La Nuova Sardegna

L'analisi

L'economista Luigi Guiso: «Einstein telescope e trasporti: la nuova Giunta li affronti così»

di Luigi Guiso *
<usng-titolo>L'economista Luigi Guiso: «Einstein telescope e trasporti: la nuova Giunta li affronti così»</usng-titolo>

«Temi cruciali in una fase critica e che in qualche modo sono collegati»

24 marzo 2024
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Per queste due suggerisco alcune azioni da prendere: si tratta di trasporti e di Einstein Telescope. Sono due questioni di cui mi sono occupato e che oggi sono di fronte a una fase critica. La questione dei trasporti è sempre viva e irrisolta, sia per le connessioni interne sia per quelle con la penisola, in primis, e l’Europa. Ma hanno tempi molto diversi. Quello dei trasporti interni richiede un orizzonte lungo che miri a portare in Sardegna l’alta velocità per collegare Sassari con Cagliari e Olbia. È una impresa costosa e complessa, ma realizzabile. Ma occorre compiere adesso i primi passi. La questione dei collegamenti esterni – segnatamente quelli aerei – è più pressante urgente ma anche con spiragli di soluzione più verosimili. Il problema fondamentale è trovare una soluzione alla continuità territoriale evitando effetti indesiderati che quel regime, se non ben utilizzato, comporta.

Come è oggi strutturata l’assegnazione delle tratte in regime di continuità territoriale per servire gli aeroporti sardi creano un regime di monopolio su quelle tratte. Il monopolio sembra sia necessario per rendere la tratta attraente per una compagnia aerea, dati i bassi volumi di traffico. Il sussidio regionale compensa la compagnia aggiudicataria per lo sconto praticato ai residenti. Ma la compagnia, una volta assicurata la tratta, può scaricare sui non-residenti il suo potere di monopolio, con tariffe abnormi (un volo Roma Cagliari per il 10 marzo con ritorno è quotato a 665 dollari se non residente, 25 dollari in più che volare su Londra). Possono viaggiare i sardi ma la Sardegna diventa troppo onerosa per i non sardi. Non è quello che serve per rompere l’isolamento e alimentare l’economia della regione. Lo spiega con grande chiarezza Francesco Pigliaru in un suo blog (https://francescopigliaru.substack.com/p/continuita-territoriale-una-piccola).

Credo sia possibile rimediare a questo problema disegnando il bando in modo diverso. Si potrebbe strutturare l’assegnazione di una tratta come una qualunque bando in cui si mette a gara l’offerta di un servizio – un certo numero di voli giornalieri, poniamo da Roma a Cagliari, con determinate caratteristiche. I partecipanti alla gara offrono, come in tutti bandi, il prezzo a cui sono disposti ad offrire il servizio durante la durata del contratto. Il prezzo è unico per residenti e non residenti e stabile (salvo clausole di salvaguardia). Chi offre il prezzo minimo si aggiudica la gara. La Regione può sussidiare i locali (con gli stessi criteri presenti oggi) in modo che possano viaggiare con tariffa scontata. Questo disegno del bando fa salvo il principio di concorrenza e di sussidio ai locali che è dirimente per la Commissione Europea, ma evita la strozzatura conseguente alla posizione dominante del vincitore. La regione dovrebbe fare una riflessione su un meccanismo di questo genere e avviare in tempi brevi una interlocuzione per capire se un modulo di questo tipo può essere accettato. Mi aspetto che difficilmente la Commissione possa opporre obiezioni: il principio di concorrenza non solo è fatto salvo ma è potenziato evitando l’abuso di posizione dominante del vincitore. Se la Commissione dovesse opporsi, si dovrebbe, come suggerisce Pigliaru, ricorrere alla Corte di Giustizia.

La seconda questione riguarda Einstein Telescope (ET). È opinione condivisa che ET rappresenta una notevole opportunità per l’Isola, con un beneficio ulteriore per le zone interne. Per due ragioni: la prima, quella ovvia su cui si concentra il dibattito, perché attiva in Sardegna occupazione e redditi durante la fase di costruzione dell’infrastruttura e durante il funzionamento. La seconda, molto più importante (ma spesso ignorata), è che dà un contributo a collocare l’isola in una traiettoria di sviluppo basato sull’economia della conoscenza: la produzione di servizi avanzati che oggi costituiscono l’ossatura portante delle economie sviluppate. I tratti caratteristici sono ricerca e sviluppo, innovazione, capitale umano di frontiera, presenza rilevante nel settore Stem. Einstein Telescope è complementare ad altre iniziative presenti nell’isola che hanno una simile natura: ad esempio il progetto Aria e il Sardinia Radio Telescope. Fare di tutto per assicurarsene la presenza è cruciale se si crede in questa strategia. Il governo Draghi aveva dato pieno supporto al progetto ET. Il governo in carica lo ha rinnovato e ha assicurato un contributo pari a quello Olandese e avviato l’azione diplomatica per portare a buon fine la trattativa. La regione Sardegna ha già messo a disposizione del progetto un contributo importante di 300 milioni.

Tra non molto si entrerà nella fase delicata della trattativa per decidere la localizzazione dell’infrastruttura. A me è stato affidato l’incarico di coordinare un gruppo di lavoro per predisporre un documento di valutazione dell’impatto economico e sociale del progetto se realizzato in Sardegna. Il documento assisterà il governo nella trattativa. Non vi è alcun dubbio che la Sardegna, e Sos Enattos in particolare, presenta aspetti strategici chiave che la rendono un luogo ideale per ET: non vi è presenza sismica, non vi è traccia di terremoti nella storia, ha un bassissimo “rumore” di fondo, non vi transitano mezzi pesanti né ferrovie, ha una bassa densità di popolazione e di attività economica, ha già una miniera che riqualificata, offre ambienti ideali per i laboratori. Vale l’opposto nella localizzazione olandese: il triangolo di ELAt è uno dei più densamente popolati in Europa, non è privo di rischio sismico, è caratterizzato da traffico intenso etc. Questi aspetti conferiscono alla proposta italiana un vantaggio notevole per due ragioni: rendono l’attività di ET più efficiente; abbattono i costi di costruzione di ET (ad esempio, non è necessario costruire con sistemi antisismici). Ma il centro Europa ha altri vantaggi di localizzazione che possono giocare un ruolo opposto: è ben connesso, ha una forte rete di servizi che sono essenziali per le comunità di ricerca: scuole internazionali, asili nido e ospedali a portata di mano, le infrastrutture di connessione alla rete ad alta velocità sono disponibili etc. Se la Sardegna colmasse almeno in parte questi divari, o avesse un piano per farlo, la proposta italiana sarebbe dominante, togliendo argomenti a quella olandese in fase di negoziazione.

La Regione può su questo fare parecchio ma deve esser fatto ora, prima che la negoziane entri nel vivo. Occorre che la Regione, con l’assistenza dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, definisca un piano di iniziative per rendere Sos Enattos più competitiva. Oggi, ad esempio, non è prevista in quell’area la costruzione di un ospedale di comunità, non vi sono scuole internazionali, non c’è un piano di formazione per le competenze utili ad ET. Ovviamente la soluzione del problema dei trasporti arerei è condizione non secondaria a sostegno della localizzazione di ET in Sardegna.

Vi sono le condizioni per compiere un passo risolutivo sia sul fronte dei trasporti arerei che su quello del Telescopio Einstein. Entrambi sono snodi critici per lo sviluppo dell’isola e la nuova amministrazione regionale può svolgere un ruolo essenziale.

* economista
 

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