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Elezioni

Europee, il Pd ora stringe il cerchio: Elly Schlein sarà capolista in Sardegna

di Paola Benedetta Manca Evaristo Sparvieri
Europee, il Pd ora stringe il cerchio: Elly Schlein sarà capolista in Sardegna

Le altre scelte: Bonaccini al nord est, Strada nel nord ovest e Annunziata al sud

30 marzo 2024
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Roma L’ipotesi di lavoro al Nazareno al momento sarebbe questa: la segretaria Elly Schlein capolista per Sardegna e Sicilia e al Centro, il presidente Pd e della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, capolista al nord est. E poi la giornalista Lucia Annunziata capolista al Sud e Cecilia Strada capolista al nord ovest. Le trattative sono ancora aperte. E i nodi da sciogliere restano sul tavolo, così come i malumori delle diverse anime dem, alle prese con l’intricata composizione delle liste per le Europee.

Qualche timida schiarita c’è stata nell’incontro di giovedì fra Schlein e Bonaccini, giudicato «positivo», ma le variabili incombono e il sentiero per la scelta di nomi e posizioni appare tanto più impervio quanto più ci si avvicina alla deadline del 28 aprile, termine utile per la presentazione delle candidature. Nello stato maggiore Pd, l’intenzione è chiudere entro il 15 aprile, per consentire ai candidati di avviare subito la campagna elettorale. Ma anche se lo schema di partenza sembra quello di aver individuato le figure a capo delle liste, il rebus della composizione non sembra affatto vicino alla soluzione. Da qui il pressing sulla segretaria, soprattutto da Energia Popolare e Base Riformista. Tre le questioni sollevate da tempo: la candidatura della stessa Schlein, che in molti nel partito vorrebbero capolista in tutte le circoscrizioni; la sua posizione in lista, che potrebbe fare da “tappo” alle altre candidature femminili; l’apporto di candidature civiche in posizioni di rilievo, che rischierebbero di schiacciare i big del partito, come potrebbe avvenire per figure come il sindaco di Firenze, Dario Nardella, bonacciniano, e l’ex governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, sponda Schlein, entrambi circoscrizione centro.

Riflessioni alle quali si aggiunge il pensante malcontento degli europarlamentari uscenti che, riuniti a Bruxelles e guidati dal capo delegazione, Brando Benifei, mostrano tutta la loro contrarietà alla cosiddetta formula del “panino”: uno schema che prevede la candidatura civica femminile alla guida delle liste, un uomo al secondo posto e la segretaria al terzo, ideato dal responsabile Organizzazione dem, Igor Taruffi, al quale gli europarlamentari riferiranno nei prossimi giorni. Dalle parti di Bruxelles ci sarebbe chi avrebbe minacciato di non ricandidarsi «se in posizione troppo sfavorevole». La formula sarebbe stata in parte mediata proprio con le candidature di Schlein a capolista nel centro e nelle Isole, con Bonaccini al nord est.

Sempre sul fronte Europee, tiene banco anche l’ipotesi di candidare l’ex direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che ieri ha ammesso: «Ci sto pensando». Il suo nome non convince Base Riformista per le posizioni contrarie all’invio di armi a Kiev, tanto da essere stato accostato nei mesi scorsi anche al M5s. Per Schlein, Tarquinio risponde a due esigenze: dare un segnale a cattodem e al movimento per la pace, rinsaldando i legami con i primi e allargando il consenso tra i secondi. Non a caso a sponsorizzare per primo il giornalista è stato il deputato ed esponente della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Ciani, trovando sponda anche nel cattolico Pierluigi Castagnetti, nel senatore Graziano Delrio e in altri esponenti di spicco del Pd come Andrea Orlando, Goffredo Bettini e Nicola Zingaretti.
 

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