La Nuova Sardegna

Il concorso

La più bella miss dell’isola è una gallina ovaiola australiana

di Claudio Zoccheddu
La più bella miss dell’isola è una gallina ovaiola australiana

A Donigala Fenughedu la sfilata degli esemplari ornamentali

03 dicembre 2023
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Oristano La campionessa regionale è un esemplare di Australorp, una super gallina ovaiola dalle piume nere e grigie originaria dell'Australia ma nata e allevata nell'isola. È lei la più bella tra le 120 rappresentanti delle razze avicole concentrate ieri a Donigala Fenughedu dall'Asao, l'associazione sarda avicunicoli ornamentali, che per una giornata ha occupato una delle serre dall'azienda Ros'e Mari Farm & Greenhuose per allestire il suo concorso di bellezza per pennuti. A volare a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, sarà però un altro esemplare, l’unico iscritto alle qualificazioni del concorso nazionale che la prossima settimana decreterà la campionessa italiana. A difendere i colori dell’isola sarà infatti una delle “best nane”, esemplari in miniatura, che al concorso è arrivata terza ma non ha nulla da invidiare alle sue rivali in fatto di bellezza. Si tratta di una Bantam Nera di Giava allevata da Angelo Piredda.

La mostra Per individuare la serra in cui sono esposte le “miss” in concorso è sufficiente seguire il chiocciare che ritmicamente si diffonde nelle campagne di Donigala. La colonna sonora dentro la serra, poi, è proprio quella che si può immaginare da un evento di questo tipo. E anche il “profumo” è quello della pollicultura. Ma nelle gabbiette sistemate in file ordinate al centro e ai lati della serra, ognuna con la piccola mangiatoia e il suo mini abbeveratoio, ci sono esemplari decisamente diversi da quelli che si trovano negli allevamenti. I nomi, poi, lo confermano: Barbuta di Turingia, Morosetta Collo nudo, Fagiano della Mongolia, Spagnola faccia bianca, Olandese con ciucci, nana grigia e così via. Non ci sono solo i nomi da nobiltà avicola a fare la differenza. Lo dimostrano le coccole che la reginetta di bellezza ha ricevuto dalla sua padrona, Caterina Canargiu, prima di prendere posto sul gradino più alto del podio fatto di gabbiette si capisce subito che sotto quelle piume c'è qualcosa di più di una “semplice” gallina. Dietro quello che potrebbe sembrare un eccentrico raduno di allevatori con la fissa per il pollame, infatti, c'è la passione di un gruppo di persone che, nel tempo libero (sono quasi tutti hobbisti) cura le sue stie dove può, anche nel cortile di casa. E se la bellezza e la singolarità di queste razza sono il primo elemento che salta all’occhio, la loro qualifica di “ornamentali” le esclude dal circuito commerciale e da un futuro in padella. Le bellissime razze avicole a cui appartengono sono, di fatto, a rischio di estinzione. E così una passione diventa anche un presidio di sicurezza per la biodiversità nell’universo delle specie avicole.

Gli amatori Per prima cosa, loro non si definiscono allevatori. Non lo sono di professione e dunque preferiscono essere chiamati “selezionatori”. Daniela Meli, architetto di Zeddiani, è una delle socie ma anche la segretaria dell’Asao e la storia della sua passione è comune ai 30 soci che occupano il tempo libero allevando polli ornamentali: «La mi passione è nata per caso – spiega – avevo un piccolo appezzamento di terra inutilizzato. Un amico mi ha proposto di occuparlo con alcune galline e da quel momento mi sono appassionata fino ad allevare le mie “morosette”». Una passione decisamente apprezzabile perché salvaguarda animali che, diversamente, non avrebbero assicurazioni sul futuro: «Non abbiamo fini economici, questi incontri servono perlopiù per incontrarci e scambiarci informazioni, e se non ci fossimo noi ad occuparci di queste specie, la loro sopravvivenza sarebbe a rischio perché non sono utilizzate a fini commerciali», conclude Daniela.

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