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Renato Soru insiste e attacca il M5s. I dem: Alessandra Todde ottimo nome

di Umberto Aime
<usng-titolo>Renato Soru insiste e attacca il M5s. I dem: Alessandra Todde ottimo nome</usng-titolo>

L’ex governatore non arretra: i gazebo non hanno alternativa

28 ottobre 2023
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Cagliari La sfida dei convegni in contemporanea è finita pressoché alla pari fra Renato Soru e il Pd. Più di 200 persone in sala, al chiuso, hanno ascoltato l’ex governatore, che parlava di diritto alla sanità. All’incirca altrettante, o forse qualcosina in più, invece hanno partecipato al confronto, stavolta all’aperto, fra il senatore Marco Meloni e buona parte dei vertici nazionali del Pd, c’erano due ex ministri e Alessandra Todde dei 5 Stelle, su un anno a Palazzo Madama come oppositori di «un centrodestra arrogante e nemico della Sardegna».

Confronto e scontro Però, al di là degli oratori e degli argomenti trattati, in entrambi gli eventi a tenere banco è stata la solita storia: sì o no alle primarie di coalizione per scegliere il candidato-governatore? Soru, si sa le pretende: «Non credo che la Sardegna abbia bisogno né meriti qualcuno o qualcuna imposto dall’alto», ha ribadito. Ma di contro – e anche questo si sa da diversi mesi – invece il Pd alle primarie ha rinunciato in nome «dell’imprescindibile unità di un Campo largo che ci siamo impegnati a costruire insieme ai 5 Stelle, alle forze progressiste e indipendentiste». Dunque, anche nei due eventi, organizzati neanche troppo lontano l’uno dall’altro, s’è parlato molto di come arrivare alla nomination decisiva.

Una terza via Considerando tra l’altro che, in mattinata, i Progressisti avevano rilanciato l’ipotesi di dar vita comunque a delle «mini primarie», stavolta però più tecnologiche, più sugli smartphone, meno ai gazebo. Ma sopratutto, sempre i Progressisti, finalmente hanno dato un’identità palese ai concorrenti: Renato Soru, iscritto al Pd anche se ora è ai ferri corti con i vertici regionali, Alessandra Todde, vicepresidente nazionale dei 5 Stelle e anche la candidata-governatore su cui presto potrebbe convergere il Campo largo, e infine l’indipendente Graziano Milia, sindaco di Quartu, da mesi in missione con il libro «Non mi giro dall’altra parte». Perché secondo i Progressisti, con in testa l’ex senatore Luciano Uras, oggi «la scelta non può essere limitata ai gruppi dirigenti, ma per forza deve vedere coinvolto il popolo sardo». È difficile comunque e che anche la proposta dell’ultim’ora faccia breccia. Perché, nelle stesse ore, il Pd nazionale ha fatto sapere tutt’altro. «Come già deciso in Sardegna – si legge in una nota – anche in Piemonte sospenderemo le primarie per allargare il più possibile l’alleanza contro il centrodestra».

Soru non molla Prima di confrontarsi sulla sanità con l’ex assessora Nerina Dirindin, faceva parte della sua Giunta nel 2004, l’ex governatore non ha mollato certo la presa. «Io mi sto candidando – ha detto – a guidare questo fronte largo, non un’altra parte politica, ma penso di non essere il solo. Quindi, lo ribadisco, anche gli altri si devono presentare e accettare di essere valutati». Ma se poi dovesse uscire sconfitto dalle primarie? «Sarò il primo ad aiutare il vincitore o la vincitrice. Lo ribadisco: voglio essere d'aiuto, in qualunque modo, ma non voglio essere escluso». Con due stoccate finali verso i 5 Stelle, da sempre contrari ai gazebo, e il Campo largo. «Dobbiamo davvero stare dietro i capricci di chi dice “o me o niente” (riferito alla Todde)? O che futuro possiamo avere, partendo dai capricci di questo o quella?». Poi rivolto al Campo largo: «Non riesco a capire cosa abbia costruito finora. Non si possono chiedere i voti agli elettori, per sostituire un gruppo di destra con uno di sinistra, è troppo poco».

La risposta Dall’altro convegno, quello organizzato dal parlamentare Marco Meloni, le repliche a Soru sono arrivate in un battibaleno. Il senatore del Pd ha detto: «Per la candidatura alla presidenza della Regione, mai finora ci sono state le primarie in Sardegna. Se qualcuno che oggi batte i pugni (rivolto a Soru) fosse stato invece lui a essere scelto, oggi non farebbe certo il diavolo a quattro». Infine, ha detto: «Dobbiamo tenere unita l’alleanza e credo, lo dico a titolo personale, che Alessandra Todde potrebbe essere un’ottima candidata». Incassata un’investitura oramai quasi ufficiale, sottolineata tra l’altro dall’applauso a scena aperta dei Dem in platea, è stata la stessa deputata dei 5 Stelle a dire: «È il momento in cui la politica deve essere responsabile e decidere chi candidare alle Regionali, il resto sarebbero solo scorciatoie». Poi anche lei l’ha buttata forse troppo sul personale: «Ho molta stima di Renato Soru ma è bizzarro che un candidato-governatore scelto nel 2004, senza le primarie, oggi le pretenda». La chiusura del convegno è stata affidata all’ex ministro Francesco Boccia: «Unità, unità, unità. È questo l’appello che lancio. Se non rimarremo insieme, vincere alle Regionali sarà impossibile».
 

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