La Nuova Sardegna

Giunta Todde

Giuseppe Meloni: «Priorità per il rendiconto poi la variazione al bilancio»

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09 aprile 2024
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Cagliari «È una sfida importante che affronterò con la consapevolezza che con un lavoro di squadra questo esecutivo riuscirà a ottenere risultati importanti per i sardi e per la Sardegna». Sono le primissime parole che Giuseppe Meloni, presidente del Partito democratico nell’isola, ma da ieri soprattutto assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione oltre che vice presidente della Giunta, pronuncia al termine dell’assemblea che lo ha visto giurare.

Meloni si troverà a lavorare su una Finanziaria che appartiene all’ormai scorsa maggioranza. «Innanzitutto – dice – adesso dobbiamo pensare al Rendiconto che non riusciremo ad approvare entro il 30 di aprile, quindi è indispensabile verificare subito nei vari assessorati regionali se il lavoro su quel punto». Per quanto riguarda la Finanziaria, «quello che potremo fare lo faremo da subito, anche perché è giusto intervenire senza perdere tempo su qualcosa che stiamo ereditando. Se, come speriamo, ci dovesse essere una massa manovrabile, siamo convinti di poter incidere senza esitazioni». Il neo assessore al Bilancio e alla Programmazione annuncia inoltre che durante l’estate prossimo ci sarà una variazione di assestamento. «È un provvedimento – sottolinea – con il quale inizieremo a dare un primo vero segnale della nostra attività amministrativa». E a chi gli fa notare che nella scorsa legislatura si è assistito a un blocco quasi totale del Centro regionale di programmazione, Meloni risponde così. «È chiaro – sono le parole di Meloni – che occorre innanzitutto dare una guida ferma al Crp, ma questo vale per tutte le direzioni generali. Sicuramente non si può procedere con la vacatio dei dg come è accaduto con le facenti funzioni. Ritengo che proprio questo abbia influito negativamente sull’attività del Crp».

A proposito dell’incarico all’interno del Partito democratico, Meloni spiega che non è questa la priorità. «In realtà – dice – non c'è un’incompatibilità formale per quanto riguarda la mia presidenza del Pd e il ruolo nell’esecutivo. È una valutazione che sarà fatta dagli organismi del partito – aggiunge – in questo momento abbiamo l’urgenza dell'avvio di legislatura e delle amministrative». Infine una battuta sul passaggio di consegne tutto gallurese con il suo predecessore Giuseppe Fasolino, rieletto con i Riformatori: «Tra noi c’è un rapporto di amicizia, oltre che un rapporto leale e politico tra rappresentanti delle istituzioni –commenta –. Sarà indubbiamente un passaggio di consegne non solo formale e cercheremo di capire quali sono i problemi irrisolti che meritano particolare attenzione da subito». (a.m.)

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