La Nuova Sardegna

Energia

Multinazionali del vento: per l'isola 28 progetti di impianti off shore

di Giuseppe Centore
Multinazionali del vento: per l'isola 28 progetti di impianti off shore

La mappa dei campi eolici al largo delle coste in attesa di autorizzazione. Tra pale a terra e solare sono 756 le richieste per complessivi 55 gigawatt

12 marzo 2024
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Cagliari Una foto che svela e mostra insieme tutti i progetti presentati relativi ai campi eolici off-shore in Sardegna. È stata preparata dagli uffici regionali e mostrata ieri per la prima volta in un convegno all’Università di Cagliari (di cui parliamo nell’articolo in basso a destra). È la prima riproduzione complessiva dei 28 progetti per i quali è stata chiesta l’autorizzazione. Ciascun irregolare, e in qualche caso anche sovrapponibile, poligono rappresenta il potenziale parco eolico. Alcuni di questi, come quello più lontano dalla costa sudoccidentale, sono talmente al largo da ricadere fuori dalle competenze dirette ed esclusive dello stato italiano, unico che ha titolarità su quelle aree, che sono per l’appunto nazionali, non regionali. Le rette spezzate di diversi colori rappresentano invece i collegamenti tra i parchi eolici e la terraferma. In alcuni casi, nel nord-est, i progetti prevedono connessioni con il Lazio, non con la Gallura. Progetti immensi, taglie e costi ciclopici, ciascuno superiore al miliardo di euro, ma che sono presenti solo sulla carta. I numeri dicono che tutte insieme queste 28 pratiche cumulano 17,67 gigawatt di potenza (un gigawatt è pari a mille megawatt, le nostre centrali a carbone hanno una potenza di 600, Portotorres o 480, Portovesme). A queste si sommano le altre pratiche, 243, per complessivi 15,7 gigawatt per l’eolico a terra, e 485 pratiche per 21,6 gigawatt per il solare. In totale la Sardegna ha ricevuto domande per 756 pratiche per una potenza teorica globale di 55 gigawatt. Tanta roba, verrebbe da dire, ma che sparisce rispetto ai 350 gigawatt di nuovi progetti richiesti in Italia per le tre componenti. E quasi tutte al sud, con sole e vento.

Rimanendo in Sardegna ecco i dati per provincia. Il database di Terna, la società che gestisce la rete ad alta tensione nazionale e riceve le richieste di connessione da parte delle imprese al momento della presentazione dei progetti, ha diviso l’isola nelle 4 province tradizionali più il sud Sardegna. Di ciascuna indichiamo la potenza richiesta per la tripletta solare-eolico a terra-eolico a mare. La provincia con maggiori richieste è quella di Sassari, con 10,1 (solare) 7,8 (eolico a terra) e 6,7 (eolico a mare). A seguire il Sud-Sardegna con rispettivamente 5,6 4,6 e 6,2; Oristano con 2,2, 1,1 e 1,9; Nuoro, che non ha eolico progettato a mare con 1,6 e 1,8 e Cagliari con 1,9 0,2 e 2,7.

Ma tutti questi progetti si faranno? Difficilmente, se non altro perché il governo a livello nazionale ha individuato dei target globali da rispettare e per i quali ci sono anche gli incentivi sulle tariffe per l’energia prodotta. L’eolico a mare al massimo avrà due impianti vicini all’isola. Gli altri per arrivare al target nazionale saranno collocati forse in Sicilia e al largo della Puglia, dove esiste un piccolo impianto al largo del porto di Taranto (e anche in quel caso la critica al progetto, che ci ha messo 17 anni per essere realizzato, era legata alla devastazione del paesaggio: con l’Ilva di fronte).

Presentare questi progetti non significa vederli approvati automaticamente.Dal database di Terna si vede come i progetti siano quasi tutti in valutazione e da accettare, solo per Terna. Poi c’è la parte autorizzativa regionale e nazionale lunga complessa e dai tempi non certi. Se a questo dato aggiungiamo un sistema regolatorio a dir poco incompleto, (aree idonee regionali, loro regole, incentivi e porti attrezzati per ricevere gli impianti) si vede come dietro l’angolo non ci siano certo nuovi impianti eolici. Che vanno comunque fatti, perché dobbiamo uscire dal carbone e perchè abbiamo, proprio per questa “promessa”, ricevuto i fondi del Pnrr. La discussione è sul “dove” non sul “se”. Anche in Sardegna.


 

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