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Vanna Cimino: «Percorsi tematici nelle aree interne»

Vanna Cimino: «Percorsi tematici nelle aree interne»

«Focalizzamoci sul segmento culturale per valorizzare le qualità della nostra splendida isola»

19 febbraio 2024
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Sassari Ha insegnato per 27 anni lingue nel Liceo linguistico di Tempio, la città dove è nata. Docente attualmente in pensione, Vanna Cimino è molto impegnata nel sociale. È candidata nella lista Sardigna R-esiste che propone Lucia Chessa alla presidenza della Regione.

Il turismo è ancora un elemento fondamentale per lo sviluppo dell’isola?
«Pensiamo ad un turismo che fruisca della bellezza della regione durante tutto l’anno, un turismo sostenibile che interessi le coste ma anche le aree interne, le montagne e i territori non ancora valorizzati».

Si parla sempre di allungamento della stagione turistica. Cosa proponete?
«Focalizzando l’attenzione sul turismo culturale, pensiamo sia fondamentale valorizzare gli elementi che caratterizzano le nostre splendide zone. Valorizzare l’isola impone un sistema di trasporti interno efficiente ed integrato che connetta i porti, gli aeroporti, i poli urbani, le coste e le zone interne».

In alcune zone dell’isola si soffre di “overtourism” tanto da costringere i sindaci a disporre il numero chiuso nelle spiagge. Un problema reale o è comunque positivo che arrivi una gran quantità di turisti?
«Una presenza massiccia di visitatori espone le nostre spiagge ad un maggior rischio per l’uso massivo dell’ambiente e per comportamenti inappropriati. Non siamo contrari a priori ad una regolamentazione degli ingressi purché si mettano in conto anche sistemi efficaci di informazione e di educazione ambientale.

Il turismo delle zone interne ha fatto passi in avanti, ma resta ancora marginale. Proposte?
«Pensiamo alla analisi,creazione, pianificazione e gestione di percorsi tematici integrati, ad esempio la strada dei nuraghi, il circuito delle rocche e dei castelli, quello delle domus de Janas, quello delle unicità. Questi circuiti devono essere proposti collegati a luoghi di accoglienza e laboratori che mettano in relazione attiva gli artigiani della zona e gli ospiti».

Il settore, da alcuni anni, soffre anche per la carenza di personale. Che correttivi suggerite?
«Docente in pensione, ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera nell’Ipsar “Costa Smeralda” di Arzachena quando questa scuola qualificava i migliori cuochi, addetti alla sala bar e alla ricezione della Sardegna. Penso che si debba puntare sull’apertura di nuove scuole e al potenziamento delle esistenti per lo sviluppo di istituti alberghieri d’eccellenza. L’altra nota dolente sono retribuzione e tempi di lavoro: deve essere garantito ai lavoratori il rispetto di contratti chiari, equi e soprattutto veritieri». (r.pe)

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