La Nuova Sardegna

Lo scontro costituzionale

Dal 2004 impugnate oltre 80 leggi regionali

Dal 2004 impugnate oltre 80 leggi regionali

Il contenzioso è soprattutto sull’urbanistica

19 febbraio 2024
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Cagliari Poco importa se l’inquilino di Palazzo Chigi è un Governo amico oppure nemico. Qualunque siano le maggioranze nazionali, centrodestra o centrosinistra, la Sardegna è da sempre uno dei bersagli preferiti dal Dipartimento degli affari regionali, che quanto pare mal sopporta l’esistenza dello Statuto speciale.

In vent’anni Dal 2004, la prima volta dell’elezione diretta del governatore, sono state 81 le leggi regionali impugnate da Roma per presunta incostituzionalità. Nell’ultima legislatura, la 16esima, nella lista nera sono finite in venti fra tutte quelle licenziate dalla maggioranza di centrodestra e contestate dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dove dal 2019 in poi si sono alternati tre governi: Conte I (M5s-Lega), Conte II (M5s-Pd) e Draghi (di unità nazionale, escluso Fdi). Anche nella precedente legislatura (2014-2019), con alla guida il centrosinistra di Francesco Pigliaru, il numero era stato lo stesso, nonostante i premier, in quegli anni, siano stati tutti del Pd: Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Però ad avere il record delle impugnazioni a sfavore continua a essere la giunta di centrodestra guidata da Ugo Cappellacci di Forza Italia (2009-2014), venticinque, nonostante dalla sua avesse i governi Berlusconi, seppure con la parentesi di quelli Prodi e Monti. Finora la giunta di centrosinistra guidata da Renato Soru (2004-2009) è stata quella meno colpita dall’intolleranza giuridico-costituzionale romana: solo sedici le leggi impugnate, pur avendo Berlusconi contro per gran parte della legislatura.

La contesa Al centro della lunga sfida fra Stato e Regione sono sempre l’urbanistica per la mancata pianificazione condivisa sul paesaggio, poi le Finanziarie, o altre leggi contabili, come l’ultima Variazione, a causa di spese contrarie – secondo il Governo – all’equilibrio generale dei conti, ma in passato segnata anche dalle liti su entrate fiscali e gli accantonamenti per abbattere il debito pubblico nazionale. Fra i temi caldi anche la sanità, in questa legislatura Palazzo Chigi ha impugnato buona parte del ritorno delle Asl, e soprattutto la riforma delle Province contro cui Roma ha ricorso ben quattro volte negli ultimi anni. Va sottolineato che sull’urbanistica la Regione ha più perso che vinto nell’aula della Corte costituzionale, mentre sulle riforme qualche vittoria l’ha ottenuta.

La mancata svolta Dieci mesi dopo aver preso possesso del ministero agli affari regionali, a ottobre, Roberto Calderoli (Lega) aveva firmato un decreto per evitare troppi conflitti costituzionali tra lo Stato e le Regioni, invocando «una nuova e leale collaborazione». Di fatto, però, è cambiato poco o nulla, almeno nei confronti della Sardegna.

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