La Nuova Sardegna

La quotidianità di una pensionata

Viaggio nella giungla del caro vita: «Ecco come si vive con mille euro e i prezzi alle stelle»

di Salvatore Santoni
Viaggio nella giungla del caro vita: «Ecco come si vive con mille euro e i prezzi alle stelle»

Prove tecniche di sopravvivenza: si visitano più supermercati inseguendo le offerte

09 marzo 2024
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Sassari Le crisi internazionali, l’inflazione, qualche furbo che ne approfitta. Venire a capo dei motivi dell’esplosione dei prezzi, soprattutto quelli dei generi alimentari, è un esercizio per esperti. I comuni mortali, invece, che ogni giorno spingono un carrello della spesa sempre più caro, hanno invece questo problema: come si sopravvive nella giungla quotidiana di offerte, prodotti civetta e sonore fregature? Lo abbiamo chiesto a zia Gavina. Lei va verso i 70 anni, incassa una pensione da mille euro e deve provvedere a nutrire una famiglia di quattro persone.

«La prima cosa da fare – dice – è amarsi di buste: guai a prendere quelle del supermercato, si rischia di lasciarci 30 centesimi al giorno. Per il resto non sempre quello che mi serve è in offerta e quindi o faccio il giro di tutti i supermercati oppure devo mettermi l’anima in pace e pagare il prezzo pieno».

In corsia Varcata la porta del supermercato, Zia Gavina mette subito le cose in chiaro: «La prima cosa da guardare sono i prodotti nelle pedane, quelli in offerta. Dagli scaffali si prende soltanto per cause di forza maggiore». La conta della spesa comincia con una cassa d’acqua. Zia Gavina vede il cartellino rosso a distanza: «Prendi quella – dice indicando col dito – sono sei bottiglie da due litri a meno di 2 euro». Seconda tappa, il pane. Il più economico sono i classici panini, a 4 euro al chilo. «C’è di meglio – spiega – ma il prezzo del pane migliore sale fino a 8,50 e non mi sembra il caso. Le spianatine costano più di 5 euro al chilo». E poi aggiunge: «Guarda il pan grattato, a 4,95: il pane vecchio rivenduto a più di quello fresco. Assurdo vero? Ed io quando mi serve lo faccio seccare e poi me lo gratto da sola».

Olio come oro Zia Gavina gira i tacchi e si trova davanti allo scaffale dell’olio e comincia a guardarlo storto. «Anche oggi non è in offerta – dice – ma ne ho bisogno per cucinare», e imbufalita infila nel carrello una bottiglia dell’extravergine più economico: oltre 9 euro. E poi a fianco prende anche due bottiglie di passata di pomodoro sarda a 2,60.

Latte e zucchero La spesa continua con le uova, sei a 1,80 e un pacco di caffè per la moka: 2,49, il meno caro perché i più blasonati sono fuori budget. Due passi indietro e Zia Gavina adocchia il reparto pasta. Quella in offerta è comunque cara, e quindi ripiega su un marchio medio: 4 pacchi a 1,15 l’uno. E poi agguanta mezzo chilo di riso sardo, a 1,79, e dice: «Questo è aumentato tantissimo». Il latte intero a lunga conservazione 1,57 euro a litro: ne bastano due. E poi un pacco di zucchero a 1,59: «Anche questo è aumentato tantissimo – commenta – ma non può mancare».

Ortofrutta Zia Gavina continua a spingere il carrello verso il reparto ortofrutta, dove gli occhi cominciano a irradiare raggi X. «Prima guarda il prezzo – suggerisce – e poi se è roba fresca la prendi». In quattro mosse finiscono nel carrello due finocchi (1,66 euro), quattro cipolle (0,76), tre patate giganti (1,62), un chilo e mezzo di arance (2,25) e un cuore di sedano (1,89). «Il sedano confezionato costa meno di quello intero – spiega – e c’è la parte buona che mi serve». Poi si sofferma sul radicchio: «A mio marito piace molto, ma costa troppo, dai 3 euro in su. In certi supermercati arriva fino a 6. E quindi si fa la rucola e le bietole in campagna, sono più sane e il sapore è amarognolo lo stesso».

Al fresco Al reparto freddo servono un pacco di piselli surgelati a 2,30, un panetto di burro a 1,10 e tre etti di formaggio grattugiato. Parmigiano e grana costano, c’è poco da dire. Il carello di zia Gavina comincia a riempirsi e può permettersi solo un pacco di mix: 3,60 circa. Le mozzarelle meno care sono in pacchi da tre e costano 1,79, ma almeno su questo in casa di zia Gavina non si risparmia. «No, quelle sono immangiabili – dice – preferisco le altre ma qui il pacco costa più di 5 euro e in un supermercato qui vicino un euro in meno».

La carne Scartati i latticini, zia Gavina punta al reparto carne. «Oggi (ieri per chi legge, ndc) faccio carne e patate – dice – mi serve lo spezzatino di maiale»: mezzo chilo a circa 4 euro. Prende anche un pacco di cordon bleu a 2 euro e una confezione di ali di pollo a 3 euro.

Varie Anche se non è giornata di acquisti di detersivi & c., perché «quelli li compro da un’altra parte, qui non convengono», in casa è mancato il dentifricio: due euro per due tubetti di una marca impronunciabile. «Ormai i denti sono quelli che sono – taglia corto la donna – non vale la pena spendere di più». In casa c’è anche una gatta, e anche lei dovrà pur mangiare: 2 chili di croccantini da battaglia a 4 euro.

Un extra e il conto Ultima tappa reparto dolci. La Pasqua si avvicina e i supermercati sono già zeppi di uova di cioccolata. L’uovo nazionale per eccellenza costa 12 euro. Zia Gavina ci pensa: «Vabbè, è per mio nipotino…» e imbuca nel carrello. E poi dritta alla cassa: lo scontrino sfonda i 73 euro. «Hai visto? E non si dica che sono una che non sta attenta alle offerte – dice la donna –. Ma purtroppo questi sono i prezzi, e questa spesa non ci dura nemmeno per una settimana».

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