci sono solo tagli, limitazioni e un quadro di incertezza generale. I risultati della sofferenza del sistema scolastico e della fuga dai banchi sono stati messi insieme dall’associazione nazionale dei presidi, sfruttando i dati dell’Istat relativi al termine dell’anno scolastico 2020/21 che ha fotografato l’isola dal punto di vista dell’istruzione. Ad esempio, il numero di giovani ad aver ottenuto almeno un diploma di istruzione secondaria, o una laurea, sono in netto calo: i comuni che hanno subito un minimo incremento, si parla dello 0,9 per cento, sono appena 20, quelli che invece hanno registrato un decremento sono in tutto 163: 38 in provincia Nuoro (51 per cento del totale), 49 in provincia di Oristano (56 per cento), 33 in provincia Sassari (36 per cento), 43 nella provincia del Sud Sardegna (40 per cento), che in questo caso comprende anche la Città metropolitana di Cagliari. Dati sconfortanti che però scompaiono davanti a quelli relativi alla popolazione scolastica dell’isola, tra i 5 a i 19 anni (divisi in due classi di età, 5-14 e 15-19), messi a confronto ad appena tre anni di distanza. Tra il 2018 e il 2021, infatti, i comuni che hanno subito un decremento nelle due classi di età sono 303 su 377, l’80 per cento del totale. Tra questi, 108 hanno superato la soglia del 10 per cento. Un disastro. Le prospettive, poi, tendono a peggiorare. Ad esempio, tra il 2021 e il 2031, un decennio, la popolazione in età scolastica tra i 5 e i 14 anni diminuirà del 30 per cento, passando dai 126.319 studenti censiti nel 2021 agli 88.123 che occuperanno i banchi della scuola primaria tra dieci anni. Leggermente meno netto, ma non per questo meno preoccupante, il decremento previsto nella popolazione scolastica di età compresa tra i 15 e i 19 anni, che passerà dai 68.084 studenti delle scuole secondarie censiti nel 2021 ai 59.895 alunni che occuperanno i banchi delle scuole superiori tra dieci anni. Valutando solo la fascia d’età più colpita, tra i 5 e i 14 anni, Cagliari registrerà un decremento medio del 3,62 per cento, arrivando al -30,83 entro il 2031. Nuoro perderà il 3,71 per cento degli studenti ogni anno per arrivare al 2031 con un calo del 31,46 pe r cento. Oristano ne perderà il 3,28 per cento ogni anno per un totale, entro il 2031, del 28,33 per cento. Farà leggermente meglio Sassari, con una perdita annuale del 3,27 per cento delle iscrizioni e una prospettiva sul decennio di un -28,26 per cento. Le prospettive peggiori sono quelle del Sud Sardegna, con un calo annuo del 3,86% e un -32,53% entro il 2031.

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