La Nuova Sardegna

La giunta Todde

Uno “straniero” alla Sanità: Dario Giagoni della Lega attacca, Armando Bartolazzi risponde


	Dario Giagoni e Armando Bartolazzi
Dario Giagoni e Armando Bartolazzi

Il deputato: «Bizzarra la scelta di far venire da un’altra regione chi deve gestire il 52 per cento del bilancio regionale». Il neo assessore: «Le considerazioni su uno “straniero” in territorio sardo le avrei fatte anche io»

09 aprile 2024
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Cagliari «Trovo quantomeno bizzarra la scelta di mettere a capo dell'assessorato alla Sanità, che ha il gravoso compito di gestire il 52% del bilancio regionale, una persona che viene da un'altra regione. Nel M5s si predica bene e si razzola male: sono passati appena cinque anni da quando i pentastellati sbraitavano a pieni polmoni, spiegando a tutti che gli assessorati gestiti dalla Lega erano un ufficio di collocamento padano». Così il parlamentare sardo della Lega, Dario Giagoni, sulla nomina di Armando Bartolazzi, oncologo romano ed ex sottosegretario alla Salute nel governo Conte 1, ad assessore alla Sanità della Regione Sardegna. «I diktat romani evidentemente iniziano a farsi sentire - attacca Giagoni- e la tanto sbandierata autonomia sarda è uno slogan buono solo per la campagna elettorale».

Quindi la stoccata al Pd, primo alleato della neo presidente Alessandra Todde: «Ricordo che gli amici dem nel 2018 erano stati i più duri nel commentare un'azione giudiziaria a carico dell'allora sottosegretario e oggi assessore regionale in Sardegna. Ma, si sa, la politica ha talvolta la memoria corta...».

Armando Bartolazzi non tarda a rispondere: «Non credo si tratti di critiche, credo siano considerazioni, le avrei fatte anche io per quanto riguarda uno straniero nel territorio sardo, ma vi ricordo che alcune delle patologie più gravi, vedi cancro e diabete, non sono tanto diverse tra territorio sardo e quello nazionale».

Armando Bartolazzi, oncologo romano di 63 anni, già sottosegretario del ministero della Salute nel Conte uno, non si sottrae alle domande dei giornalisti sulle critiche arrivate dall'opposizione rispetto alla scelta di un esponente non sardo per la guida dell'assessorato più pesante di questa legislatura. «Il problema è che, pur essendo identiche le malattie - sottolinea - in Sardegna c'è un po' di ritardo sia nella diagnostica sia nell'attuazione delle terapie più innovative e soprattutto sulla prevenzione nel territorio. Dunque penso che sia un valore aggiunto, una persona che dal continente possa dare qualche spunto, possa avere qualche idea attuativa sul territorio sardo.

E con la minoranza ci sono margini di collaborazione? «Il cancro non ha colori politici, così come non c'è un diabete di destra e un diabete di sinistra, io spero in una collaborazione importante e solida di tutte le forze politiche». Bartolazzi ha ora in programma una ricognizione più attuale di quelle che sono le criticità, soprattutto nei territori e sui problemi sociali e sociosanitari, poi «si definiranno insieme alla presidente della regione quelle che saranno le priorità sulle quali cominciare a incidere».

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