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Scuola

Giuseppe Valditara: «Più posti per il sostegno e stabilizzazione dei precari»

di Giovanni Bua
Sassari il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara in visita all'Istituto Tecnico Agrario Pellegrini
Sassari il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara in visita all'Istituto Tecnico Agrario Pellegrini

Il ministro dell’Istruzione visita due istituti scolastici ad Alghero e Sassari. «Confronto con le università per incrementare i percorsi di specializzazione»

22 febbraio 2024
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Sassari Un confronto con le università per allargare il collo di bottiglia che blocca l’accesso alla formazione, la possibilità anche per i precari di essere confermati per un triennio, come già disposto per gli insegnanti di ruolo, per garantire continuità didattica. E l’impegno ad aumentare i posti messi a concorso (nell’isola sono solo 99 a fronte di 810 candidature e il 40% dei docenti di sostegno che prestano servizio che non è abilitato) per arrivare ad avere in cattedra solo personale abilitato. Questi gli impegni presi ieri mattina dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, in visita in due istituti scolastici ad Alghero e Sassari.

«Garantire il sostegno agli alunni che ne hanno necessità – ha spiegato – è una delle nostre priorità. E lo vogliamo fare assicurando la continuità didattica e il dialogo con le famiglie». Il ministro è poi tornato sul tema del dimensionamento: «Le scuole rimarranno nel loro posto fisico – ha ribadito –. I bambini non si dovranno trasferire. Non solo. Oggi le scuole accorpate sono governate da un reggente, cioè da un preside che si deve dividere fra due scuole, noi abbiamo inserito la figura del preside vicario che invece rimarrà in quella scuola e sarà un punto di riferimento per quella scuola».

Valditara ha aperto la sua giornata incontrando alunni, docenti e personale del comprensivo di via Biasi ad Alghero e, accompagnato dal presidente del consiglio Michele Pais, ha poi raggiunto Sassari dove ha visitato l’istituto tecnico agrario Pellegrini e l’Its “Filiera agroalimentare della Sardegna”, l’istituto ministeriale post diploma ad alta specializzazione tecnologica nel settore agroalimentare.

«Chi sceglie per i propri figli percorsi come questo – ha spiegato agli studenti del Pellegrini, che festeggia i 130 anni dalla fondazione – gli garantisce una professione e un futuro nella propria terra. Al Pellegrini abbiamo investito 1 milione e 400mila euro, parte dei 502 milioni complessivi destinati all’istruzione in Sardegna, di cui 326 per l’edilizia scolastica. Sono fondi uniti da un comune denominatore: il nuovo. Laboratori green, formazione del personale, digitalizzazione, inclusione».

Sugli investimenti sull’istruzione poi: «L’Italia investirebbe più della Germania in proporzione al Pil se avesse lo stesso apporto da parte dei privati. Questo è quello che manca e che serve. Una collaborazione virtuosa con i privati che mettano a disposizione risorse e interagiscano con la scuola, per formare i lavoratori qualificati del futuro. Bisogna rafforzare la cultura di base, matematica, inglese, italiano, storia, ma poi via con i laboratori, la ricerca, le esperienze pratiche. Noi crediamo tantissimo negli istituti tecnici, come crediamo nelle Stem, cioè le discipline scientifico-tecnologiche, per la quali qui nell’isola abbiamo investito oltre 6 milioni con il progetto “Scuola futuro”».

Sull’Its, che ha come obiettivo la formazione di “supertecnici” altamente qualificati nelle varie branche del settore agroalimentare: produzione, trasformazione, trade marketing, commercializzazione, logistica: «Sono strutture – ha spiegato il ministro – che registrano un inserimento lavorativo dell’82%. Ho firmato un decreto da 500 milioni destinati al potenziamento dei laboratori degli Istituti Tecnici Superiori e varato la riforma che istituisce la filiera formativa tecnologica e riorganizza i percorsi di studio. Un percorso di 4 anni al quale legare 2 di Its. Docenti esterni provenienti dal mondo dell’impresa. Scambi didattici, visite e soggiorni di studio, oltre a stage all’estero. Quello che noi vogliamo è un sistema che guardi realmente al futuro, affondando le sue radici nella migliore tradizione, come quella di quest’isola. Nella quale i giovani devono avere la possibilità di rimanere a lavorare e vivere, realizzando a pieno le loro infinite potenzialità».

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