La Nuova Sardegna

La giunta uscente

Una delibera dell’ultima ora distribuisce 2 miliardi e mezzo

Una delibera dell’ultima ora distribuisce 2 miliardi e mezzo

Fondo di sviluppo e coesione: l’elenco di proposte approvato a due giorni dal voto. Dentro c’è di tutto: dalla trasversale sarda alla riqualificazione di piazze nei paesi

05 marzo 2024
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Sassari È un po’ quello che accade quando arriva il Giro d’Italia: strade che avevano dimenticato il significato della parola “manutenzione”, improvvisamente asfaltate e lisciate come un tavolo da biliardo. Le elezioni producono un effetto “Giro d’Italia”: soldi per interventi attesi da tempo che arrivano, progetti bloccati che si sbloccano. Nella pioggia di delibere di fine legislatura si trovano tanti segnali di questa improvvisa smania di fare le cose. La numero 6 del 23 febbraio, ad esempio, contiene l’approvazione dell’elenco di proposte progettuali relative al Fondo sviluppo e coesione 2021–2027. Si tratta di 115 interventi che spartiscono in vari centri dell’isola la non trascurabile cifra di due miliardi e 412 milioni di euro.

Dentro c’è un po’ di tutto. Progetti e interventi che attendevano una risposta, aspettative legittime che hanno dovuto restare in sospeso sino a due giorni prima delle elezioni. La cifra più consistente è quella che dovrà finanziare gli interventi prioritari per l’itinerario trasversale sardo: 560 milioni (soggetto attuatore: la Regione stessa). Altra cifra pesante, 300 milioni, andrà a sostenere gli interventi del Piano regionale della rete per la portualità turistica (Opere e infrastrutture della Sardegna Srl). Altri 168 milioni sono destinati alla digitalizzazione degli archivi regionali.

A vari enti locali andranno 91 milioni per interventi di manutenzione dei corsi d’acqua e relative opere idrauliche. Sempre in tema prevenzione di rischio idraulico e idrogeologico importanti i quasi 80 milioni che andranno al Comune di Bitti per la messa in sicurezza del centro abitato. Altri 66 milioni andranno al Comune di Bosa per opere di difesa idraulica, 40 ciascuno a opere di salvaguardia del bacino del Rio Mogoro e per interventi di difesa dal rischio idrogeologico dei centri abitati del bacino Posada-Cedrino Soldi (più di 100 milioni) per interventi ambientali dell’area del Sulcis.

Tutti progetti meritori, come si vede, che serviranno a tutelare la sicurezza dei cittadini e che forse, anzi, avrebbero dovuto avere una definizione ben prima del 23 febbraio.

Ci sono poi decine di altri stanziamenti, molti dei quali di poche centinaia di migliaia di euro. Arrivano risorse per la “Valorizzazione dell’area di Monte Traessu - Paule Manna e Su Mammuscone” (427mila euro), per la ricostruzione della peschiera Pontis a Cabras (175mila), per il completamento dei banchinamenti interni e le opere di difesa del Comune di Stintino (qui non si tratta di poche centinaia di migliaia di euro ma di quasi quattro milioni), per la riqualificazione di via Don Minzoni a Portoscuso (300mila), per la riqualificazione della piazza della chiesa a Ballao (300mila), per la manutenzione dell’anfiteatro e del parco San Lorenzo a Bauladu (300mila).

In tema di chiese, per manutenzioni straordinarie e riqualificazioni a diversi Comuni sardi arriveranno 28 milioni. Altri 40 saranno destinati, e questa è una grande e bella notizia, all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Nel settore trasporti sarà l’Arst a fare incetta di finanziamenti: 11 milioni per la fornitura di 3 tram per la linea 3 della tramvia di Cagliari; altri 20 milioni per 4 tram per la metropolitana dell’area vasta di Cagliari; 16 milioni per il revamping di 4 unità di trazione diesel in treni a idrogeno destinati alle linee Macomer-Nuoro e Monserrato-Isili; 30milioni per bus a idrogeno; 48 per infrastrutture di supporto, 12 per integrazione risorse, 42 per riqualificazione e adeguamento delle stazioni della rete di trasporto pubblico locale.

Circa 200 milioni complessivamente andranno a interventi nel compendio militare Punta Rossa (La Maddalena), ex Carceri Castiadas, Foresta Burgos, Villa Laura e Forte Cappellini. E l’elenco è ancora lungo. Alla fine della lettura, la domanda ritorna ancora una volta: non si poteva fare prima del 23 febbraio?

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