La Nuova Sardegna

Una città e le sue storie
Una città e le sue storie – Olbia

Parchi e isole pedonali: così nasce il sogno della città sostenibile

Parchi e isole pedonali: così nasce il sogno della città sostenibile

L’ambiente e la qualità della vita

20 novembre 2023
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Olbia Per realizzare il sogno della città sostenibile occorrono coraggio e determinazione. Giorno dopo giorno, un progetto dopo l’altro. E poi si parte, a 30 chilometri all’ora però, cioè il limite massimo di velocità consentito a Olbia. 
Ma è tutto green quello che luccica? Non proprio, almeno per ora. Olbia, infatti, è una città ad alta concentrazione di traffico nel centro, soprattutto d’estate quando le navi ormeggiate nel porto dell’Isola Bianca sbarcano e imbarcano decine di migliaia di auto ogni giorno. Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante, ma molto resta ancora da fare.
Nella corsa alla migliore qualità della vita sono state determinanti due mosse compiute negli ultimi vent’anni: prima di tutto la realizzazione del parco Fausto Noce – ultimato nei primi anni Duemila – che con i suoi 18 ettari è la più grande area verde urbana della Sardegna. Un polmone inesauribile per la città. Poi la riqualificazione del centro storico e l’istituzione della zona a traffico limitato nel corso Umberto con le videocamere di sorveglianza costate decina di migliaia di contravvenzioni agli automobilisti indisciplinati.
Da allora qualcosa è cambiato nel comune pensare degli olbiesi, amministratori e semplici cittadini. È maturata, ad esempio, la consapevolezza della necessità di restituire la città ai suoi abitanti, di limitare per quanto possibile l’uso delle auto (soprattutto in centro), di sostituirle con la mobilità alternativa (biciclette, bus), di riqualificare il centro storico, di moltiplicare le isole pedonali e le piste ciclabili. In un crescendo rossiniano sono nate le strade scolastiche (finora ne sono state istituite quattro), si moltiplicano le iniziative plastic free, si mette al bando il fumo anche nelle aree esterne dei bar e dei ristoranti.
Un’opera dopo l’altra, oggi Olbia è diventata un modello di sostenibilità urbana in Italia, perfettamente allineato con le più moderne città d’Europa. Da qualche anno vanta il primato in Italia per il limite di velocità dei 30 chilometri orari nelle strade urbane, così come avvenuto a Bruxelles, Parigi, Stoccolma e Barcellona. La scelta – ha sempre spiegato l’amministrazione comunale – non è stata fatta solo per garantire una maggiore sicurezza sulle strade, ma anche per innescare un circolo virtuoso di miglioramento della mobilità e di gestione degli spazi comuni. Le biciclette vengono usate più volentieri, i pedoni sono più liberi e i bambini più autonomi nei loro spostamenti. Il caso delle “strade scolastiche”, cioè chiuse al traffico negli orari di ingresso e di uscita dei ragazzi a scuola, è evidente. Il progetto era stato avviato in forma sperimentale in via Nanni prima della pandemia e ha riscosso notevole successo tra i cittadini, tanto che il Comune ha replicato l’iniziativa in altre zone della città e a San Pantaleo.
Più in generale, Olbia oggi è una città pensata rigorosamente “a piedi” o al massimo in bicicletta. Ogni occasione – ad esempio, i grandi eventi come il festival estivo Red valley nell’arena ricavata nell’area industriale – è buona per scoraggiare se non proprio proibire l’uso delle auto. Resta il problema del traffico mostruoso durante l’estate, una colonna d’auto che attraversa la città dalle sopraelevate all’Isola Bianca e viceversa. E poi dall’Isola Bianca verso Poltu Cuadu. Uno storico nodo alla gola che la costruzione del tunnel ha soltanto potuto allentare. (m.b.)


 

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