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Elezioni regionali 2024

Centrodestra, la nomination di Paolo Truzzu sta per scalzare Christian Solinas

di Umberto Aime
Centrodestra, la nomination di Paolo Truzzu sta per scalzare Christian Solinas

Convocato il tavolo regionale per la scelta finale sul candidato. Gli alleati preoccupati per la reazione di Lega e Psd’Az, che potrebbero strappare

04 gennaio 2024
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Cagliari Il giorno della nomination è arrivato. Stamattina il tavolo regionale del centrodestra è convocato – alle 11.30, in un grand hotel cagliaritano – per scegliere chi dovrà guidare la coalizione alle Regionali. Dopo settimane, anzi mesi, di confusione e contrapposizioni, dal summit dovrebbe uscir fuori il nome di Paolo Truzzu, proposto da Fratelli d’Italia e che sin da subito dovrebbe essere condiviso da gran parte degli alleati. Ma non da tutti, perché, sempre nello stesso attimo, bisognerà vedere quale sarà la reazione a caldo dell’accoppiata Lega-Psd’Az davanti alla consapevolezza di veder aver visto sfumare la ricandidatura di Christian Solinas, il governatore uscente. Proprio a causa di quest’incertezza che oggi il tavolo regionale potrebbe limitarsi solo a proporre Truzzu come portabandiera, lasciando poi ai segretari nazionali della coalizione l’onere di trovare la formula giusta, meno traumatica, per l’annuncio ufficiale.

In contemporanea Anzi, secondo alcune indiscrezioni, l’annuncio potrebbe addirittura arrivare quasi nello stesso momento da Roma. Sempre in mattinata, infatti, è prevista, dopo essere stata rinviata più volte, anche la conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni. A quel punto potrebbe essere proprio lei ad annunciare che «il centrodestra si presenterà unito in tutte le cinque Regioni al voto (Sardegna, Umbria, Piemonte, Basilicata e Abruzzo) dopo aver trovato l’accordo sui candidati presidenti». E, in Sardegna, l’intesa finale dovrebbe essere stata già trovata sul nome di Truzzu.

Favorevoli e contrari Stando a quanto è emerso da luglio in poi, oggi con Fratelli d’Italia dovrebbero schierarsi Forza Italia, Riformatori, Sardegna al centro 20.Venti, Udc, Nuova Democrazia Cristiana, Noi Moderati e Idea Sardegna. Contro solo la Lega e il Psd’Az, mentre forse Alleanza Sardegna-Uds potrebbe provare a rilanciare un terzo nome, ma con scarse possibilità di successo. Tirate le somme, il blocco a favore della discontinuità dovrebbe contare su una maggioranza abbastanza netta. Però allo stesso tempo, anche questa è una certezza, il centrodestra farà di tutto per non spaccarsi al momento della conta finale. Un compromesso dovrà trovarlo, visto che – stando anche alle ultimissime dichiarazioni di tutti partiti – «solo se rimarremo compatti, vinceremo le elezioni regionali per la seconda volta consecutiva, come finora mai è accaduto da quando esiste l’elezione diretta del governatore».

Le incertezze Sono più di una, compresa l’improvvisa discesa in campo della consigliera regionale Alessandra Zedda di Forza Italia (vedi articolo a fianco) per la presidenza della Regione. Però, a parte le notizie dell’ultim’ora, a preoccupare il centrodestra sarebbe soprattutto la possibilità di uno strappo con il Psd’Az di Solinas. Perché se da un lato è molto difficile che la Lega possa rompere con gli alleati, una rottura di questo tipo finirebbe per avere anche ripercussioni a livello nazionale, è molto più probabile che i sardisti si mettano di traverso sin da subito. Ad esempio potrebbero minacciare di correre da soli, oppure, come minino, tenere sulla corda tutto il centrodestra fino all’ultimo giorno utile (il 25 gennaio) per la presentazione delle liste.

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