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Caro spesa: qualità addio, niente pesce e carne pregiata nei carrelli dei sardi

di Luigi Soriga
Caro spesa: qualità addio, niente pesce e carne pregiata nei carrelli dei sardi

I clienti migrano al continuo inseguimento delle offerte volantino. Diminuisce la quantità nel carrello, si rinuncia alle marche più costose. Ecco la situazione a Sassari

11 ottobre 2023
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Sassari Il caroprezzi mette con le spalle al muro le famiglie. L’olio schizza a oltre 10 euro, il latte anche a 1,50, e lo scontrino lievita del 21 per cento. Per arrivare a fine mese l’italiano medio è costretto a correre ai ripari e ad adottare delle strategie anti inflazione. La prima è quella di scovare, col fiuto di un segugio, tutte le offerte volantino. La seconda è quella di rinunciare alla qualità, mangiare peggio, ma riempire lo stesso il carrello.

«Le pescherie, salvo qualche rara eccezione, stanno colando a picco – dice Gavino Poddighe, uno dei titolari del supermercato “Vicino a Te” di Predda Niedda a Sassari – noi siamo stati costretti a chiuderla, perché gli acquisti diminuivano di giorno in giorno. Purtroppo anche il comparto macelleria sta soffrendo. Mentre si continua a vendere bene la carne di maiale, che al momento è la più economica, i clienti rinunciano al vitello e ultimamente anche al pollo, perché il prezzo è aumentato drasticamente. Si tratta di scelte del tutto comprensibili, anche io mi rendo conto di quanto la spesa incida di più nel bilancio familiare. Se prima bastavano 400 euro al mese per alimentare una famiglia, ora anche io arrivo a spendere 750, quasi il doppio. Chi non si può permettere cifre del genere, a patto di non sguarnire il proprio paniere, decide ad esempio di non comprare il Parma o il San Daniele, ma magari un prosciutto meno rinomato. E lo stesso fa con le altre tipologie di prodotto».

Tuttavia la contromisura più adottata è l’acquisto chirurgico col volantino: «Arrivano con il dépliant in mano e sanno già cosa comprare prima ancora di entrare in negozio. È palese soprattutto con gli uomini: hanno meno confidenza con gli scaffali, e allora si avvicinano ai commessi indicando il prodotto in offerta già segnato con la X dalla moglie, con la scritta: comprane 3. E chiedono: dove trovo questo prodotto? È già tutto pianificato a casa, e dopo essere venuto da noi, il cliente avrà in auto altri due volantini di altri due punti vendita. E inseguirà le offerte sottocosto».

Oppure si rivolgerà direttamente alle catene discount, che hanno aumentato il proprio volume di vendite. Però certe abitudini di acquisti verso determinate marche sono difficili da scardinare. E le promozioni settimanali diventano una ghiotta occasione. Così il fenomeno della continua migrazione del cliente che insegue i volantini è ben evidente anche in casa Conad: «La crescita delle vendite in promozione ormai è esponenziale – spiega Fabrizio Piras, amministratore Filangera-Conad Sassari – i clienti sono molto attenti agli sconti, fanno acquisti mirati. Se ciò che cercano non è in volantino, allora spesso si rivolgono alla linea “Bassi e Fissi”, che comunque garantisce un risparmio costante». Il trend dei consumi, condizionato dall’inflazione, è quello di spendere di più per acquistare di meno: «Registriamo un aumento dei fatturati del 5 per cento, dovuti al sensibile incremento dei prezzi al dettaglio, ma allo stesso tempo un meno 4 per cento dei volumi di vendita».

La lettura è la seguente: «Al contrario di altri anni il cliente non vuole rinunciare alla qualità. Semmai compra un po’ meno, taglia la quantità – dice Piras – . E noi, per certi prodotti, ci siamo mossi di conseguenza. Faccio un esempio: anche il prezzo del Pecorino è salito alle stelle, e allora per questo abbiamo ridotto il peso dei quartini di formaggio. I pezzi sono più piccoli, e il costo diventa più abbordabile. Stesso discorso per il Parmigiano: in molti non vogliono rinunciare a questo marchio, e allora ordiniamo quello con una stagionatura più breve, che risulta decisamente più economico».

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