Centrodestra, la mossa di Matteo Salvini: a Cagliari, ma non vedrà gli alleati
Il segretario nazionale della Lega alle 9 incontrerà il presidente Christian Solinas. Ugo Cappellacci (FI): «La decisione sarà presa dai leader nazionali, forse il 29 dicembre»
Sassari Mentre nei partiti del centrosinistra (Pd e Progressisti) soffia il vento delle divisioni, nel centrodestra ancora si prende tempo. Potrebbe però arrivare qualche novità dalla visita prevista per oggi, mercoledì 27, a Cagliari di Matteo Salvini. Un appuntamento con la maglietta da ministro delle Infrastrutture, ma anche incontri con la maglietta del leader di partito per parlare di elezioni Regionali. Salvini approda a Cagliari e l’impegno istituzionale appare decisamente secondario rispetto all’attesa che ancora circonda le decisioni del centrodestra per la scelta del candidato presidente.
Alle 9 il segretario nazionale della Lega sarà a Villa Devoto dove incontrerà il presidente Christian Solinas. Alle 10 effettuerà un sopralluogo nel cantiere per la riqualificazione della caserma dei carabinieri “Livio Duce” (Ex Cascino) in piazza San Bartolomeo. Sono esclusi (o almeno lo erano sino a ieri sera) incontri con le forze del centrodestra in Sardegna. Più probabile che Salvini veda i vertici isolani di Lega e Partito sardo d’Azione: ribadirà ancora la richiesta di confermare Christian Solinas nella corsa alla presidenza o cambierà registro? La visita di Salvini in Sardegna arriva in un momento decisivo per le scelte del centrodestra e in qualche modo anticipa il vertice a tre con Giorgia Meloni e Antonio Tajani previsto per il 29. Il leader della Lega giocherà d’anticipo, mettendo pressione agli alleati, o l’escursione in Sardegna sarà interlocutoria?
Sulle prospettive imminenti ci sono visioni diverse. «Sarò a Roma per impegni parlamentari - dice il coordinatore i Forza Italia, Ugo Cappellacci -. Non so nulla di eventuali incontri di Salvini con i partiti della maggioranza. Credo che la decisione sulla candidatura sia imminente, ormai nelle mani del tavolo nazionale. Sarà decisivo il vertice tra Meloni, Salvini e Tajani. L’intesa era che sarebbe avvenuto dopo l’approvazione della legge di bilancio. Credo sarà per il 29». Per Antonello Peru (Sardegna al centro 20.Venti), invece, la situazione attuale sposta l’asse delle scelte nell’isola: «Credo che a questo punto deciderà il tavolo regionale. Che poi era quello che chiedevamo noi. Incontri con Salvini? Non ne so nulla».
Nel centrosinistra cova il fuoco delle polemiche. Nel Pd e nei Progressisti nelle prossime ore le fiamme potrebbero divampare perché una parte consistente delle due forze politiche continua a non condividere la decisione di sostenere la candidatura di Alessandra Todde alla presidenza della Regione.
Nel Partito democratico già nelle scorse settimane le voci di dissenso si erano levate contro la decisione della segreteria regionale del partito. Voci che potrebbero farsi sentire ancora più alte in questi giorni. Anche nei Progressisti si confrontano due anime: quella che vuole restare fedele al cammino intrapreso con il Campo largo e quella che invece vuole sostenere Renato Soru. Anche in questo caso si sta arrivando ormai al punto di non ritorno e i mal di pancia, almeno quelli ufficiali, dovranno manifestarsi in tempi brevi.
Alessandra Todde prosegue la propria campagna elettorale in tutta l’isola, forte dell’investitura ricevuta da 12 sigle, mentre Soru è al lavoro per tentare di ampliare lo schieramento che lo sostiene.
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