La Nuova Sardegna

Femminicidio

Sassari, il Devilla per Giulia: l’educazione all’affettività comincia tra i banchi, studenti e docenti a confronto

di Dario Budroni
Sassari, il Devilla per Giulia: l’educazione all’affettività comincia tra i banchi, studenti e docenti a confronto

Spiega la docente Gigliola Puggioni: "I nostri studenti dimostrano ogni volta una grande sensibilità. Sono preparati e consapevoli. Il tema del rapporto con l’altro genere, o con lo stesso genere, è centrale"

22 novembre 2023
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Sassari Sessanta secondi di silenzio. E poi l’applauso che rimbomba tra le mura e i corridoi della scuola. Il pensiero delle studentesse e degli studenti va a una ragazza poco più grande di loro, Giulia Cecchettin, accoltellata e poi buttata giù da un dirupo dal suo ex fidanzato. Anche al Polo Tecnico Devilla, a Sassari, si parla, si discute e ci si scambia idee e riflessioni. Ma il minuto di silenzio di ieri è solo l’anteprima di una giornata dove un po’ tutti saranno chiamati a fare la loro parte. Venerdì mattina la scuola superiore sassarese ospiterà un convegno per far incontrare ragazze, ragazzi, docenti e professionisti che, in un modo o nell’altro, si battono ogni giorno contro la violenza sulle donne. «Ormai a scuola se ne parla sempre di più – spiega Gigliola Puggioni, docente del Devilla –. E devo dire che i nostri studenti dimostrano ogni volta una grande sensibilità. Sono preparati e consapevoli. Il tema del rapporto con l’altro genere, o con lo stesso genere, è centrale. Ed è un lavoro da portare avanti insieme. Noi professori ci impegniamo a sensibilizzare i ragazzi concentrandoci, per esempio, sull’importanza dell’educazione all’affettività. Dopo la famiglia, la scuola è il secondo luogo di educazione: non può mancare e deve fare la sua parte».

Il dibattito Il polo tecnico Devilla, dove la direttrice scolastica è Nicoletta Puggioni, attraverso il suo Dipartimento giuridico ed economico sta portando avanti il progetto delle Giornate della legalità. L’obiettivo è far affrontare agli studenti i temi di grande attualità. Sono momenti di incontro e di riflessione che si svolgono nel corso dell’anno e che venerdì, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, saranno innanzitutto dedicati al ricordo di Giulia Cecchettin. «Ci è sembrato doveroso – spiega Gigliola Puggioni, portavoce del gruppo di lavoro del dipartimento scolastico –. È un fatto terribile che ha sconvolto i ragazzi. È una sofferenza viva, molto fresca. Vorremmo però partire da questo fatto per dare vita a un dibattito duraturo e che coinvolga tutti». Non solo in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, dunque. «La nostra è una scuola che reputo inclusiva e accogliente – prosegue la professoressa Puggioni –. E devo dire che non riscontriamo grandi resistenze da parte dei ragazzi. Può capitare che qualcuno, come spesso accade, all’inizio faccia un po’ lo spiritoso, per poi però capire che si sta parlando di un tema molto importante».

L’incontro Venerdì le studentesse e gli studenti del Devilla avranno così la possibilità di dialogare con chi combatte la violenza di genere. L’appuntamento è per le 10 nell’auditorium della scuola di via Monte Grappa. Ad aprire l’incontro, durante il quale l’immagine di Giulia Cecchettin sarà proiettata per tutto il tempo, sarà la dirigente Nicoletta Puggioni, che illustrerà il progetto delle Giornate della legalità. Poi interverranno Alessandra Nivoli, docente universitaria, direttrice della Clinica psichiatrica di Sassari e responsabile dell’Unità di vittimologia e prevenzione della violenza, Graziella Meloni, avvocata componente del comitato delle Pari opportunità dell'ordine forense di Sassari, e Teresa Pes, penalista del foro di Sassari. Lorena Piras, criminologa, si concentrerà invece su alcuni casi di femminicidio avvenuti in città tra l’Ottocento e il Novecento. Spazio, naturalmente, anche alle operatrici del Centro antiviolenza Aurora di Sassari: Silvia Piredda, Giovanna Cottu e Rossana Pisoni.

Durante la mattinata, ovviamente, interverranno anche le ragazze e i ragazzi della scuola. Alcuni proietteranno per esempio la videointervista rilasciata dalla sorella di Giulia Cecchettin, Elena, sulla cultura del patriarcato, mentre altri si concentreranno sulla lettura delle testimonianze rese da alcune donne vittime di violenza. Altri ancora, invece, presenteranno un progetto svolto in classe e che comprende anche l’intervista alle operatrici del centro antiviolenza Aurora. «I nostri studenti sanno essere molto più creativi di noi – conclude Gigliola Puggioni –. Appenderanno i loro cartelloni nell’auditorium e indosseranno tutti un qualcosa di colore rosso».
 

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