La Nuova Sardegna

Il delitto

Omicidio Erika Preti, il fidanzato parla in tv dopo la scarcerazione

Omicidio Erika Preti, il fidanzato parla in tv dopo la scarcerazione

Dimitri Fricano a “Pomeriggio 5”: «Non vivo più da sei anni». Il padre: «È stata una disgrazia, non un femminicidio»

13 novembre 2023
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«Io non vivo più da sei anni». Così Dimitri Fricano, l’assassino della fidanzata Erika Preti, uccisa l’11 giugno 2017 durante una vacanza a San Teodoro, ai microfoni di “Pomeriggio 5”. Per Fricano, condannato a 30 anni, il tribunale di sorveglianza di Torino ha disposto qualche giorno fa gli arresti domiciliari perché in carcere rischierebbe di morire per via dell’obesità. Una «decisione che mi disgusta», ha detto il padre della ragazza, Fabrizio Preti, in una intervista alla Nuova.

Dunque il 30enne ora vive a pochi passi dalla casa dei genitori di Erika, a Biella. Ed è lì che ieri è stato raggiunto dalla troupe del programma pomeridiano di Calane 5 condotto da Myrta Merlino. E per la prima volta ha parlato dell’atroce delitto: 57 le coltellate inferte alla fidanzata. «Io non vivo più da sei anni e chiedo scusa ai genitori. Ho già chiesto scusa anche in carcere, in sede di giudizio. Io sono uscito di testa e sono diventato 200 chili. Io vivevo per la mia fidanzata e avrei pagato oro perché fossi morto io. Purtroppo, è andata al contrario». Alla domanda sull’omicidio ha detto di non ricordare cosa sia successo quella mattina nella villetta di Lu Fraili in cui si stavano preparando per andare a fare una gita a Tavolara. E le 57 coltellate? «Quelli sono numeri che non si sa neanche se sono reali. Io non vivo più, sono ossessionato da questa cosa. Vivo su una sedia a rotelle, non mi sono lavato per degli anni perché non ce la facevo, non ce la facevo a uscire dalla cella. Non è che hanno mandato a casa un trentenne perché obeso e fumatore, io sono a rischio vita sine qua non est, cioè a rischio vita in ogni secondo della giornata».

Ai microfoni di Canale 5 non si è sottratto nemmeno il padre dell’assassino. «Sono delle tragedie. Nella tragedia c’è chi finisce male, ma anche mio figlio non è che finito bene. Non ha capito niente e voleva morire lui al suo posto». L’uomo si è poi soffermato su quella tragica mattina, sulla lite per delle briciole degenerata nel terribile omicidio «Non era per delle briciole, sembra che abbiano fatto una litigata – ha detto il padre di Fricano –. Ma quando uno esce fuori, esce fuori, non è che dice “te ne do una, due ma adesso ci penso”, io non lo so cosa è successo perché non c’ero». Atti di violenza precedenti? «Mai, chiedo scusa umilmente io ai genitori di Erika. Non era come una figlia ma come due figlie. Di più di una figlia, di più, perché eravamo contenti di questa ragazza, è stata dieci anni con noi. È stata una disgrazia, non è stato un femminicidio, è stata una lite tra ragazzi. Punto e basta».

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