La Nuova Sardegna

Vacanze

Viaggi e prenotazioni, la metà dei sardi usa strumenti digitali

di Roberto Petretto
Viaggi e prenotazioni, la metà dei sardi usa strumenti digitali

Sempre più diffuso l’utilizzo di siti e applicazioni, ma quasi esclusivamente per le funzioni “base”

04 febbraio 2024
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Sassari Come tutti i settori, anche quello dle turismo ha subito e sta continuando a subire profonde trasformazioni legate alla sempre maggiore diffusione di strumenti digitali. Il 77% degli italiani usa le tecnologie digitali per prenotare le proprie vacanze e dichiara di aver avuto una migliore esperienza proprio grazie all’utilizzo del digitale. La percentuale sale all’86% nella fascia d’età tra i 16 e i 17 anni e aumenta tra i laureati (81%) e tra i cittadini più digitalizzati e attenti alla sostenibilità (82%). Anche in Sardegna sempre più utenti cercano un supporto negli strumenti offerti da web, applicazioni e simili. Anche se per ora la maggior parte dell’attenzione è rivolta a aiuti “basic”: in prevalenza per prenotare una camera d’albergo. In occasione della Borsa internazionale del turismo, che si aperta ieri a Milano, l’osservatorio della Fondazione per la sostenibilità digitale, ha presentato il nuovo rapporto “Sustainable Turism”. «La ricerca - spiega una nota - utilizza l’indice Disitm (Digital Sustainability Index) per analizzare la propensione dei cittadini verso la digitalizzazione e/o la sostenibilità e analizza i comportamenti degli italiani rispetto alle app per il turismo con particolare attenzione a quelle che aiutano i turisti a fare scelte più sostenibili sotto il profilo economico, ambientale e sociale».

Il dato sardo Più della metà dei sardi utilizza (il 27 per cento regolarmente, il 31 raramente) applicazioni di prenotazione on line di ristoranti e alberghi. Il 21 per cento dice di conoscere queste applicazioni, ma di non tulizzarle, l’7 per cento di non con oscerle. C’è poi un 11 per cento che dice di conoscere le applicazioni che però non sono disponibili nella sua zona. Questo è il dato più alto di digitalizzazione legata al turismo. Quando si scende in settori più specifici le cose cambiano. Oltre il 50 per cento dei sardi intervistati ha infatti detto di non conoscere o non utilizzare applicazioni come FaiBnB o Cityaround, app di prenotazione online che danno importanza alla sostenibilità. Ancora peggiore il dato relativo a app o siti di monitoraggio della sicurezza sociale dei paesi (Travel risk map, Unità di crisi): il 40 per cento non li conosce, il 26 li conosce ma non li utilizza, Solo il 6,8 per cento li utilizza regolarmente. Anche le app e i siti di house sharing sono ancora relativamente poco diffusi: tra chi non li usa e chi non li conosce si arriva quasi al 68 per cento. Solo il 5,9 li utilizza regolarmente. Va un po’ meglio per le app di prenotazione dei musei (li utilizza quasi il 36 per cento) mentre le app che miglorano l’esperienza di visita in musei o luoghi di cultura sono sconosciute o non utilizzate per quasi il 60 per cento dei sardi.

I temi La ricerca ha anche provato a sondare le opinioni di chi guarda al mercato del turismo. Il 48 per cento degli intervistati in Sardegna si dice “abbastanza d’accordo” sul fatto che le tecnologie digitali sono utili per contrastare il fenomeno del sovraffollamento turistico”. Fenomeno ben noto in alcune zone della Sardegna, che sono state anche costrette a introdurre il sistema del numero chiuso in alcune aree particolarmente frequentato. Tanto che un altro 15 per cento dei sardi di dice “molto d’accordo” con questa idea. Ancora di più sono quelli che si dicono molto o abbastanza d’accordo sul fatto che le tecnologie digitali consentono di gestire le fasi del viaggio, della scelta della meta alla prenotazione con maggiore consapevolezza e3 rispetto della meta: insieme sono il 72 per cento. Oltre l’80 per cento è convinto che le app consentano «di scoprire mete alternative, al di fuori delle destinazioni ordinarie, supportando gli operatori più piccoli».

Sostenibilità «Le previsioni del nostro Osservatorio sul turismo per il 2024 - dice - spiega Stefano Epifani, presidente per la Fondazione per la Sostenibilità Digitale - rafforzano e confermano i recenti dati di Confindustria evidenziando come il digitale possa diventare un incredibile strumento di sviluppo per l’intero comparto». Per questo «è fondamentale continuare ad indirizzare i comportamenti e le scelte dei turisti che devono essere più orientate verso gli strumenti digitali e verso soluzioni di viaggio maggiormente attente alla sostenibilità. Il turismo infatti, per sua natura, ha un forte impatto di sostenibilità, sia ambientale che sociale ed economica, e le tecnologie digitali potrebbero avere un ruolo sostanziale nell’abbatterlo».

L’Italia è uno dei Paesi europei in cui il peso (totale) del turismo in percentuale al Pil è maggiore, con circa l’11% del valore aggiunto e 445,3 milioni di presenze (dati 2023), in aumento rispetto ai numeri pre-pandemia. Le presenze estere hanno segnato un forte crescita: +13,7% sul 2022 con oltre 228,5 milioni (220,6 milioni nel 2019) di visitatori (220,6 milioni nel 2019). A fine 2023 si stima che gli introiti dal turismo straniero si attesteranno a oltre 50 miliardi di euro, superando i 30 miliardi del turismo italiano all’estero.

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