La Nuova Sardegna

La tragedia

Nuoro, i vicini di Betti Olla affranti: «L’ha cresciuto da sola con tanto amore»

Nuoro, i vicini di Betti Olla affranti: «L’ha cresciuto da sola con tanto amore»

Il personale del 118 ha provato a rianimare Sergio Nardelli e poi invece ha trasportato la donna verso l’ospedale

18 dicembre 2023
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Nuoro L’attimo in cui si è accorta di cosa stava accadendo, poi subito dopo la rincorsa per prendere il figlio e portarlo via da quella gabbia di fumo, poi il vuoto della strada. Dove il personale del 118 ha provato a rianimare con tutte le speranze il figlio Sergio Nardelli e poi invece ha trasportato lei verso l’ospedale. È stata una notte di estremo dolore d’animo ma anche fisico per la signora Betti Olla, che si è bruciata le mani per impugnare la sedia a rotelle e provare a salvare il figlio. Con forza, con l’amore di sempre.

Le ustioni sono niente rispetto alla perdita del figlio che era «tutto ciò che aveva». Lo dice chi conosce la donna, «è stata una ragazza-madre, credo abbia avuto Sergio a 16 anni o poco più», sono le poche parole che qualcuno si sente di dire a pochi passi dal lenzuolo bianco al centro dell’asfalto di via Urbino. Quella abitazione al civico 7 era un nido fatto costruire per avere tutti i comfort e tutti i tipi di assistenza necessari. Betti Olla, infatti, ha legato da sempre, indissolubilmente, la sua vita a quella del figlio. Con poca distanza anagrafica l’una dall’altro, sono cresciuti insieme. Proprio un mese fa, a novembre, la signora era andata in pensione. Lavorava all’ufficio tecnico erariale dell’Agenzia del territorio. Con molta probabilità stava programmano una nuova ripartenza, conclusa la carriera lavorativa. Insieme a Sergio, come sempre. (p.a.)

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