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Centrodestra nel caos, ora è tutti contro tutti

Centrodestra nel caos, ora è tutti contro tutti

Scontro nella coalizione dopo il vertice di giovedì

06 gennaio 2024
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“Scontro nel centrodestra”. La sintesi nazionale sugli affari pre-elettorali parla chiaro e i rapporti tesi tra la coppia formata da Lega e Psd’Az e il fronte composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e i centristi sono diventati ormai un caso politico con una eco enorme in tutto Paese.
Il vertice convocato per trovare una sintesi sul nome del candidato non ha soddisfatto le aspettative e la coalizione ne è uscita con tanti dubbi, nonostante l’indicazione sia chiara: il candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali sarà Paolo Truzzu.
Una scelta rigettata da Lega e Psd’Az che, puntando sulla proverbiale invariabilità della squadra vincente, puntano ancora su Christian Solinas. Al punto da bypassare il vertice di giovedì scorso e rimandare tutto al tavolo nazionale. Anche a costo di sconfessare la virtù del “candidato scelto in Sardegna”. E nelle ultime dichiarazioni, le chiavi di lettura restano distanti, per quanto lo scontro maturato venerdì venga derubricato o dissimulato. Salvatore Deidda, deputato di Fdi, parla di unità: «Il centrodestra deve restare unito e si lavora per tenerlo unito ma l'unione non si può basare su un nome o sulla minaccia di andare con la sinistra ma su dei valori comuni, una comunanza programmatica e sulle regole che ci siamo dati sia a livello nazionale sia ragionale. Il candidato sarà scelto in Sardegna, mi pare che fosse stato deciso e detto, con il tavolo nazionale che lascia alla Sardegna nel pieno della sua autonomia. Il nostro presidente e i nostri dirigenti ci hanno riconosciuto questa libertà, chiedendo ovviamente di considerare il coinvolgimento di tutte le forze politiche che si riconoscono nel centrodestra. Stessa situazione quando è stato scelto il presidente Solinas. Noi abbiamo preso atto della volontà della Lega come primo partito e del resto della coalizione, dove non c'era unanimità e qualcuno era contrario, e il tavolo nazionale ha rispettato volontà sarda. Siamo sicuri che l’indirizzo emerso dal vertice sardo non sia confuso o intacchi questioni nazionali già assodate», conclude Deidda
Anche Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore di Forza Italia, punta sull’unità della coalizione e sulla sintesi nazionale: «In Sardegna sono stati commessi degli errori, oggi Solinas paga un prezzo più alto delle sue responsabilità. Ma deve essere rispettato e non mortificato, anche in vista del suo futuro che non può terminare così. Truzzu? È legittimo che Fdi avanzi una richiesta di candidatura, ma c’è anche la regola della continuità: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani faranno una sintesi per salvaguardare l’unità, non correremo divisi. Noi siamo con la coalizione sia con Truzzu sia con Solinas». Cappellacci, però, chiude la porta ai ripensamenti e certifica la candidatura Paolo Truzzu: «I partiti nazionali tengano conto della sensibilità locale. Sarebbe grave se questa sensibilità, che si è espressa in modo forte, venisse violentata». Di tenore opposto, e non potrebbe essere altrimenti, le parole del leghista Michele Pais, presidente del Consiglio regionale: «Via dalla coalizione se da Roma impongono Truzzu? Abbiamo rimandato al tavolo nazionale una sintesi delle istanze che arrivano dalla Sardegna. Sono certo che a Roma faranno la miglior scelta, che è quella di Solinas”. Parlare di scontro, però, è ancora un tabù: “Nessuna esplosione della coalizione - spiega Pais -. Fdi ha avanzato la  candidatura di Truzzu, ma è necessario fare sintesi tra i due nomi. Noi restiamo dell’idea che la continuità sia scelta di buonsenso: Solinas è stato il miglior interprete dell’unità della coalizione, non è logico cambiare senza motivo».

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